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Google nel 2022: intento di ricerca sempre più compreso, Core Web Vitals e meno egemonia dei Link

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Ho iniziato a seguire l’evoluzione dei Core/Quality Update di Google dal 2017, quando iniziò a parlarsi di Fred Update ed è circa da quell’anno che oramai a ritmi trimestrali ci troviamo di fronti ad update più o meno importanti e più o meno impattanti sul traffico dei nostri siti.

A livello cronologico, l’ultimo importante update, ufficialmente segnalato da Google è quello di maggio, mentre quello che vedi qui sotto è il numero di keywords in top 10 che questo blog ha perso da agosto 2020 ad oggi. Si è passati da avere 115 keyword in Top 3 ad averne solo 38 nel momento in cui scrivo.

Quello che è successo al nostro blog, un blog con un storico di 12 anni di contenuti, è quello che sta succedendo (e succederà sempre più) un po’ a tutti i siti di tipo editoriale (o comunque che possiedono anche un sezione editoriale): i contenuti tendono ad invecchiare e vengono sostituiti in Serp da Google da altri più recenti oppure i contenuti smettono di essere pertinenti per intenti di ricerca che Google è sempre più in grado di comprendere. Può infine accadere anche che si presentino entrambe le casistiche: quindi contenuto vecchio e non pertinente.

Cosa sta succedendo con i Core Update

Ok, ma i link esterni? E i link esterni con PageRank altissimo? Bene, non sono più importanti come un tempo. Puoi anche avere link da Repubblica.it e compagnia bella (vedi nel caso il profilo link di questo sito), ma se il contenuto è vecchio e non più pertinente ad uno specifico intento di ricerca che in quel momento Google ha stabilito essere in un certo modo, allora il link non può nulla.

Il link può essere l’elemento “di spinta” che a parità degli altri fattori farà la differenza. Sono però finiti i tempi in cui con un mix di contenuto long form + ottimi link riuscivi a posizionarti per:

  • Keyword principale e generica
  • Keyword commerciale
  • Keyword long tail.

Oggi può superarti in Serp anche il blog appena nato, senza authority, ma che ha il contenuto che risponde esattamente ed immediatamente ad un intento di ricerca.

Cosa vuol dire “rispondere immediatamente ad un intento di ricerca”?

Vuol dire dare la risposta all’utente nel minor tempo possibile e nella prima schermata della pagina che viene caricata, senza che debba scrollare alla ricerca dell’informazione di cui ha bisogno e, se siamo fortunati, Google evita di mostrare già la risposta in Serp con un bel Featured Snippet.

Come puoi immaginare, un sito editoriale con un buon storico di contenuti posizionati facendo SEO a partire dal 2010 perde progressivamente posizionamenti perché:

  1. I contenuti non sono più recenti
  2. Non meritava di essere posizionato per parole chiave di cui forse toccava l’argomento ma non era magari la fonte più approfondita presente in Serp per rispondervi e stava sopra grazie all’authority data dal profilo link
  3. Entrano altri fattori tecnici, i Core Web Vital, sui quali ritorno a breve.

Ho iniziato a fare SEO nel 2008 su un blog Splinder (che ricordi!) e Google è evoluto in una maniera impensabile allora.

Sicuramente è oggi più democratico, intelligente e utile di un tempo. Attenzione però: tutto ciò vale per l’utente, non per i SEO. Per i SEO è diventato una brutta gatta da pelare o una patata bollente, se preferisci.

Spero che non mi si contraddirà se affermo che la SEO oggi è molta più ostica di 10-15 anni fa.

Per capire meglio l’evoluzione di Google negli ultimi anni c’è questo articolo sempre recente che avevo scritto su SEMrush, ma a distanza di quasi 3 anni ho notato che Google sta andando anche oltre.

Quello che ho potuto osservare negli ultimi mesi è ciò che segue:

  • Raffinamento ulteriore nella comprensione degli intenti di ricerca
  • L’ultimo update sembra dare un vantaggio, a parità degli altri fattori, ai siti che superano i Core Web Vitals
  • I link esterni, come detto sopra, aiutano ancora, ma oggi sono più prioritari freschezza e pertinenza del contenuto all’intento di ricerca dell’utente.

