Cinque giorni fa, a distanza dall’annuncio di poche ore, Google ha lanciato la nuova discussissima e attesissima feature Community per il suo social Google+.
Se dovessi fare un racconto del prelancio, quando i rumors avevano annunciato l’attivazione dei gruppi, ve lo descriverei come una sorta di agitazione mista ad eccitazione collettiva in cui tutti erano alla ricerca di news dettagliate per capire in anteprima come avrebbe funzionato il nuovo strumento. Io in prima persona, essendo appassionata di questo social, ho cercato di estrapolare in anteprima quante più news potessi anche se, con tutta sincerità, ero un po’ dubbiosa sull’introduzione dei gruppi convinta del fatto che fossero molto simili a quelli già visti in altri social.

Fortunatamente, anche una volta Google ha saputo fare delle idee già esistenti buon uso, reinventando lo stile dei gruppi che conosciamo, anche da Facebook, per dargli quel tocco di originalità in più.

Per descrivere sinteticamente la feature, potrei dirvi che rappresenta una sorta di estensione dell’organizzazione delle cerchie a tutti i membri di Google+, un modo per accorpare persone che discutono del medesimo argomento, in realtà in questo c’è molto di più. Il nome che ha scelto Google per descrivere al meglio questo strumento è appunto community e non semplice gruppo marcando ancora di più l’idea di comunione di interessi e passioni. A noi personalmente piace immaginarla come una tribù di persone che condividono stessi interesse e che provano piacere a discuterne anche per molto tempo e a fondo. Non gruppo ma community, quindi.

Ma passiamo a una breve analisi dello strumento. La creazione di una community è semplicissimo, quel che bisogna fare è cliccare sull’iconcina che è apparsa nel menu di navigazione di G+ laterale, e seguire la procedura di creazione sequenziale quindi è difficile sbagliarsi.

Durante la fase di creazione vi verranno chieste delle informazioni. Le seguenti:

  • decidere se la community deve essere pubblica e quindi aperta a chiunque che, autonomamente, può iscriversi senza approvazione al gruppo o privata in cui un moderatore (che per default è il proprietario della pagina), deve approvare l’iscrizione. Quest’ultima modalità non permette ai post pubblicati di essere visibili ai membri esterni alla community quindi il consiglio è di valutare bene in base all’uso che se ne andrà a fare.
  • Denominazione del gruppo quindi un nome identificativo; in tal caso consiglio di utilizzare delle parole chiave ben definite che descrivano al meglio il contenuto del gruppo onde evitare di essere poco rintracciabile o visibile all’interno delle ricerche di google+ (e non si sa poi se anche su google stesso);
  • fare una scelta se rendere il gruppo ricercabile in google+ da chiunque oppure renderlo totalmente privato.

Una volta completata questa procedura, avrete creato la vostra community e quel che vi resta da fare, come google+ suggerisce bene, è quello di personalizzare l’aspetto grafico e di contenuto della pagina. Quindi inserire un’immagine identificativa con dimensione minima di 250x250px e aggiungere una descrizione, sono i passi preliminari necessari per rendere il profilo del gruppo più interessante.

Cosa c’è di potenzialmente nuovo nelle community?

Come ho accennato prima, potrebbe sembrare che le community siano simili ai gruppi di Facebook. Bè per certi aspetti è cosi, si conserva l’aspetto di aggregazione di persone che discutono degli stessi argomenti ma per certi altri aspetti, grazie anche agli strumenti già conosciuti di g+, le community diventano qualcosa di più che vale la pena di considerare.

Hangout calling

L’elemento che discosta profondamente lo strumento da quelli conosciuti è ovviamente la possibilità di incontrarsi con i membri della tribù, non solo a livello di contenuti condivisi, ma anche con i mitici hangout che permettono un livello di contatto e condivisione differente. I rapporti infatti tra persone interessate a discutere dello stesso argomento spesso si limitano allo scambio di messaggi tra i post, la possibilità invece di creare delle “riunioni” di gruppo per dialogare fa molto ritorno alle vecchie relazioni face to face.

Eventi

Sfruttando la funzionalità eventi, si ha la possibilità di creare eventi esclusivi dedicati ai soli iscritti alla community. Pensate all’utilità di questo strumento: abbiamo la possibilità di creare un evento i cui destinatari sono solamente i membri iscritti al gruppo. Su altri canali per farlo dovremmo prima creare dal profilo l’evento e poi scremare, manualmente, i contatti che potrebbero essere interessati o praticare l’invio di massa che sempre sconsigliamo.
Grazie agli Eventi interni alla community, il processo di selezione dei partecipanti possiamo anche scordarcelo dato che per default saranno indicati come destinatari i membri iscritti.

Spam filter

Una delle cose che ho avuto modo di apprezzare, gestendo una community, è il filtro automatico antispam che riconosce un contenuto che può essere considerato spammoso e lo mette in una sorta di standby per l’approvazione da parte dei moderatori. Grazie a questo, si ha la possibilità di moderare naturalmente i contenuti esterni che vengono postati sulla pagina in modo da garantire che i contenuti siano di reale interesse per tutti e non esclusivamente interessanti per chi li pubblica.

