Social Media Marketing

Come utilizzare le Stories di Instagram per il marketing

Le Stories Instagram sono state introdotte nell’ottobre del 2016. Dopo circa quattro anni di utilizzo, possiamo affermare che costituiscono uno degli strumenti di Instagram tra i più amati dagli utenti.
Vediamo come funzionano e come puoi utilizzarle nella tua strategia di marketing.

Stories di Instagram: cosa sono e perché hanno successo?

Quando sono nate le Stories, si è subito pensato che Instagram intendesse scalzare Snapchat. Il format proposto, infatti, un po’ lo ricorda ed è concepito per condividere foto o video brevi, visibili al massimo per 24 ore.

Le Storie sono uno strumento abbastanza semplice da utilizzare. Infatti, non se ne servono esclusivamente i social media manager per conto delle aziende: gli utenti comuni ne fanno un ampio utilizzo. Perché hanno successo?

Per i brand e gli influencer, sono molto utili per accrescere la propria notorietà e tenere il pubblico agganciato alla piattaforma – scopo di Instagram stesso, naturalmente. Per tutte le altre persone, le Storie servendo a condividere stralci di quotidianità e intrattenersi.

Prendiamoci un minuto per riflettere sui dati raccolti da Hoosuite. Gli utenti attualmente attivi su Instagram sono circa 1 miliardo e ben 500 milioni di essi utilizzano le Storie ogni giorno.

I numeri di cui stiamo parlando sono stratosferici e rendono solo una vaga idea della quantità di materiale multimediale che arriva ogni giorno sulla piattaforma. E i dati più interessanti sulle Storie, per quel che riguarda il business, sono i seguenti: il 58% delle persone afferma di essersi maggiormente interessato a un brand dopo averne visualizzato le Storie e il 50% ha perfino finalizzato un acquisto attraverso il sito web aziendale.

Interessante, non è vero? Cerchiamo di capire cosa piace tanto alle persone delle Storie, visto che, a occhio e croce, possiamo dire che stimolino il pubblico anche più dei post del feed. Le caratteristiche peculiari delle Storie sono:

  • la velocità;
  • la transitorietà;
  • la spontaneità.

Le Storie sono contenuti dalla vita breve, sempre che non si tratti di Storie in evidenza. Nel formato classico, sono immagini e video destinati a durare solo 24 ore. Inoltre, scorrono velocemente: hai pochi secondi per visualizzare una storia prima di passare alla successiva.
Sono effimere, da consumare rapidamente, in primo luogo, per puro intrattenimento.

Nonostante il loro carattere transitorio, vengono percepite dal pubblico come spontanee, quindi più vere, per cui trasmettono un maggiore senso di affidabilità. Possiamo dire, dunque, che il successo delle Storie risiede nel fatto che trasmettono leggerezza e vicinanza alle persone e ai brand, incuriosiscono proprio per la loro breve durata – trascorse le 24 ore, non sono più fruibili e, in un certo senso, sono l’equivalente dell’“offerta speciale valida solo per oggi!”

Senza dubbio, le parole chiave sono spontaneità e intrattenimento.
Tuttavia, ciò non vuol dire che le Storie debbano essere pubblicate senza criterio o che esse non possano veicolare informazioni o messaggi utili. A questo ci arriveremo tra poco, perché prima vediamo come funzionano.

Stories Instagram: come funzionano?

Con lo strumento Stories è possibile creare e pubblicare:

  • grafiche con solo testo;
  • fotografie;
  • brevi video;
  • dirette live.

Per pubblicare una storia, basta andare nel proprio profilo e fare tap sulla croce in alto a destra. Da qui si apre il menu dal quale selezionare il genere di contenuto da mandare online: tra questi, Storia e Storia in evidenza.

Se scegli Storia, ti si attiva la fotocamera per scattare foto o registrare video istantaneamente. In basso a sinistra, però, puoi accedere alla Galleria da cui scegliere un contenuto già realizzato.

Sulla sinistra, alcune icone ti segnalano le diverse modalità di pubblicazione e le funzioni, le quali sono:

  • Aa Crea: per generare contenuti di testo;
  • Boomerang: per la creazione di video rapidi e senza audio;
  • In diretta: per le dirette live;
  • Layout: strumento per la creazione di collage;
  • Acquisizione multipla: per catturare più immagini o per registrazioni da pubblicare in sequenza;
  • Livello: funzione utile per una cattura ben centrata e simmetrica;
  • Fototessera: è una funzione che genera quattro scatti in sequenza, con timer;
  • SuperZoom: per registrare video con effetti particolari;
  • Senza tenere premuto: per girare video senza premere sullo schermo per avviare la registrazione.

