Social Media Marketing

Twitter: arriva il “non mi piace” nelle conversazioni

Ormai su questo blog si parla sempre meno di Twitter. Il canale occupa ancora una certa rilevanza per noi del team e continuiamo ad utilizzarlo con profitto, ma è difficile tener testa alla predominanza di Mr.Facebook. Questo non vuol dire che il canale non si stia evolvendo, anzi. Con una mossa silente Twitter sta lanciando dei segnali interessanti per cercare di migliorarsi. Già da qualche settimana alcuni utenti, quelli più fortunati, i classici tester (me compresa), si son trovati di fronte ad una nuova funzionalità legata alle interazioni: il downvote.

Già da luglio Twitter in un messaggio aveva lanciato la feature in anteprima, oggi la testiamo finalmente di persona.

Si chiama “downvote” e in italiano è diventato “downvotare”, non proprio bellissimo come termine da ascoltare e neanche da memorizzare, ma ci dobbiamo accontentare e magari un giorno potrebbe diventare così comune da esser accettato dall’accademia della Crusca. Chissà!

Il termine, seppur bizzarro, è chiarissimo e significa che ora sul canale si può esprimere un sentiment diverso rispetto al classico “mi piace” ben conosciuto e utilizzato apponendo un cuoricino ad un tweet. Abbiamo finalmente il “non mi piace”!

Ad ogni modo il popolo di Twitter avrà esultato, me compresa, ed è così. Non vi nascondo che usando assiduamente Twitter spesso mi son trovata di fronte a conversazioni davvero inutili per me, dei suggerimenti assolutamente non pertinenti con il mio profilo. Spesso, in vero spirito social, mi son lamentata anche pubblicamente di questo.

Finalmente oggi, ogni utente può iniziare a costruire una conversazione di qualità orientandola, si spera, verso la giusta direzione.

Cos’è il downvote?

Partiamo dal presupposto che non è uno strumento che Twitter mette in mano agli utenti per mettere alla gogna altri utenti, né è stato lanciato con un fine così scriteriato. Piuttosto possiamo vederlo come un sistema per “pulire” le conversazioni e offrire agli utenti conversazioni di valore ed interesse, in linea con il proprio profilo.
Facciamo un esempio: incappiamo in una conversazione dai toni accesi, dove volano insulti, o immaginiamo il classico profilo spam che condivide foto di desabillè, ecco che lo strumento ci arriva in aiuto per “segnalare” che il commento non ci piace e non aggiunge contenuto alla discussione con la speranza di non vederne mai più.

Come funziona?

Il downvote è una freccina verso il basso di colore arancione che vedremo nell’area di interazione del tweet. Una volta attivata si configura, appunto, come un voto negativo, un segnale che suggerisce a Twitter che il contributo lasciato da una determinata persona è fuorviante o non in linea con quanto discusso nella conversazione.

Il downvote si attiva solo ed esclusivamente nei tweet di risposta ossia appunto in quelle aree dove si è generata una discussione su un argomento.

Che caratteristiche ha il downvote?

Le caratteristiche principali di un downvote sono:

  • è visibile solo nelle conversazioni e viene attivato sulle risposte e non sul tweet principale;
  • è privato quindi non è visibile a tutti gli utenti, né viene condiviso nella propria cronologia o sul proprio profilo;
  • il profilo che lo riceve non viene informato, quindi l’autore del Tweet downvotato non lo saprà mai.

Valutazioni e sviluppi

Non si conosce al momento cosa accade realmente al messaggio downvotato e non si conosce neanche cosa accade se un commento riceve tantissimi voti negativi, può essere bannato? Non si conosce neanche cosa accade al profilo di un utente che ne riceve molti su diverse conversazioni, magari in breve tempo, ban anche qui?

Quello che sappiamo è che probabilmente servirà a costruire un profilo personale più pulito ed in linea con i propri interessi. Ad oggi, dopo aver visto come funziona, mi sembra che somigli ad una nuova versione di “questo tweet non mi interessa” che consente di vedere meno contenuti provenienti da determinati profili.


Sopravviverà questa feature? Potrebbe funzionare? Lo vedremo presto…

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

Guarda tutti i post di

Area di discussione: dicci la tua!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.