social media

Nuovo scenario per le visualizzazioni dei video su Facebook

Leggendo questa news mi viene da esclamare: che sorpresa!
Partiamo da una premessa. Ormai sappiamo tutti che Facebok ha cambiato, o meglio stravolto, quelle che sono le regole di visualizzazione dei contenuti, per tipologia di contenuti.
I video, amati e odiati video, son i protagonisti assoluti degli ultimi anni perché son proprio loro che, a causa delle recenti modifiche, hanno trasformato l’assetto consueto del canale creando:

  • nuovi modi di navigare il canale per gli utenti, che quasi inconsapevolmente si son trovati a fruire per maggior tempo dei video, perché giustamente più visibili o perchè viziati dall’autoplay in mobilità;
  • nuove regole di pubblicazione per i gestori di pagine che hanno dovuto effettivamente cambiare tutto quello che era stato pianificato, per rimodellare e reinventare il piano editoriale sulla base della maggiore visibilità di cui godono i contenuti video.

La notizia a cui accennavo prima e che mi ha sorpreso probabilmente stimolerà anche voi: parliamo di video. In particolare la riflessione nasce dal fatto che Facebook, forte della sua potenza nel web, è in grado di giocare alla grande nel lancio dei suoi nuovi prodotti di punta, a spese degli utenti, ma soprattutto degli sforzi che i marketer fanno per sfruttarne tutta la visibilità.

Facebook VS YouTube

A parlare è questa volta Hank Green, che gestisce il canale Vlogbrothers con il fratello, coinvolto in prima persona nella gestione di un canale video YouTube, che dall’alto della sua esperienza oltre a conoscere perfettamente i comportamenti del social nei confronti dei video, ha raccontato la sua esperienza promozionale con Facebook riportando anche interessantissimi test svolti dalla Duke University volti a verificare effettivamente se, quanto predicato da Facebook, poi corrisponda a quanto avviene nella realtà.

In prima analisi viene riportata una curiosa analisi comparativa tra video condivisi e video nativi.
Su questo punto è diventata quasi una consuetudine il fatto che condividere un video sul canale Facebook, piuttosto che caricarlo nativamente, non sortisce lo stesso effetto. Un video di YouTube o Vine otterrà assolutamente meno visibilità del video caricato su Facebook proprio per il fatto che un video caricato sul canale è un contenuti video, un video condiviso,invece, è un link, anche se a tutti gli effetti fruibile all’interno del canale.

Un test per dimostrare tutto questo è consistito nel rendere disponibile agli utenti Facebook lo stesso video, a distanza un giorno dall’altro, prima tramite condivisione dal canale Youtube e successivamente tramite upload diretto su Facebook. I risultati ottenuti sono sorprendenti.

link_post

Video Link da YouTube

 

native_embed

Video nativo su Facebook

 

Il primo dato sorprendente riguarda le visualizzazioni:

  • il video condiviso da Youtube ha raggiunto visualizzazioni pari a 166;
  • lo stesso video su Facebook ne ha raggiunte 20K!

Un divario sorprendente se consideriamo quanto affermato da Facebook e cioè che i video sono il migliore modo per promuoversi attraverso il canale.
Altro elemento è la reach che è possibile ottenere: il video condiviso ha raggiunto circa 20.000 persone mentre il nativo +900.000! Se non è incredibile tutto questo!

Schermata 2015-08-13 a 12.04.35

Inoltre notiamo come le interazioni sul post nativo, mostrino percentuali di scarto sorprendenti. I soli like, ad esempio, subiscono un’impennata del 1600%, passando da 109 a 1900 e il tutto per aver caricato il video sul canale, per non parlare degli share e dei commenti.

Panic mode: il conteggio delle views

Quello che però risulta più interessante, dai dati forniti dal test e da quanto osservato da Green, è che le visualizzazioni in realtà non sono vere, ma mentono.

Quello che accade su Facebook è che dopo 3 secondi di visualizzazione la view viene incrementata di uno (indipendentemente che ci sia l’audio o meno), e ci può anche stare una scelta del genere, quello che però sorprende è che ciò avviene anche in modo automatico e senza che l’utente stia poi effettivamente guardando il contenuto.

Mentre un utente scrolla lo streaming, infatti, il 90% delle gif animate, ma non visibili nella schermata corrente, sono in play, dunque stanno ricevendo dell’effettivo conteggio sulla visualizzazione. Effettivamente però solo il 20% degli utenti sta fruendo del contenuto in modo corretto, cioè lo sta visualizzando per propria volontà.

percentuale

Questo fenomeno, falsifica i dati sulle visualizzazioni che a loro volta falsificano i dati sui risultati raggiunti ad esempio durante una campagna promozionale, rendendo del tutto nulli degli obiettivi iniziali proposti che, con le statistiche, magari si ritengono già raggiunti.

A tutto questo poi si aggiunge il fatto che Facebook, incentivando la produzione e il caricamento nel canale, al fine di ottenere una maggiore visibilità per le pagine, porta in realtà con sé un altro grande problema: gli “artisti” di YouTube sono disincentivati a condividere i propri contenuti dal canale scelto, nel quale magari vivono (es. YouTube), e promuoverli su Facebook, per spostare la pubblicazione nativa sia su Facebook che su Youtube, creando per altro duplicazione.
Infine, tutto questa forsennata corsa alla ricerca di “video per views”, genera il grosso fenomeno di violazione del copyright sui video già caricati su siti o altri canali sociali per cui, chiunque è in grado di scaricare contenuti dalla rete, può farli propri e ricaricarli indebitamente sulla propria pagina con il solo scopo di sfruttare l’ondata di visibilità raggiunta dai video.

Su questo Facebook non si pronuncia se non affermando che “il problema è difficile da arginare”, ma che si sta lavorando a riguardo.

Conclusioni

Insomma, sappiamo tutti che i video possono dare una grossa sferzata ad una pagina Facebook quasi morente, ma a che costo? Ci sono dati non propriamente veri e azioni illecite da contrastare.

Il fenomeno è ben sotto i nostri occhi e forse sarebbe proprio il caso per Facebook di fare una revisione alle sue politiche di visualizzazione e creare omogeneità tra i contenuti per evitare facili speculazioni e facilitazioni da parte di chi non ha tempo da dedicare al canale.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

Guarda tutti i post di

Area di discussione: dicci la tua!

  • Mauro Ronci

    Depurando le visualizzazioni di Facebook (quindi considerando il 20% come visualizzazioni reali, i numeri rimangono sorprendenti: 4000 visualizzazioni contro 166.
    Quando una piattaforma che conta 1.4 miliardi di utenti attivi (Fb) integra qualcosa non importa se è stata creata prima da un altra azienda: finisce per disintegrarla!
    A presto

  • Assolutamente vero. Credo che sia esageratamente ottimistico anche il 20%.

    • Si. diciamo che adesso la percentuale è anche più bassa.

  • Pingback: Facebook video per promuovere eventi. 3 cose che ho imparato()

Grazie per lo share!

Puoi decidere di non perdere neanche un contenuto del nostro blog!

Iscriviti alla nostra newsletter genuina.
Promettiamo solo 2 contenuti a settimana, e solo post! (NO SPAM, NO MAIL PROMOZIONALI)

Inserisci la tua mail