In basso, trovi una galleria di filtri e sfondi da applicare alle Storie, se ti va. Quando hai selezionato l’elemento da pubblicare, attraverso il menu in alto è possibile:

  • inserire link – solo per contenuti brandizzati;
  • salvare l’immagine/video;
  • applicare effetti e GIF;
  • creare format per intrattenere e stimolare il pubblico: fare domande, creare quiz, sondaggi, countdown;
  • inserire hashtag e menzionare altri utenti;
  • inserire la geolocalizzazione;
  • inserire tag specifici – interessante, ad esempio, è Ordini di cibo per chi opera in ambito
  • food e fa consegne a domicilio.

Storie IG: come puoi utilizzarle per il tuo business?

Come puoi vedere, le Stories di Instagram sono uno strumento molto versatile. Quest’ultima caratteristica rappresenta un vantaggio per chi intende utilizzarle nella propria strategia comunicativa.

Ricapitolando, se esse hanno ottenuto un grande successo tra gli utenti è perché sono fruibili in modo semplice e veloce, sembrano abbattere drasticamente le distanze tra persone e aziende. In altre parole, lo strumento ha generato una sorta di piccola rivoluzione comunicativa, perché ha reso ancora più immediata e interattiva la relazione tra brand e pubblico.

In ambito aziendale, vale la pena utilizzare le Storie per:

  • fare branding o re-branding;
  • raccontare la propria realtà aziendale (storytelling);
  • ascoltare il pubblico;
  • acquisire nuovi contatti e fidelizzare i già acquisiti.

Le Storie sono concepite per essere I, contenuto pensati per far passare il tempo. Tuttavia, utilizzate con razionalità, secondo un piano ben preciso, sfruttandone tutte le potenzialità, si rivelano davvero molto utili per un’azienda e per gli influencer. Affrontiamo la questione sviluppando i punti elencati poco fa.

Le Storie di Instagram per il branding (o il re-branding)

Le Storie arrivano, potenzialmente, a una grande fetta di pubblico, un pubblico attratto dalla realtà quotidiana di un’azienda o un personaggio popolare. Ragion per cui, puoi utilizzarle per rafforzare la tua brand awareness, comunicando chi sei e cosa puoi fare per le persone.

In modo molto immediato e, soprattutto, coinvolgente, le Storie contribuiscono al tuo posizionamento: utilizzale per lasciare nelle mente delle persone un ricordo ben preciso dei tuoi valori, di ciò che fai e, soprattutto, di come lo fai.

Storytelling con le Storie di IG

Ad onor del vero, branding e storytelling vanno di pari passo. Le Storie non sono una replica delle pagine “Chi siamo” e “Cosa facciamo” del sito web.

Utilizzarle per raccontare un brand significa mostrare i retroscena, i dietro le quinte e i volti delle personalità coinvolte nella vita aziendale. Devi essere disposto a metterci la faccia, in tutti i sensi.
Proprio perché abbattono il muro che divide le aziende dalle persone, le Storie possono aiutarti a gettare le basi per la costruzione di una vera community di cui sei il centro.

Ascoltare il pubblico attraverso le Storie

Le Storie offrono diverse modalità di pubblicazione dei contenuti. Abbiamo citato i quiz, i sondaggi, i countdown: sono funzioni molto utili per mettersi davvero all’ascolto del pubblico.

Non esiste strategia di marketing che non contempli una conoscenza dettagliata del target, del resto. È chiaro, in linea di principio l’analisi del pubblico e di come esso utilizza una piattaforma social è un’azione preliminare: prima si analizza, poi si costruisce la strategia, infine si passa alla fase operativa.

Tuttavia, la Storie possono fungere sia da strumento per ottenere feedback sia per raccogliere informazioni utili sulle preferenze e i reali bisogni del pubblico. In altre parole, se ti mettessi attentamente ad ascoltare, ti accorgerai che sono gli utenti stessi a dirti cosa vogliono e come.

Acquisire nuovi contatti e fidelizzare i già acquisiti

l potenziale delle Storie si manifesta tanto per quanto riguarda l’acquisizione di potenziali clienti sia per quel che riguarda la fidelizzazione dei clienti attuali. Ciò avviene sempre in virtù delle caratteristiche dello strumento, le quali ti permettono di intrattenere il pubblico e generare in esso un sentiment positivo verso il brand.

Bisogna che tu sia costante nell’utilizzo delle Storie, disposto a sperimentare e perfezionare il tuo stile comunicativo così da tenere sempre agganciate le persone alle tue storie. Si tratta di interagire attivamente con l’audience, generare in essa la percezione di affidabilità e il senso di attesa per le novità che hai in serbo.

