marketing 2.0, Social Media Marketing

Misurare il successo delle pagine Facebook: ecco le metriche!

L’idea per questo post mi è venuta trovando questo tool a pagamento che misura il successo di una pagina facebook e offre la possibilità di effettuare comparazioni tra diverse pagine. Socialbikers permette di analizzare vari dati e parametri di una pagina facebook e in particolare prende in considerazione:

  • Totale dei fan delle pagine e loro crescita nel tempo, nonché quella giornaliera;
  • Media dell’engagement Rate (tasso di coinvolgimento), che viene calcolato dalla media delle interazioni sulla pagina (i likes più i commenti) per il numero dei post in bacheca, diviso il totale dei fan di un dato giorno, per cento. Se effettuiamo una comparazione tra pagine, calcolerà l’engagement rate di un periodo di riferimento, esempio un mese.
  • Country reach: che indica quante persone di uno specifico paese, sono fans/likers della pagina presa in considerazione.
  • Punteggio della pagina, che viene calcolato con l’utilizzo dei risultati delle analisi di cui sopra.

Il tool fornisce anche altri dati, (che poi sono quelli che calcolano l’engagement rate) come la crescita giornaliera dei fans, la tipologia di contenuti postati dagli admin (link, foto, video, status, ecc.), i post che generano maggior interazioni e cosi via, ma sono alla fine tutte statistiche e dati che è possibile reperire dagli insights della pagina facebook.

Ecco alcuni screenshot del tool.

comparazione pagine

Fin qui questo tool non aggiunge nulla di nuovo, se non il fatto di calcolare l’engagement rate, cosa che credo fosse stata proposta in passato già da altri studiosi. Vediamo la formuletta matematica per calcolare l’engagement rate:

Certo è una bella formuletta, ma come molti sanno non permette comunque di misurare quante possiblità (almeno) di conversioni (vendite o altri obiettivi) si potranno poi raggiungere con un’ottima gestione di una pagina facebook. E sappiamo benissimo come quanti imprenditori e altri studiosi del settore (soprattutto seo e web marketer di vecchio stampo) diffidino dai social in ottica strategica di brand awereness.

Bene, qui entriamo in gioco noi di Web in Fermento. Abbiamo pensato che esiste un modo per avere quantomeno un’idea di quanto successo possa avere una pagina facebook e quante possiblità di ripercussioni possano poi esserci effettivamente in termini di ritorno sull’investimento (ROI). Abbiamo deciso di utilizzare la metrica dell’engagement rate suddividendola in brand engagement rate e generic engagement rate.

Facciamo prima una breve premessa. Sappiamo che quando gestiamo una pagina facebook, la migliore strategia di gestione dei contenuti, è quella di attivare un piano redazionale dove si postino contenuti (status, link, foto e video) che ruotino attorno al business di riferimento, ma che non siano mai troppo auto promozionali. In sostanza con la pagina (e con gli altri canali social) si racconta una storia dove il protagonista non è l’azienda, ma la community, e dove tale storia ruota attorno al mondo reale (e virtuale) di tutto ciò che possa in qualche modo aver a che fare con l’azienda/prodotto/servizio. Quindi in genere una corretta gestione dovrebbe prevedere l’inserimento di contenuti che siano davvero di interesse per la community di likers della pagina, che susciti emozioni condivise da loro stessi e li spinga ad interazioni con la pagina e saltuariamente e comunque con toni poco istituzionali e inseriti negli giusti contesti, la proposta del prodotto, servizio o evento su cui si basa l’intera fan page.

Parlando dunque di engagement rate di una pagina facebook, sono dell’opinione che se tu azienda, gestisci la pagina come descritto sopra, offri incentivi riservati ai soli iscritti e hai una buona reputation già nell’offline (prodotto/servizio che nel complesso risponde alle aspettative dei clienti), quando posti contenuti non in ottica commerciale, avrai un determinato engagement rate che si potrà anche replicare dopo con la proposta di contenuti a scopo commerciale (un post che incentiva gli iscritti ad acquistare il prodotto).

Perché la mera metrica engagement rate non è sufficiente per misurare il successo di una pagina?

Perché comunque ti valuta il successo di un post, ma a noi interessa anche sapere cosa penseranno gli utenti dei post inerenti la questione che più ci importa, la possibilità di conversione dalla pagina!

Fatte queste considerazioni, ho suddiviso quella metrica in:

  • Brand engagement rate, e quindi media delle interazioni sulla pagina (i likes più i commenti) per il numero dei post in bacheca, diviso il totale dei fan di un dato giorno per i post che incentivano ad un’azione (call to action) come l’acquistare il prodotto, iscriversi a una newsletter, scaricare un coupon sconto, ecc..
  • Generic engagement rate e cioè tutto quanto detto sopra, però per i post che hanno lo scopo di far vivere agli utenti una storia attorno al mondo di riferimento dell’azienda e della community stessa.

Ovviamente, come ben tutti saprete, sarà più facile ottenere un engagement rate elevato per i post “non commerciali” e svincolati da call to action (soprattutto per quei post che fanno sorridere, emozionare, immedesimare, ecc.) che per quelli commerciali, ma sono anche dell’idea che, ad una buona gestione nel lungo periodo della pagina e all’aumentare dell’engagement rate dei post non commerciali, corrisponderà nel tempo anche un aumento dell’engagement rate di questi ultimi, e di conseguenza la possibilità di un aumento delle vendite e di un maggiore ritorno dell’investimento!

Ah, dimenticavo, ovviamente tutto ciò presuppone che la pagina facebook e la community di utenti ad essa iscritta, sia realmente interessata e profilata! 🙂

Ora aspetto i vostri pareri ed opinioni nei commenti! 😉

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Ciao Dario,io uso SproutSocial e mi trovo benissimo,ma u00e8 da tempo che volevo provare anche SocialBakers…lo provero’! :))

    • Federico questi tool sono sempre da prendere con le pinze, tanto alla fine se segui bene gli insights ti danno gli stessi risultati 😉

  • Non so se avete notato, ma nell’ultimo grafico i 3 social che stanno crescendo come utilizzo sono facebook, twitter e linkedin.

    • Quel grafico non c’entra tanto col post. Comunque la crescita di cui parli u00e8 quella che realmente avviene!

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  • ma u00e8 a pagamento!

    • Roberta ma l’ho scritto che u00e8 a pagamento! 😀 Cmq ho parlato di quel tool solo per la formuletta dell’engagement rate e per analizzare il modo in cui applicarlo ai post

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  • Ciao Dario, complimenti per l’analisi. Ti volevo suggerire uno spunto di ragionamento. Adesso u00e8 possibile osservare sotto ad ogni post di una page il numero di visualizzazioni. Ritieni che questo dato possa essere inserito nel calcolo dell’engagement rate? Sono consapevole che non rappresenta una “call to action” diretta, ma u00e8 sicuramente un dato significativo per la diffusione dell’awareness.

    • Ciao Simone,nu00e8 chiaro che i numeri forniti dalla visualizzazione dei post post possono essere utili per capira quale tipologia di contenuti si rende piu00f9 “visibile”. Quello che emerge con Facebook u00e8 che immagini e video hanno piu00f9 possibilitu00e0 di essere visualizzati dagli utenti rispetto ai soli contenuti testuali o di link a post di blog o siti. Oltre ai semplici numeri, bisognerebbe peru00f2 ottenere un tot. di “like” e commenti per post, e a quel punto si potrebbe parlare di engagement dei contenuti proposti nel piano redazionale.

Grazie per lo share!

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