Gli screenshot che seguono mostrano alcune Serp che seguivo e che sono cambiate negli ultimi mesi.

Query “aggiungere sottotitoli a video Avidemux”

Avidemux è un tool che permette di aggiungere a un video un file .srt di sottotitoli. Fino a qualche mese fa il sito al primo posto per questa query era quello di Aranzulla.it. Oggi, ci sono pagine che rispondono esattamente a quell’intento di ricerca, senza che tu debba leggere quali siano tutte le alternative per aggiungere un sottotitolo ad un video.

query “come scaricare gif”

query “siti per scaricare gif”

Query “come scaricare gif” e query “siti per scaricare gif”. Query apparentemente molto simili ma che in realtà esprimono intenti di ricerca differenti, e mentre fino a qualche mese fa con il mio articolo ero primo per “scaricare gif” e in top 3 per “gif”, oggi sono mostrati prima articoli che ti dicono come devi fare a scaricare una gif e non da quali siti scaricarla, quindi si va uno step avanti nella comprensione dell’intento di ricerca.

Cosa che cambia se cerco “siti per scaricare gif” dove ritorna su il mio risultato, perché l’articolo di questo blog ti dice esattamente quali sono i siti web da cui poter scaricare gif, ma non ti dice anche come fare a scaricarle.

Ma quindi il segreto è tutto negli intenti di ricerca? Non proprio.

I Core Update sono complessissimi e i fattori in gioco svariati. Possiamo fare solo delle supposizioni basate su osservazione statistica. Ma negli ultimi update veniamo a conoscenza di un altro fattore che inizia ad assumere un peso nella bilancia: le performance del sito. Parlando nello specifico, mi riferisco ai Core Web Vitals.

Prendiamo la query che puoi vedere nell’immagine sotto “come diventare influencer”.

query “come diventare influencer”

I primi quattro risultati sono di pagine che superano i Core Web Vitals. Unicusano ottiene anche il featured snippet con un testo copiato pari pari dall’articolo del nostro blog, ma vabbè. Quello che faccio notare è come i risultati che non superano i Core Web Vitals inizino con il quinto risultato, ovvero il nostro blog.

A parità di altri fattori SEO, credo che i Core Web Vitals stiano facendo la differenza.

Come prevenire dunque cali di traffico organico?

Purtroppo non c’è una soluzione “tampone” ed oggi bisognerebbe sempre agire in maniera preventiva. Chi inizia oggi a fare SEO su progetti editoriali (all’interno ci includo qualsiasi sito o ecommerce che avvii un blog) deve agire sin da subito nell’aggiornare costantemente i contenuti che iniziano a perdere la loro “freschezza”. In che modo? Analizzando le query che portano clic a queste pagine. Se c’è la sensazione che ci stiamo posizionando per ricerche che il nostro contenuto non riesce a soddisfare è tempo di agire per andare ad aggiornare quel contenuto.

Se inoltre ci accorgiamo che le pagine con cui competiamo hanno performance tecniche migliori delle nostre, è anche lì imperativo agire e mettersi in pari con loro.

Non dimentichiamoci poi della questione dei segnali E-A-T Expertise, Authoritativeness, and Trustworthiness.

Il concetto deriva dalle linee guida per la valutazione della qualità della ricerca di Google ed è diventato famoso dopo il famigerato Medic Update (qui trovi un nostro caso di recupero) nell’agosto 2018. L’E-A-T è sono fattori che Google utilizza per valutare la qualità complessiva di una pagina web per quei siti che sono in grado di influenzare le decisioni delle persone. Ecco perché ci rientrano i siti a tema medico-salutistico, ma anche quelli finanziari ad esempio.

Benché se ne parli poco, all’interno del complesso algoritmo processato da Google ci sono anche loro.

Sono lontani, per chi fa SEO da anni, i tempi in cui eravamo in grado di agire sul recupero di un sito sulla base di date esatte di rilascio di update algoritmici specifici: Panda, Penguin. Ormai è tutto parte di un everflux che modifica sempre più frequentemente le Serp con update minori non segnalati da Google.

Soltanto una cura maniacale del proprio sito, dal punto di vista contenutistico e tecnico, permetterà di agire in modo preventivo e limitare futuri amputazioni di traffico organico.

Professionista SEO, da sedici anni, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri.

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