marketing 2.0, Social Media Marketing

Nuove pagine Facebook: come può cambiare il modo di fare marketing

Dopo l’aggiornamento delle pagine Facebook di questi giorni e più in generale, dopo tutte le news che hanno riguardato Facebook nelle ultime settimane, ci fermiamo un attimo a riflettere e a fare delle considerazioni su quanto è stato da poco introdotto.

Tra i vari aggiornamenti, l’introduzione dei deals anche per l’Italia e il nuovo layout per le pagine, c’è stata quella, forse ritenuta la più importante, riguardante il fatto che ora sarà possibile utilizzare le pagine facebook come se fossero dei profili personali. Con questo intendo dire che gli amministratori della pagina potranno loggarsi come “pagina” e interagire non con tutti i profili personali o con le pagine a cui gli amministratori hanno messo il “like”, notizia che qualche altro blogger importante sta facendo girare nella rete, bensì alle pagine che sono state aggiunte tra i preferiti della pagina, il cui newsfeed apparirà nella bacheca della propria pagina quando si è loggati come pagina dandoci la possibilità di commentare o mettere “mi piace”.

Fin qui tutt’ok, ma in questi giorni, riflettendo su questa nuova funzione delle pagine mi sono reso conto di un particolare, che rischia, se prende piede, di stravolgere il concetto principale su cui si basa l’intero approccio del social media marketing, almeno quello applicato a Facebook.

Si badi però, che il mio è solo uno scenario, che spero, non prenda troppo piede!

Cosa potrebbe cambiare con le nuove pagine Facebook?

Negli ultimi anni, i teorici economisti e sociologi, che hanno introdotto e promosso lo sviluppo di questa nuova branca del marketing e della comunicazione, hanno posto sempre maggior enfasi su due cose che, da un lato avrebbero differenziato questa nuova branca da quelle tradizionali e che risultavano ormai essere in crisi e dall’altro avrebbero permesso alle imprese di avere successo:

  • le aziende scendono dal piedistallo istituzionale e iniziano a conversare, in un rapporto pari a pari, con i clienti, mostrando un lato umano e in qualche modo inserendosi in community di interesse su specifici temi;
  • non sono più le aziende a dover andare dai propri clienti e proporgli la loro offerta, ma i clienti, per mezzo del passaparola attivato da altri utenti che sono stati stupiti/emozionati da qualche strategia messa in atto dall’impresa e comunicata sulla sua pagina Facebook, ad andare da quest’ultima.

Bene, fermatevi un attimo a riflettere un po’. Ci avete pensato anche voi? Con le nuove pagine, Facebook permette a tutti di avere un espediente molto semplice e sbrigativo per andare a comunicare su altre pagine, farsi notare da potenziali utenti o anche allegare link al proprio sito o blog (in ottica di link popularity).

In fondo è semplice, possiamo, con la nostra pagina aziendale, inserire tra i preferiti della nostra pagina centinaia di altre pagine, tematiche e anche dei nostri concorrenti o relative a interessi o territori geografici o quello che volete.  Sarebbero pagine con molti likers, con molti commenti e discussioni attive, poi andare nella pagina e loggarci come pagina e mostrarci interessati al post inserito dalla pagina importante (e tematica rispetto alla nostra!) e andare a commentare, magari commentando anche in modo utile, cioè apportando considerazioni di valore per la conversazione e per gli altri utenti. Facendo in questo modo, altri utenti ci possono notare, cliccare sul nome della nostra pagina, scoprire che non è un utente ma una pagina, e tac, i nostri fans/likers aumentano.

Certo, bisognerebbe fare delle statistiche per capire meglio quanta probabilità possa esserci che su un post inserito dall’admin di una pagina dove magari ci sono venti, trenta commenti, quanti di questi utenti andranno poi a cliccare sulla nostra pagina e ancor di più, quanti di questi poi metteranno “mi piace”.

Forse molti diranno che alla fine, è un modo come un altro o una possibilità in più per aumentare gli iscritti alla pagina, ma se parlo di questa osservazione in questo post è perché Mark Zuckerberg con questa novità va contro i principi base del nuovo marketing e in qualche modo incentiva aziende e consulenti a spingerli ad utilizzare la pagina come se fosse un profilo e andando a commentare qua e la, in ottica se vogliamo, più di community conversation che di strategia innovativa e non convenzionale riservata agli iscritti alla pagina.  Di conseguenza gli admin delle pagine saranno più incentivati ad andare a commentare in altre pagine che pensare a strategie creative con cui posizionarsi e differenziarsi, limitando quindi il naturale e spontaneo passaparola degli utenti.

Perché Zuckerberg ha fatto questo? Probabilmente per contrastare l’uso indiscriminato del profilo utente per un brand, dando così ora la possibilità a quanti volessero usare il brand come utente, di poterlo fare, restando comunque una pagina e quindi togliendo il fastidio a tutti gli utenti di vedersi inoltrate richieste di amicizia da aziende.

Vedremo comunque come si svilupperà la cosa. E tu che ne pensi?

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • La riflessione che sviluppi u00e8 molto interessante ed il rischio che prospetti creso sia verosimile. Tuttavia, ritengo che lo sforzo di “contrastare lu2019uso indiscriminato del profilo utente per un brand” sia ancora piu00f9 importante, dal punto di vista di Facebook, anche per giustificare la profilazione fatta da Facebook Add, principale fonte di entrate di FB, che deve garantire di colpire utenti veri e non fake o profili aziendali.nStiamo a vedere come si evolvono le cose!

