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Author Rank come prossima forma di classificazione dei risultati di ricerca [NEWS]

Con questo post voglio un po’ entrare nel dettaglio sul modo in cui si sta evolvendo Google e sulla strada che ha intrapreso più o meno nel 2009, anno in cui ho iniziato a occuparmi di search engine optimization. Benché non ho tempo (e voglia) di mettermi a studiare tutti i singoli brevetti rilasciati dal motore di ricerca, una cosa che è diventata ovvia un po’ a tutti è che Google segue i trend socio-economici degli utenti. In particolare guarda molto a 2. cose:

  • allo sviluppo delle nuove tecnologie che influenzeranno le modalità di fruizione, ricerca e produzione di informazione da parte degli utenti (mobile, smartphone, reti 4g, ecc.);
  • al modo in cui l’utente effettua una ricerca e ai fattori che determinano la scelta di un’informazione anziché un’altra: pensiamo al fattore fiducia del web 2.0 sulla base del quale scegliamo un risultato (ed eventualmente effettuiamo un acquisto) per via della conoscenza (diretta o indiretta) di altri utenti che ci consigliano quel contenuto.

Dopo i social signals (quantità e qualità delle condivisioni dei nostri contenuti) e i social circle (quantità e qualità delle nostre connessioni con altri utenti nei social media) Google cerca di sviluppare un concetto (in realtà già esistente nell’offline ma ancora poco applicato nel web) meritocratico secondo cui i contenuti, possono essere meglio classificati nei risultati di ricerca del motore se la persona che li produce è una sorta di esperto del settore. In pratica Google intende classificare meglio i contenuti del proprio indice su una base meritocratica e dettata dal fatto che tu utente stai in prima pagina perché hai sviluppato (in svariati) modi il tuo personal branding nel web e gli utenti hanno fiducia di te.

Stiamo parlando del concetto di Author Rank ancora non un vero algoritmo ma che potrebbe presto andare, se non a sostituire, a migliorare il classico pagerank basato su quantità e qualità di link da una pagina web a un’altra. Sia chiaro, tutto ciò non è ancora qualcosa di esistente ma è qualcosa che potremo vedere presto anche per via dell’esistenza del brevetto “Google Agent Rank” depositato a Settembre 2011, che è un chiaro segnale di come l’identità e la reputazione degli utenti che hanno prodotto e veicolato un determinato contenuto possono essere utilizzati per influenzare la valutazione dei risultati di ricerca nel momento in cui verranno indicizzati. Si fa inoltre riferimento alla cosiddetta “firma digitale” dei contenuti di cui parlerò più avanti.

rel_author

Vediamo però alcune novità di recente introduzione che ci fanno capire che quello dell’author rank è il futuro prossimo di Google.

  • rel=”author” nelle serp: da qualche giorno li vediamo anche nelle serp italiane cercando il nome di un blogger o immettendo nel campo di ricerca il nome di un blog. Ottimi per aumentare il ctr in quanto, come gli altri Rich snippets, aumentano il grado di fiducia nel cliccare su un risultato piuttosto che su un altro;
  • Spinta massiccia all’utilizzo di Google+, introduzione di Search Plus Your World e presto una piattaforma di commenti Google che potremo integrare nei siti web e che, molto probabilmente, serviranno come ulteriore segnale sociale per determinare la qualità di un contenuto;
  • Tutti gli aggiornamenti del Panda che, ormai da un anno a questa parte, hanno l’obiettivo di migliorare i risultati dell’indice di Google filtrando quei risultati inutili agli utenti (le content farms) e, con uno dei prossimi aggiornamenti, intenderà migliorare l’indice penalizzando coloro che abusano di tecniche seo sia nell’onpage che off site. Infatti abbiamo già assistito alle prime penalizzazioni nei confronti dei network di blog per compravendita di links. Queste sono forzature non naturali e se vuoi fare un prodotto utile all’utente è giusto migliorare gli algoritmi.

Il perché dell’Author Rank

Come dicevo prima, probabilmente il concetto di pagerank non verrà del tutto soppiantato ma piuttosto migliorato. Con l’author rank probabilmente tenderemo a linkare utenti e produttori di contenuti di cui ci fidiamo e che hanno una propria reputazione in rete e questo potrebbe a tutti gli effetti migliorare i risultati di ricerca. Di conseguenza Google potrebbe favorire quei risultati che hanno una certa quantità di inbound links di qualità e che sono riferiti ad un utente che è ad esempio nelle cerchie di molti utenti su Google+ , che ha molti followers su Twitter, ecc. Quindi alto PageRank e alto AuthorRank potrebbero effettivamente funzionare in tandem ed integrarsi.

