Social Media Marketing

Facebook Reaction: è il momento della svolta per il Newsfeed?

Da quando sono entrate a far parte del cerimoniale quotidiano, le reaction di Facebook hanno rappresentato una svolta personale per esprimersi, o meglio esprimere i propri sentimenti online.

Non più solo un univoco consenso, il mi piace, ma una vera e propria gamma di sentimenti utili per esprimere le principali emozioni: amore, dissenso, tristezza ecc.. Certo, una varietà abbastanza ristretta di sentimenti, considerando le varie sfaccettature della psiche umana, ma comunque un buon set che permette di esprimersi adeguatamente in modo non verbale.

Spostandosi dall’altro lato dello schermo, o meglio dal lato di chi legge i risultati di un post, scandagliando il significato di un insieme di reaction e valutandole dal punto di vista analitico, le reazioni rappresentano in effetti proprio la misura, misurata, del sentiment degli utenti.

Come hanno recepito il post? Cosa vogliono comunicare gli utenti al di à dei commenti? Quanto è buono un contenuto? Una risposta a queste domande la possiamo avere in modo immediato e visuale interpretando le emoticon del cuore, della rabbia o dello stupore, semplicemente osservando nel complesso proprio questo linguaggio non verbale. Se ci pensiamo, in pochi istanti un gestore di pagina può ottenere una traduzione del sentimento dell’utente online, in immagine con tanto di numeri.

Oggi, a poco più di un anno dalla loro introduzione, siamo in grado di fare delle valutazioni più oggettive avendo sperimentato sul campo il significato di questa piccola rivoluzione, e nel piccolo siamo in grado di fare nuove assunzioni e interpretare un po’ il futuro. Alcune ipotesi sull’uso delle reaction, che avevamo avanzato un anno fa, sembrano oggi suonare come realtà.

Nonostante gli indugi iniziali, che hanno fatto un po’ storcere il naso ad una buona porzione di utenti, oggi siamo sicuri che le reaction sono diventate molto popolari. Popolari sia per gli utenti, ma soprattutto popolari per gli inserzionisti. Allo stato attuale è possibile, apportando gli opportuni settaggi consigliati proprio da Facebook, ottenere un report completo sulle campagne corredato di “sentimenti” derivanti dalle interazioni, dati che parlano e danno ottimi spunti per calibrare meglio copy e immagini per le campagne.

Settaggi dal Business Manager

Le opzioni dettagliate le estendiamo anche ai singoli post della pagina dove, per ogni contenuto, otteniamo in automatico mini report con un parterre di informazioni disponibili subito utilizzabili.

I vantaggi delle Facebook Reaction

Sono proprio questi aspetti legati alla lettura delle reazioni che fanno più gola a Facebook ed agli inserzionisti. La reazione espressa dagli utenti rappresenta un modo nuovo e più preciso, di costruire il profilo utente.

Ogni singola interazione è un regalo dell’utente, con l’innocenza di un click, di informazioni sempre più puntuali su prodotti che apprezza, quelli che apprezza meno, su opinioni politiche e sul modo di interagire con certi tipi di notizie.

Delle notizie importanti che ci giungono da fonti ufficiali, ci permettono di conoscere che, dopo l’introduzione delle reazioni, il lavoro di Facebook è sempre più orientato a dare un peso ad ogni reazione, seguendo dei parametri specifici (che probabilmente non conosceremo mai).

Come si legge da una nota su Forbes, sembra proprio che il team di sviluppo stia continuamente studiando un modo per rendere i post sempre meno prevedibili e meno manipolabili, per mezzo del “peso di ogni singola reazione”.

Se attualmente l’engagement rate è bramato e ricercato attraverso azioni spinte per ottenere interazioni, generando una vera e propria caccia alla reach, a breve ci si scontrerà con una imprevedibilità nella programmazione del successo di un contenuto.

Ogni azione che l’utente effettuerà con il contenuto di una pagina non avrà lo stesso peso nel determinarne la visibilità, come avviene adesso. Quindi, esemplificando, un like non corrisponderà ad 1 punto, ma avrà un peso differente perché deve scontrarsi con altri parametri, quelli legati alle altre reaction.

La regola sarà che ogni interazione risponderà a specifici dettami algoritmici che influenzeranno il posizionamento all’interno del Newsfeed.

Seguendo il ragionamento che Facebook ha introdotto ipotizziamo che si procederà in questa maniera:

  • se l’utente mette “mi piace” ad un post è per mostrare interesse verso quell’argomento, dunque qualcosa da seguire (preferenza positiva);
  • altri segnali come “Grrr” o “Sob” potrebbero esser interpretati come elementi negativi, contenuto da nascondere o vedere di meno (preferenza negativa);
  • i restanti sono ancora in fase di valutazione.

Allo stato attuale nulla è ancora attivo, quindi tutte le reazioni sembrano avere lo stesso peso nel concorrere all’assegnazione un punteggio ad un post, compreso il like. Certo è che, molte delle azioni che compiamo sul canale, date poi in pasto a Facebook, gli permetteranno di capire come calibrare l’algoritmo.

Ad esempio attualmente si sa che il pulsante “love” è il più usato in assoluto per più della metà delle reazioni, questo potrebbe esser un segnale che potrebbe spingere il Social ad assegnare un punteggio di valore maggiore alle reazioni con i cuoricini.

Ribadisco che al momento non si hanno conferme riguardanti l’uso che se ne farà delle reazioni, da qui al futuro. Per il momento, ci basti sapere che l’introduzione di questo modello di interazione, unito ad un periodo di rodaggio che dura da un anno, prima o poi ci tornerà modellato come risposta alle esigenze sempre più pressanti delle pagine e degli inserzionisti.

Qualcosa di questo cambiamento annunciato vi spaventa? Se siete un po’ timorosi ed avete paura che il vostro profilo possa esser intaccato da future azioni di spionaggio Social, c’è anche chi ha pensato bene di creare una estensione per i browser che permetterebbe di randomizzare le reazioni Facebook in modo da creare dei profili informativi bilanciati in cui, tutte le reazioni, ottengono le stesse percentuali d’uso, in questo modo falserete il risultato e non vi sentirete “schedati”.

Ran Do wiget per il browser

Si chiama Ran Do e lo trovate a questo link.



Intanto ieri, si è festeggiato il World Emoji Day! Ecco nell’immagine che segue i trend degli emoji più utilizzati.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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