Quando parliamo di condivisione di un contenuto, riferendoci a quelle azioni di diffusione attraverso i social plugin integrati nel sito, abbiamo in parte la consapevolezza che più azioni social verranno effettuate maggiore risulterà il successo per il contenuto e quindi, a catena, più traffico per il sito. A livello SEO, spesso ci si è interrogati se sia più efficace ricevere più tweet, più like o più +1 e l’influenza che essi hanno nel consentire a un contenuto o sito di posizionarsi al meglio nelle SERP di Google.
Di contro troviamo l’utilizzo delle classiche tecniche SEO onpage tra cui ottimizzazione del title e description e keyword sparse qua e la nel testo, ma anche (e soprattutto) i backlink al post, che fino a poco tempo fa, utilizzate tutte insieme, avevano un ruolo rilevante nella scalata su Google.
Lavorare su un sito web da posizionare richiede concentrazione su questi aspetti:
- strutturare un sito in modo che sia seo-frendly con keyword nel title, description e possibilmente nella url;
- lavorare sui contenuti che abbiano caratteristiche di viralità, o che suscitino molto interesse, per favorire la diffusione social.
Ma alla luce questo, considerando anche i recenti aggiornamenti di Google, una domanda sorge spontanea:come conoscere quale di questi elementi, presi singolarmente, influenza di più il posizionamento?
Una risposta a questa domanda, ci arriva da uno studio rilasciato da Searchmetrics che ha proprio focalizzato la sua indagine, nella ricerca di quanto le azioni social e backlinks piuttosto che keyword nel title, nel description e nella url influenzino il ranking nei risultati di Google.
I dati dell’indagine sono importanti. Sono state prese in analisi 10.000 parole chiave popolari su 300.000 siti web e milioni di link, condivisioni e tweets! I dati sono serviti per analizzare la correlazione tra caratteristiche del sito web in esame (con parole chiave in buona posizione su Google) e i possibili fattori di ranking.
La ricerca ha portato via 2 mesi di indagine, tra Febbraio e Marzo 2012 in un periodo delicato quando il Panda Update era già attivo da un po’ di mesi. I dati dell’indagine, infatti, come fa sapere il responsabile della ricerca, “arrivano in un momento critico in cui molti siti web, stanno cercando di recuperare posizioni dopo i recenti aggiornamenti come Google Panda e Google Penguin”. Quindi si può ben immaginare quanto questi dati possano essere importanti per capire come reagire in caso di penalizzazioni derivate dai recenti aggiornamenti.
I risultati, sono rivelatori, in quanto mostrano che i fattori che più hanno influenza nel posizionamento di un sito sono:
- Azioni su Facebook (condivisioni, commenti e like)
- Backlinks
- Tweets

Analizziamo nel dettaglio.
Social è meglio?
Dai dati emerge che i plugin sociali di Facebook restano in assoluto dominanti in quanto ad azione sul ranking, anche se Twitter persiste nel mantenere una posizione di valore tra i fattori di ranking. Benché quest’ultimo si discosti di parecchio da Facebook, comunque continua ad avere la sua efficacia, infatti, esso rientra al sesto posto tra i fattori più importanti.
Per quanto riguarda il primo posto di Facebook, il ruolo principale lo occupano le condivisioni seguito dai commenti e dai like.

Una nota va data anche alla esclusione di Google+ che, analizzato a parte, ha fatto registrare come valore un +0.41 facendo presumere che una quantità sostanziale di +1 ha una correlazione molto più forte rispetto alle altre metriche analizzate nello studio. Tuttavia, si legge nel report, che i dati non sono stati inseriti in quanto ritenuti inattendibili in quanto il numero di utenti che utilizzano assiduamente il canale, non consentirebbe di valutare adeguatamente l’influenza dei +1 sul ranking.
Backlinks
Anche se i social, adesso occupano un ruolo di primaria importanza, i backlinks restano una delle chiavi fondamentali che permettono a un sito di risalire le SERP. Notiamo che tra tutti i backlinks quelli con il “rel=nofollow” sono quelli che fanno riscontrare maggiore efficacia, seguono quelli con àncora con parola chiave e infine quelli con sropword. Un risultato sorprendente in quanto molti Seo tendono a concentrare la propria attenzione proprio sulle àncore!

Brand avvantaggiati
Un altro dato interessante emerso è che esiste una netta distinzione tra “siti di comuni mortali” e siti di grandi brand. I risultati infatti fanno emergere che i grandi brand dovrebbero tralasciare quelli che sono gli elementi SEO basilari per il posizionamento di un sito tra cui:
- keyword nel titolo
- keyword nell’h1
- word count
Infatti, si apprende che meno appare una parola chiave nel titolo e nell’h1 maggiori possibilità ha il sito di risalire. Il risultato è sorprendente in quanto ci si aspetta quanto meno che un brand sfrutti al massimo le parole chiave per posizionarsi al meglio e invece, non è cosi dato che i top brand risalgono le posizioni quasi in modo naturale non solo per parole chiave correlate al brand, ma anche per il set di parole chiave utilizzate per l’analisi.

Fattori negativi o penalizzanti
Ovviamente esistono fattori positivi e negativi. Tra i negativi, emerge che bisogna prestare molta attenzione ai fattori indicati con il segno meno (-) nel grafico. Analizzando l’asse x negativo infatti, emerge che tra gli elementi che possono impedire a un sito di risalire le serp, ci sono:
- Keyword nel title e nell’h1
- Lunghezza del title (più corto è meglio è)
- Adsense nel sito

Notiamo quindi come tra i fattori, ancora una volta, la presenza di troppa pubblicità all’interno del sito, soprattutto quella invasiva, diventa un fattore negativo per la sua risalita e attenzione, questo non è valido solo per gli AdSense ma per qualsiasi contenuto pubblicitario presente nel sito, anche se gli AdSense hanno una influenza maggiore.

Quindi occhio a questi fattori quando cercate di posizionare un sito!
Conclusioni
Grazie a questi risultati, comprendiamo che:
- utilizzare i social all’interno dei siti sono il fattore di maggiore influenza per il ranking;
- il numero di backlink hanno ancora il loro ruolo di importanza;
- i top brand sono avvantaggiati nel ranking e a quanto pare non hanno bisogno di focalizzare attenzione SEO su title tag, intestazioni ecc..;
- le keyword nel nome di dominio è uno dei primi elementi che fa salire al top;
- troppa pubblicità continua ad essere deleteria per il posizionamento.
Considerate anche che questa è una ricerca che andrebbe replicata nel tempo per avere un campione statistico più vasto, consigliamo quindi di prenderla con le pinze e di non fare di questi risultati la verità assoluta.





