Social Media Marketing

#Rugbygram: la community Instagram dedicata al Rugby

Quella per lo sport è una delle passioni più diffuse, non soltanto tra chi lo pratica nei palazzetti o nei campi sportivi, ma anche tra chi lo vive dalla poltrona di casa, sugli spalti o sul web. È da questo presupposto che è nato uno dei progetti più interessanti del panorama social attuale, che punta a coinvolgere gli appassionati di uno degli sport più diffusi al mondo (anche se in Italia è ritenuto uno degli sport minori), cioè il Rugby.
Dalla passione di Yarno Celeghin per questo sport è nato Rugbygram, un sito in cui vengono raccolti tutti gli scatti condivisi su Instagram con l’hashtag #rugbygram dagli amanti della palla ovale. Proprio il fondatore ci racconta com’è nato il progetto e come sta evolvendo.

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Com’è nata l’idea di #Rugbygram?

Rugbygram nasce dalla mia passione sfrenata per il rugby. L’ho vissuto da giocatore, da tifoso e da fisioterapista, fatico a stare senza ed ogni scusa è buona per parlarne. Sono anche un appassionato di tecnologia e di social media, così durante un viaggio ho pensato “chissà quante persone condividono su Instagram foto bellissime di questo sport senza poterle mostrare agli appassionati”.
Da questa riflessione è nata l’idea di una “galleria interattiva” con tutti gli scatti di rugby condivisi su Instagram, in cui tutti potessero godere delle foto di tutti. La scelta del nome è stata semplice: rugby + instagram = rugbygram. Così sono nati l’hashtag, l’account Instagram e il sito web.

Passare dall’idea alla sua realizzazione non è sempre facile e immediato. Come hai fatto a coinvolgere la community di appassionati di Rugby?

La prima cosa, apparentemente più scontata, è stato… farlo! Mi sono dato un budget ed ho investito su di un programmatore ed un webdesigner che hanno realizzato quello che mi ero immaginato, poi ho registrato il marchio Rugbygram.
All’epoca ero ancora il fisioterapista della Nazionale Italiana, quindi per i primi tempi ho potuto contare sul prezioso aiuto di tanti giocatori che hanno sostenuto il progetto condividendo le prime foto con l’hashtag #rugbygram sui loro profili instagram. In particolare Mirco Bergamasco, Martin Castrogiovanni, Michele Rizzo, Leonardo Ghiraldini e l’addetto stampa della FIR Andrea Cimbrico sono stati tra i primi a farsi ambasciatori di Rugbygram, facendolo conoscere ai loro numerosissimi follower.
Il mondo del Rugby, poi, può contare su una community molto forte e coesa, che ha voglia di condividere i valori dello sport e che ama dare voce alla propria passione in molti modi diversi. Il coinvolgimento degli appassionati di questo sport è stato subito grande, anche più di quanto io stesso immaginassi.

rovigo

La vocazione del progetto è spiccatamente internazionale. Quando ti sei reso conto che #Rugbygram stava avendo successo?

Inizialmente io ero l’unico a lavorare sul progetto e ho scelto di dare un taglio internazionale alla gestione dell’account soprattutto per via dei numeri su cui il rugby può contare in paesi come Francia ed Inghilterra. Coinvolgendo nelle foto giocatori famosi del campionato francese, inglese o dell’emisfero sud ho cominciato a notare l’arrivo di nuovi followers proprio di quei paesi, poi la cosa è davvero decollata e le condivisioni all’estero sono aumentate giorno dopo giorno. Uno dei followers più attivi nel primo anno, infatti, fu “Indonesian Rugby”!

Oltre 17 mila follower su Instagram, più di 12 mila fan su facebook ed altrettanti su twitter. Dove vuole arrivare #Rugbygram?

Da 2014 ho deciso di dare nuovo slancio al progetto #Rugbygram: visti i risultati di audience ho deciso che era ora di farlo diventare grande, quindi mi sono fatto affiancare da un team di professionisti per dare vita ad un progetto molto ambizioso, cioè diventare il canale con cui i tifosi sparsi in tutto il mondo possano condividere la loro passione per il rugby.
Perché questo possa accadere, è indispensabile che #Rugbygram sia conosciuto ed utilizzato ovunque si giochi a rugby e sia disponibile una connessione ad internet tramite smartphone. Da quando abbiamo iniziato a lavorarci seriamente i nostri numeri sono cresciuti in modo esponenziale, sorprendendo noi per primi. Ma puntiamo a crescere sempre di più.

palle ovali

Con l’Hashtag #Rugbygram vengono condivise quotidianamente foto di rugby a vari livelli, dalle squadre di ragazzini che si allenano ai campioni che condividono momenti di squadra. Come “premiate” tutta questa partecipazione?

Il rugby è gruppo, è condivisione, esattamente quello che si può vedere ogni giorno su Rugbygram.com: nessuna distinzione di età o di livello, il minirugby accanto agli allblacks, il giocatore di terza divisione inglese vicino al rugby femminile. Credo che proprio questa sia la chiave del successo di Rugbygram.
Chi ama questo sport conosce bene il fascino che c’è in ogni sua sfumatura e i valori di chi lo vive ogni giorno, ed è davvero un peccato non metterli in evidenza.
Nei prossimi mesi abbiamo in programma diverse novità, dai contest alle pagine dedicate alle squadre e agli eventi, con cui puntiamo a creare sempre più coinvolgimento e a sviluppare un senso di appartenenza sempre più forte intorno al progetto, anche creando un po’ di sana “competizione” tra gli appassionati di rugby. Dopo tutto, stiamo sempre parlando di uno sport in cui si insegue la vittoria!

rugbygram

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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