Ovviamente quei siti con basso pagerank e basso authorRank, quindi senza una presenza sociale o senza autori reali verificati, potranno essere da Google meglio filtrati in quanto risultati di scarsa utilità per gli utenti e di conseguenza posizionati non di certo alle prime pagine delle serp. Come a dire che se non hai paternità (verifica dell’authorship markup) non hai reputazione e non hai fiducia, non conti niente agli occhi di Google e se per giunta, vendi pure links (di bassa qualità) verrai penalizzato. Ed è quello che è successo al network di blog BuildMyRank.

L’author rank quindi servirà a migliorare il pagerank in quanto permetterà a Google di identificare gli autori che costuiranno il link graph delle pagine web.

Author Rank argomenti e identità dell’utente.

Ovviamente ogni autore potrà sviluppare la propria reputazione su uno specifico argomento e non su tutti, motivo per cui resterà sempre importante sviluppare la propria nicchia e cercare di diventare un influencer di quella nicchia. L’identità inoltre potrà essere accertata per mezzo di una firma digitale (il rel author) che farà capire meglio a Google chi sei, in quale nicchia sei attivo e chi sono le persone che ti seguono. Saranno monitorati i social signals sulle piattaforme social (Google+ in primis) e tutte le relazioni e interazioni che in queste si svilupperanno. Per questo, se volessimo fare un esempio, una volta che avrò collegato il mio profilo Google a questo sito web (è triste dirlo, ma l’authorship l’abbiamo implementata ma ancora non siamo visibili in serps :D) e riceverò un commento da Giorgio Tave su un mio post pubblicato su Google+, Google riuscirà ad interpretare quel segnale come autorevole in quanto Giorgio Tave è un esperto del settore nella nicchia “SEO” con connessioni sociali (social circle) in quantità e di qualità e con alto engagement (interazioni) sui contenuti da lui prodotti e permetterà a me di aumentare il mio Author Rank.

Come viene calcolato l’Author Rank

Non c’è la formuletta che ce lo dice ma un’idea possiamo farcela anche leggendo il brevetto citato sopra.

Probabilmente vengono presi in considerazione:

  • il numero di condivisioni del contenuto;
  • le tempistiche di condivisione del contenuto;
  • chi condivide il contenuto;
  • se chi condivide il contenuto, è considerato un esperto della nicchia a cui io mi rivolgo (es. Giorgio Tave);
  • se sono sempre le stesse persone a condividere il contenuto;
  • quanti commenta genera il contenuto;
  • se chi commenta il contenuto è un esperto del settore;
  • quanto engagement genera il contenuto (es. +1, tweets, likes, ecc.);
  • ecc.

Qualcuno potrebbe dire che queste sono solo teorie ma a quanto pare a Google ci stanno lavorando realmente sull’author Rank come dimostra il post da cui ho tratto queste informazioni il cui autore si è accorto dell’esistenza di un ingegnere di Google, Othar Hansson che nel proprio profilo ha specificato che lavora sull’authorship project.

Come prepararsi all’author rank? 3 consigli per non farsi trovare impreparati.

Apri il tuo blog e produci contenuti di qualità.
L’ho detto e ridetto molte volte, il blog è il mio canale preferito (e probabilmente il migliore) sul quale veicolare i contenuti (post, infografiche, ricerche, presentazioni, immagini, video, ecc.) semplicemente perché, a differenza delle altre piattaforme per la content curation, il blog è una pagina web che con le citazioni si classificherà meglio nei risultati di ricerca di Google.

Implementa l’authorship markup e gli altri rich snippets.
Sei l’autore di un blog e produci contenuti di qualità? Fallo sapere a Google implementando il rel author e gli altri segnali che permetteranno agli utenti di valutare i tuoi contenuti.

Socializza e sviluppa la tua community.
Se pensi di essere un esperto del tuo settore nessuno potrà mai saperlo se non ti attivi nei social media, non sviluppi relazioni e non interagisci con gli altri esperti della tua nicchia. Motivo per cui bisognerà attivarsi in Google+ (non lo amo particolarmente però è di Google ed è quello a cui darà maggior peso) e negli altri social media.

Che ne pensi, sei pronto all’evoluzione? Intanto trovi le slide riassuntive dell’argomento qui sotto e se ti è piaciuto questo post condividilo! 😉

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Marco Maltraversi

    Sicuramente una delle novità 2012 da tenere in considerazione

    • Esatto. Le basi classiche del SEO restano quelle ma con un’occhio in più alle novità 😉

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