In un certo senso, le Storie devono essere un appuntamento quotidiano al quale non bisogna mancare. E quando ciò permette che l’audience ti si affezioni, che desideri acquistare i tuoi prodotti/servizi e, perfino, che voglia ripetere l’esperienza, allora il gioco è quasi fatto: stai creando, all’interno della community, un gruppo di brand ambassador.

Storie di Instagram: best practice

Anche se le Storie veicolano contenuti poco impegnativi per il pubblico, ciò non vuol dire che l’impegno per pubblicarle debba essere scarso. Anzi, di certo è proprio al contrario: se vuoi che le Storie portino risultati, allora hai bisogno di strutturare un piano editoriale adeguato ai tuoi obiettivi.

In parole povere, si tratta di definire una varietà di contenuti da pubblicare nell’arco della settimana, preferibilmente più volte al giorno. Riassumendo, possiamo individuare alcune best practice.

In primo luogo, distingui i contenuti per tipologia: utilizza periodicamente sondaggi e quiz, mostra ogni giorno la tua realtà con brevi video, sfrutta il potenziale delle dirette live.

Ogni tipologia di Storia ha una sua funzione: i video ti aiutano nello storytelling, le domande al pubblico servono per raccogliere feedback e individuare trend, mentre le dirette possono essere un appuntamento periodico per avvicinarti ancora di più al pubblico e dare un senso alla community, coinvolgendola attivamente in ciò che per te è importante.

Crea le “Storie in evidenza”, utilizzandole come se fossero delle bacheche tematiche sempre a disposizione dei follower. Esse, infatti, a differenza delle storie in formato classico, restano pubblicate nel tuo profilo. Ecco perché possono essere utili per spingere determinati prodotti, servizi o eventi che riguardano l’azienda.

Per ogni gruppo di Storie in evidenza, realizza una copertina in linea con il brand, quindi individua un assetto grafico coerente con la tua immagine da riproporre anche nelle Storie di solo testo – ad esempio, se il colore aziendale è il blu, richiama costantemente questo colore. Il principio della coerenza grafica, bada bene, è valido sempre.

Pubblica più Storie al giorno, senza esagerare. Ricorda che Instagram le sistema in ordine cronologico: la prima storia pubblicata è la prima che il pubblico visualizza. Ciò è importante se vuoi utilizzare le Storie come strumento per narrare un breve “racconto”.

Ricorda di inserire nelle Storie hashtag da te creati o comunque attinenti al contenuto pubblicato. Se operi a livello territoriale, può essere utile inserire sempre la geolocalizzazione.

I testi devono essere brevi, incisivi e leggibili – considera che le Storie scorrono velocemente, quindi il tempo per leggere è scarso. Essi devono funzionare da esca, cioè devono letteralmente spingere le persone a scoprire di più, quindi a sfogliare le Storie fino alla fine, senza far venire voglia di abbandonare. Non è sempre semplice, ma bisogna impegnarsi per ottenere tassi di abbandono bassi.

Sfrutta lo Swipe Up, se ti è possibile. La funzione che permette di applicare un link che punta all’esterno della piattaforma è attiva per chi ha raggiunto i diecimila follower. Nel caso in cui tu non avessi tale numero di seguaci, l’alternativa è sponsorizzare i contenuti. Bene, valuta in quale occasione può valere la pena avviare una campagna pubblicitaria e inserire lo Swipe Up. Chiaramente, lo stratagemma funziona se il pubblico è bene profilato.

Interagisci con le persone, se esse rispondono alle domande, se reagiscono ai contenuti e, soprattutto, se citano l’account aziendale nei post del feed e nelle Storie. Insomma, non fare il prezioso: la ri-condivisione in una Storia non si dovrebbe negare a nessuno, soprattutto a chi compra da te e di te parla bene nel web!

Inoltre, sfrutta le potenzialità dei Video Live. La trasmissione in diretta è un ottimo modo per mantenere i contatti con la rete, interagire di più, conoscersi maggiormente e veicolare messaggi importanti per l’azienda. Anche questo è un modo per avvicinarsi all’audience e studiarne le esigenze e raccogliere pareri. Per le dirette, attrezzati bene: definisci un calendario degli appuntamenti, procurati l’apparato tecnologico adatto, indaga e comprendi quali possono essere gli argomenti da discutere con il tuo pubblico – e come puoi indagare ormai è chiaro, non trovi?

Per concludere, prendi in considerazione la possibilità di far arrivare a un pubblico selezionato Storie che contengono sconti, offerte speciali e coupon. Come puoi farlo?

