Strategie di engagement su Instagram: l’analisi dei formati per creator e marketer
Nel panorama in continua evoluzione dei social media, la comprensione delle dinamiche di engagement diviene un imperativo per chiunque operi nel digitale. Recentemente, una slide condivisa su Instagram nell’ecosistema dei Creator di Instagram ha catturato la mia attenzione, e ora che la visionerete certamente anche la vostra, proponendo una categorizzazione dei formati di contenuto in relazione agli obiettivi di interazione. Il documento, intitolato “Engaging by Surface on Instagram“, merita di esser preso in seria considerazione soprattutto per le implicazioni strategiche nascoste e che possono mettere in discussione una qualsiasi strategia pianificata con questo canale.
La ripartizione offerta dalla slide suggerisce un approccio mirato alla produzione di contenuto, evidenziando le differenze tra formati più idonei alla scoperta e all’espansione del pubblico, e quelli più efficaci per il consolidamento e l’approfondimento delle relazioni esistenti. Ricorda un po’ – momento nostalgia – la nostra piramide dei contenuti – chiuso momento nostalgia. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e cosa ispira questa grafica.

Indice dei contenuti
- 1. L’Espansione del perimetro: “Reach New Audiences” (reels e carousel)
- 2. Il consolidamento della relazione: “Engage Your Followers” (foto singole e stories)
- 3. La cura della fanbase più fedele: “Nurture Your Most Loyal Fans” (dirette lives e channels)
- Qualche riflessione oltre la mera classificazione
1. L’Espansione del perimetro: “Reach New Audiences” (reels e carousel)
Il posizionamento dei reels e dei carousel nella sfera della “nuova audience” è un dato che conferma la direzione algoritmica di Instagram. I reels, con la loro natura dinamica e la spinta all’esplorazione, rappresentano tuttora il veicolo primario per intercettare utenti al di fuori della propria cerchia di follower. La loro efficacia risiede nella capacità di catturare l’attenzione in un lasso di tempo estremamente breve, fungendo da “biglietto da visita” per un pubblico ancora non fidelizzato. L’investimento in questo formato si traduce, dunque, in una strategia di acquisizione di visibilità.
I carousel, seppur con dinamiche diverse, contribuiscono alla medesima finalità. La loro struttura multi-pagina consente una narrazione più articolata o la presentazione di contenuti di maggiore densità informativa. Il meccanismo di scroll indotto da un carousel ben congegnato prolunga il tempo di permanenza sulla pubblicazione, segnale positivo per l’algoritmo, e può favorire la condivisione, estendendo indirettamente la reach a nuovi segmenti di pubblico interessati al contenuto approfondito.
2. Il consolidamento della relazione: “Engage Your Followers” (foto singole e stories)
La seconda categoria si focalizza sul coinvolgimento dei follower già acquisiti, identificando le single photos e le stories quali strumenti privilegiati.
Le foto pubblicate singolarmente, pur avendo perso parte della loro predominanza in termini di reach organica rispetto al passato, conservano un ruolo cruciale nella cura del feed e nella comunicazione mirata ai propri seguaci. La loro funzione è più orientata alla coerenza estetica del brand personale o aziendale e alla trasmissione di messaggi diretti, capaci di stimolare l’interazione (commenti, salvataggi) all’interno della community fidelizzata.
Le stories, d’altro canto, rappresentano il fulcro dell’interazione quotidiana e della costruzione di un rapporto più intimo e meno formale. La loro natura effimera e l’ampia gamma di sticker interattivi (sondaggi, quiz, box domande) le rendono ideali per stimolare il dialogo diretto, raccogliere feedback, mostrare il backstage o semplicemente mantenere un contatto costante e autentico con la propria audience. L’engagement qui si misura nella partecipazione attiva e nella percezione di vicinanza.
3. La cura della fanbase più fedele: “Nurture Your Most Loyal Fans” (dirette lives e channels)
L’ultima sezione della slide è dedicata alla fidelizzazione del nucleo più fedele della fanbase, attraverso l’utilizzo delle dirette) e channels (Canali Broadcast).
Le dirette live sono l’espressione massima dell’autenticità e della trasparenza. La partecipazione a una diretta implica un elevato livello di interesse e dedizione da parte del follower. Questo formato consente interazioni in tempo reale, sessioni di Q&A, webinar improvvisati o la condivisione di momenti speciali, rafforzando il senso di esclusività e di connessione diretta con il creator. L’attaccamento del pubblico è premiato da un accesso privilegiato e da una partecipazione più attiva.
I channels, l’innovazione più recente introdotta da Instagram in diverse regioni, si configurano come spazi di comunicazione unidirezionale (dal Creator al follower) ma estremamente mirati, destinati a un pubblico selezionato. Permettono la condivisione di contenuti esclusivi, anticipazioni, approfondimenti o messaggi personali, creando una sorta di “club privato” per i fan più dedicati. La loro funzione è chiara: consolidare il legame con la “base” più leale, offrendo un valore aggiunto che incentiva la fedeltà e il senso di appartenenza.
Qualche riflessione oltre la mera classificazione
La classificazione proposta dalla slide è indubbiamente utile come guida per la strategia di contenuto su Instagram. Essa suggerisce un approccio stratificato, dove ogni formato concorre a obiettivi distinti ma complementari nell’ecosistema dell’engagement.
Tuttavia, è imperativo ricordare sempre che la mera adozione di un formato non garantisce il successo. La vera efficacia risiede nella qualità intrinseca del contenuto, nella sua pertinenza rispetto all’audience di riferimento e nella capacità del creator di infondere autenticità, originalità e valore in ogni pubblicazione. Questi strumenti sono acceleratori, non formule magiche. La loro implementazione strategica, coniugata a una profonda comprensione delle esigenze e delle aspettative della propria community, rappr esenta la chiave per trasformare la “superficie” in una vera e propria profondità di relazione.
La disamina di queste dinamiche ci ricorda che l’engagement su Instagram non è un atto puntuale, bensì un processo continuo di costruzione relazionale, sapientemente orchestrato attraverso una selezione e un’esecuzione metodica dei formati disponibili.
Nulla è replicabile, nulla è standardizzabile, ma tutto è sperimentabile.




Vuoi dire la tua?