Gestione membri iscritti

Altro dettaglio interessante e distintivo è la sezione “iscritti” (raggiungibile cliccando sul numerino degli utenti iscritti). In questo caso però abbiamo due visualizzazioni differenti:

  • per chi è moderatore o proprietario, grazie ad una pagina dedicata si possono gestire con facilità tutte le iscrizioni al gruppo individuando i nuovi membri iscritti, i moderatori, coloro che sono in attesa di approvazione, gli invitati e gli esclusi. Attraverso questo pannello si possono rimuovere profili spammosi o fake e monitorare lo stato degli invitati non ancora iscritti, rimuovendoli. In più si possono promuovere profili iscritti a moderatore e successivamente a proprietario (anche se riscontro degli errori in questa assegnazione);
  • per chi è solo iscritto, si ha la possibilità non solo di conoscere i moderatori ma anche di individuare i membri iscritti e magari stringere nuove “amicizie”.

Categorie che passione!

La cosa interessante e che va ben sfruttata è la possibilità di creare delle categorie di discussione all’interno delle community. L’opzione è efficiente per quei gruppi i cui contenuti spaziano su argomenti molto vasti e differenti anche se complementari e permette di recuperare discussioni che riguardano un determinato argomento permettendo cosi a post interessanti di essere classificati e facilmente recuperati attraverso il menu laterale senza perdersi nel flusso dei contenuti.
Si conserva la possibilità di condividere le informazioni anche genericamente utilizzando la categoria di default “discussione” nel quale vengono inseriti tutti gli argomenti non classificabili.
Ovvio che ogni categoria può essere creata e cancellata a piacimento anche se l’eliminazione prevede la rimozione totale anche dei post pubblicati sotto quella categoria.

Condivisione esterna grazie al +1

Quando parlavo di community come estensione delle cerchie mi riferivo anche al fatto che grazie al pulsante +1 embeddato nei siti, abbiamo la possibilità di condividere un contenuto semplicemente sfruttando le opzioni che offre il pulsante: digitando il nome della community nel form dedicato alle cerchie, possiamo rendere visibile il contenuto con tutte le community che desideriamo e non solo di quelle di cui siamo proprietari o moderatori. Bel passo in avanti! No?

Sviluppi futuri delle community

Non vi nascondo che in questi giorni sono presissima da questo nuovo strumento. Lo stiamo analizzando ben a fondo e stiamo cercando di capire quale coinvolgimento è possibile creare sui contenuti e mantenerlo ben vivo anche per un po’ di tempo.

Ora siamo solo agli inizi e obiettivamente non possiamo dire se lo strumento avrà un lungo seguito (io spero di si) anche per il fatto della inspiegabile cattiva luce di cui gode G+ in Italia ma le potenzialità ci sono e gli sviluppi sicuramente possono esserci soprattutto se si vede lo strumento dal punto del posizionamento SEO e Author Rank ma anche dal punto di vista social o aziendale.

Possibili impatti su SEO e Author Rank

Dell’author rank ve ne avevamo già parlato e con le communities sembra proprio che Google voglia favorire ancor di più lo sviluppo del concetto. Sostanzialmente e molto sinteticamente, con l’author rank la qualità e il conseguente ranking dei risultati nelle serps di Google sarà sempre più determinata dallo score/rank associato all’autore che pubblica determinati contenuti. Quanto più “in trust” verrà ritenuto l’autore tanto più probabile sarà che i links e i social signals che acquisirà il contenuto saranno di maggior valore e daranno un maggior punteggio in termini di qualità del proprio link graph. Le communities permettono appunto di aumentare interazione, condivisioni di contenuti e l’expertise del singolo individuo rendendolo più attivo sia agli occhi degli utenti che dello stesso Google e sfruttare le communities servirà proprio a questo, a creare cioè maggior rilevanza del singolo autore in una rete sociale connessa direttamente a Google.

Sviluppi social e aziendali

Dal punto di vista social non è nascosta l’efficacia delle community. Far convergere persone che discutono su un argomento significa aumentare il confronto tra cliente e azienda, per esempio, in un luogo alternativo fatto per dialogare insieme. Penso a servizi di customer care dei clienti o community di testing di prodotti in anteprima su utenti selezionati.
Dal punto di vista aziendale poi potrebbe emergere come strumento per creare raduni interni di colleghi che lavorano nella stessa azienda e dialogare alternativamente attraverso questo canale rendendolo privato.

Le possibilità sono infinite, non ci resta che tenere in considerazione questo strumento data la sua intrinseca utilità! Intanto vi invitiamo tutti a iscrivervi alla nostra community “Social Media e Content Marketing Italia”!

..sull'autore,

Laureata in Informatica con una passione sfrenata per la grafica e il web design, che ha coltivato da autodidatta. Si occupa di Sviluppo e Design di sitiweb. E' una forte sostenitrice del Web 2.0, crede in Internet, e riconosce nel web un’opportunitá di crescita, di miglioramento e di socializzazione.

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