Prepara una lista di “Amici stretti” (Instagram te li segnala con un bollino verde e una stella bianca), nella quale puoi inserire anche utenti che non segui. All’occasione, puoi condividere solo con gli utenti che fanno parte di questa lista Storie pensate ad hoc.

Concludiamo davvero, adesso, con un piccolo trucco che può essere utile a chi desidera “spiare” la concorrenza. Il trucco non è nient’altro che Chrome IG story, un’estensione che ti permette di accedere a Instagram Web da desktop per visualizzare le Storie altrui in anonimo. Basta attivare la visualizzazione anonima barrando l’icona che rappresenta un occhio che compare sopra le Storie e il gioco è fatto.

Come programmare le Storie di IG

Per programmare le Storie di Instagram puoi utilizzare Business Suite di Facebook. Ti basta aprire la piattaforma e andare su Post e storie nel menu a sinistra. Da qui, con Crea una storia, puoi caricare anche da desktop un contenuto multimediale da pubblicare come storia. Non appena lo avrai caricato, potrai anche programmare quando mandarlo online.

Business Suite è comodo per la gestione combinata di pagina Facebook e profilo Instagram aziendali. Se sei un professionista del web e gestisci i canali social di più aziende, potrebbero tornarti utili anche altri tool per la programmazione di Instagram e delle Storie:

  • PostPickr: il tool è Made in Italy e mette a disposizione diversi piani a pagamento, nonché un servizio di base gratuito che ti permette di seguire tre canali e un solo progetto; è comodo anche per la consultazione delle statistiche;
  • Onlypult: è stato uno dei primi strumenti a permettere la pubblicazione programmata di post su Instagram da desktop, ma ora può essere utilizzato solo sottoscrivendo uno dei piani a pagamento, con i quali puoi anche monitorare l’andamento degli hashtag, oltre che delle statistiche;
  • Later: con il piano gratuito, ti consente di studiare gli insight di Instagram, ma per la programmazione delle Storie devi acquistare almeno il pacchetto Starter;
  • Storrito: è il tool creato apposta per le Storie, infatti con il piano Free puoi programmarne massimo 50 al mese.

Insomma, la gestione delle Storie può essere ottimizzata, così da non diventare troppo impegnativa in termini di tempo.

Statistiche delle Storie: quali KPI considerare?

Naturalmente, anche per le Storie esistono le statistiche. Nel momento in cui si crea o si effettua il passaggio a un account business, è possibile visualizzarle dal profilo, nel menu che si apre con un tap sulle tre linee orizzontali in alto a destra.

Per quel che riguarda le Storie nello specifico, i parametri significativi – KPI – da considerare sono i seguenti:

  • le visualizzazioni uniche;
  • il tasso di abbandono (Uscite);
  • il tasso di passaggi alle storie successive (Prossima storia e Avanti)
  • le azioni compiute dagli utenti: click sui link, visite al profilo, tocchi sui pulsanti, reazioni e risposte alle domande.

In altre parole, per comprendere se le storie stanno funzionando bisogna fare una valutazione globale del loro andamento. Bisogna considerare la copertura, come anche il numero di visualizzazioni uniche. Tuttavia, ciò non basta. Devi trovare risposta a queste domande: quanti utenti abbandonano le Storie? quanti sono invogliati a guardarle tutte e quanti utenti, alla fine, compiono un’azione?

Una buona reach è da valutare in positivo, soprattutto se utilizzi le Storie per acquisire notorietà. Se a fronte di ciò i follower non aumentano né sono stimolati a visitare il tuo sito web, a conoscere i tuoi prodotti o servizi, quindi ad acquistarli, allora c’è qualcosa che non funziona come dovrebbe.

È importante periodicamente analizzare gli insight delle Storie ed essere disposti, come sempre accade per qualsiasi strategia, a cambiare qualcosa e sperimentare, per trovare ciò che fa davvero presa sul pubblico.

Magari le Storie, di primo impatto, possono sembrare uno strumento non adatto a tutti. Eppure, come hai potuto vedere, sono tanto versatili che è difficile non trovare la strada giusta per comunicare con il pubblico. Bisogna che le studi per bene e che prepari un piano da attuare e, nel caso, da migliorare in base ai risultati ottenuti nell’arco di alcune settimane.

Bruna Picchi

Web Copywriter. Dal 2014 segue blog aziendali e i profili social di aziende in ambito travel, fashion, wedding, wellness e technology. È amministratrice e autrice del travel blog Il Mondo di Athena. Scrive in continuazione, ama viaggiare e divora libri.

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