  • lo spam si u00e8 moltiplicato! si commenta per farsi notare un “mi Piace” di prima non ha il valore di un “mi piace attuale” mettere mi piace ora vuol dire farsi in qualche modo promozione magari senza nemmeno leggere un post…

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  • Condivido le tue riflessioni, soprattutto in un contesto come quello italiano dove l’approccio al SMM u00e8 in molti casi ancora ingenuo e decisamente vincolato al marketing tradizionale. Al tempo stesso poter intervenire altrove con il proprio profilo puu00f2 essere utile per operazioni di PR online e di fatto reintroduce il concetto di rete che con le pagine brand tende un po’ a perdersi (se ci pensate bene, le pagine brand in molti casi sono una sorta di replica di un sito 1.0, almeno quelle meno riuscite). nForse una buona idea sarebbe quella di introdurre un meccanismo di “amicizia” tra pagine, in modo che l’aggiunta ai preferiti sia a due vie invece che a una, e che si possa anche dar vita a nuove sinergie (mi spingo troppo in lu00e0?).

    • Ma infatti sarebbe un po’ come tornare al web1…e verrebbe meno il passaparola…comunque u00e8 solo uno scenario il mio, vediamo come andru00e0!

  • Pingback: upnews.it()

  • Per me i principi base del nuovo marketing sono quelli del cluetrain manifesto. nLa scelta di facebook e’ in linea con questi principi e da alle aziende modo di partecipare alle conversazioni, aggiungendo valore (se non lo fanno vengono facilmente e velocemente punite dagli utenti stessi). L’ obiettivo del marketing deve essere quello di creare e gestire relazioni positive, non di sorprendere con la nuova campagna non convenzionale che, al massimo, puo’ servire per dare il via alla comunicazione, ma poi l’azienda deve poter continuare.

    • si, peru00f2 ricorda che alla base del smm, oltre alla conversazione, c’u00e8 il passaparola. E il passaparola lo genera l’azione emozional/non convenzionale.

  • Malegria

    La parte finale u00e8 il motivo principale del cambiamento, per quanto riguarda la prima parte del post non sono d’accordo… andare a commentare su altre pagina (senza fare spam) non porteru00e0 un aumento considerevole di fan, anche perchu00e8 andrebbe contro il principale obbiettivo di Facebook che u00e8 quello di spingere le aziende ad investire al massimo gli Ads.

  • FacebookStrategy

    La tua, caro Dario, u00e8 una considerazione interessante e non ti nego mi fa un pu00f2 paura 🙂 Mi Fa paura perchu00e8 ciu00f2 che accade oggi fin troppo spesso con i profili privato potrebbe cominciare ad accadere con le pagine… meno male che disponiamo del BAN ;)nnCiu00f2 che ritengo maggiormente interessante del tuo post u00e8 la parte in cui parli di “valore”, e ciou00e8 della possibilitu00e0 da parte delle pagine di contribuire direttamente a discussioni di valore ed ottenerne benefici in termini di notorietu00e0 e fan. Questo u00e8 vero. Funziona un pu00f2 come nei forum… tu dai valore e ricevi autorevolezza.nnMi piace questa possibilitu00e0 anche se non credo diverru00e0 mai determinante per il successo di una pagina. Al contrario credo che le pagine di “successo”, con un gran numero di fan ed interazioni, utilizzeranno molto poco questa funzione.nnLe mie sono solo ipotesi eh :)nCiaonAle

    • @alessandro: u00e8 troppo presto per parlarne. In italia finchu00e8 si diffonde passeru00e0 molto tempo! 😀 La maggior parte degli utenti non se ne u00e8 neanche accorta. Spero solo non si sputtani il smm su facebook 😉

  • Simone Moriconi

    Secondo me il “login as a page” dovru00e0 avere determinate limitazioni per non mescolare del tutto profili aziendali a profili utenti. nnLa considerazione u00e8 un altra, a questo punto. Come in una scatola cinese, saranno di nuovo le aziende a cercare visibilitu00e0 tra i fan, e non piu00f9 i fan che andranno a cercare la pagina. Il rischio u00e8 che le conversazioni aziende-aziende e, soprattutto, aziende-utenti non saranno piu00f9 un modo di ricevere feedback per ottimizzare il marketing, ma solo un modo per avere maggiore visibilitu00e0 tra il pubblico virtuale (reale). nnE poi, se ormai il mercato si sta spostando su Facebook, forse non ha senso parlare ancora di strategie innovative. Anzi, nello scenario che descrivi, torneranno vecchie strategie, sotto nuove spoglie.

    • FacebookStrategy

      Mi risulta che se sei collegato come pagine non puoi chiedere “amicizia” alle persone e non puoi quindi scrivere come pagina sulla loro bacheca nu00e8 commentare i contenuti pubblicati. Quindi, almeno da questo punto di vista, il problema da te esposto non dovrebbe porsi. In caso contrario condivido il tuo pensiero.

    • quello che dici u00e8 proprio lo scenario che descrivo nel post e quindi uno scenario in cui, invece di andare avanti si torna indietro e il tutto resta incentrato sulla ricerca di visibilitu00e0. Peru00f2 ripeto, per avere dati certi bisogneru00e0 valutarne l’evoluzione nel tempo.

  • Pingback: Cosa potrebbe cambiare con le nuove pagine Facebook? | Information Technology()

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