Social Media Marketing

Come Facebook controlla i contenuti pubblicati [Infografica]

Il tema dell’informazione nell’era dei Social è più scottante che mai nell’ultimo periodo. Cattive notizie, false e tendenziose, dicerie e luoghi comuni, sono diventati un pericolo reale perché viaggiano sui canali sociali e tutti ne siamo, prima o poi, pervasi.

Facebook è al primo posto. Tuttavia possiamo notare come negli ultimi anni un cambiamento sia in atto. Grazie a quella nicchia che fa divulgazione di qualità, con l’appoggio delle campagne di sensibilizzazione di Facebook Safety, si sta diffondendo sempre più il concetto del “non credere a tutto ciò che si legge”.

Tutto questo alle volte non basta. Banalmente l’utenza che ha un senso critico nei confronti di quanto legge, perché intellettualmente più sveglio, riesce ad uscirne indenne, c’è al contrario una porzione di utenza, forse quella più debole, che si lascia sopraffare da contenuti incorretti che, prima o poi, mostreranno effetti sia nelle convinzioni personali che nelle scelte della vita quotidiana.

Recentissimo è lo spettro che si aggira sui tema vaccini. Un elevato livello di disinformazione generale ha portato il governo ad attuare misure drastiche per arginare un fenomeno che, anche se abbastanza contrastato dalla divulgazione scientifica, conosce il suo peggior nemico in alcuni tipi di informazione online, in particolare quella condivisa di Facebook, da fonti assurde.

Facebook si sta impegnando enormemente per contrastare questo fenomeno sul proprio canale. Probabilmente lo fa per un duplice scopo: etico e di credibilità.

Da un lato infatti è importantissimo il ruolo sociale che ha assunto Facebook nelle nostre vite per cui, nel caso si verifichino episodi spiacevoli, chi ne risponde è anche il canale che viene additato come un “pericolo”.

Dall’altro, però, c’è un forte senso di conservazione della qualità del Social che, per non perdere il ruolo primario, deve per forza tutelare la qualità di quello che viene postato, oltre che la veridicità, a cui segue l’integrità delle sue informazioni.

Da queste esigenze nasce la notizia condivisa qualche giorno fa nella Newsroom del canale. Si parla proprio di integrità del contenuto Social, comprendendo tutti gli sforzi che il team Facebook sta facendo per cercare di mantenere i livelli qualitativi del canale.

In una infografica abbiamo riassunto quali sono gli elementi sul quale Facebook sta puntando maggiormente.

Sintetizzando sono:

  • qualità del Newsfeed: garantito attraverso l’analisi di quelli che sono i “segnali sociali”, proprio dell’interazione dell’utente con i contenuti sul canale e quelli “universali” dettati dalla partecipazione comune. Un’occhio anche al valore del contenuto che deve esser in target e studiato, per non stancare o disinteressare l’utente.
  • Autenticità dei post ossia rispettare quelle che sono le linee guida comunicative, che mettono al bando sensazionalismi e titoli clickbait;
  • la sicurezza è l’elemento più importante, quello che viene più fortemente presidiato, con il supporto delle forze dell’ordine, ma anche da precise regole interne costituite da 100 moduli, fogli di calcolo e diagrammi che regolano la moderazione delle informazioni caricate, come apprendiamo dal The Guardian.

Insomma Facebook ce la sta mettendo tutto per riuscire indenne da questo processo depressivo. Vi lascio l’infografica, sentitevi liberi di ricondividerla e di usarla per i vostri contenuti.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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  • Una procedura estremamente complessa, non esente da clamorose cantonate (come il caso, l’anno scorso, della celebre foto della ragazzina vietnamita in fuga dai bombardamenti), e che si basa su un vero e proprio esercito di lavoratori in outsourcing sottopagati e sottoposti a forte stress emotivo…

    • I sistemi parzialmente automatizzati non saranno mai efficaci al 100%, a meno che non si mette su un motore semantico con la stessa conoscenza umana associato ad un sistema esperto nel ragionamento (tipo cervello). Dubito che ciò avvenga nel breve periodo. Intanto è importante che Facebook si dia da fare, magari senza lo sfruttamento umano..quello si!

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