Strategie

10 ragioni per cui i Social non possono sostituire un Sito Web

Nel momento in cui si sono affacciati i social, l’idea di molte aziende è stata quella di spostare buona parte dell’attività commerciale su questi ultimi. Il processo si è così consolidato, tra passaparola e consulenze fatte male, che si è arrivati quasi ad un declassamento dei canali classici di pubblicizzazione online (ergo siti web) con la scusa che i social sono reputati più diretti e, teoricamente, più performanti perché permettono di raggiungere gli obiettivi di conversione più facilmente.

Dal punto di vista tecnico i social rappresentano effettivamente un canale che permette di centrare subito un bersaglio, ma se si ha la volontà di aprire principalmente il portafoglio. Tra algoritmi e flussi incalcolabili di contenuti creati ogni minuto, a lungo termine potrebbe risultare insostenibile il costo fisso da reggere, sempre più in aumento. Ed è qui che interviene il lavoro sul sito web, più lungo e certosino, ma che nel tempo ripaga.

Fatto questo preambolo, in questo articolo, vorrei riportare la mia anamnesi su due dei canali principi del web: sito e social. Dal nostro punto di vista, la presenza di uno non esclude l’altro ed entrambi devono collaborare insieme.

Sempre più spesso quando chiediamo ai clienti se sono in possesso di un sito web le risposte si dividono tra “sì, ma non lo uso” o “sì ho Facebook” (argh!), o forse il peggiore “Non mi serve, faccio tutto su Facebook”. Da questo nasce la riflessione e vi voglio portare 10 motivi per cui i social non possono sostituire un sito web.

1. Branding in un luogo personale

Avere un sito web significa offrire all’utente una visione più completa dell’azienda, una carta d’identità che mette in luce tutti gli aspetti invisibili dell’azienda che la riguardano, non solo il lavoro commerciale che fa nel cercare di fidelizzare i suoi clienti.

Un sito è il contenitore in cui trovare informazioni inerenti lo staff, la storia dell’azienda, le diverse linee di prodotto o gli elementi di produzione, ecc…

Sui social, gli spazi per presentare questi dettagli sono limitati alla pagina informazioni, e molto spesso offrono una visione sommaria e stringata.

2. Dialoghi solo azienda-utente

All’interno del proprio sito web un utente è concentrato solo sul brand in questione, non è bombardato da informazioni differenti, pubblicità concorrenti o distrazioni come chat che si aprono o video che partono in autoplay.

L’utente su un sito è completamente immerso nella navigazione e non ha distrazioni. Il rapporto di comunicazione è one to one; sta alla capacità del sito di riuscire a trattenere l’utente o mantenerlo concentrato sugli aspetti che si vogliono evidenziare.

3. I contenuti sono proprietari

Quando si utilizzano i social, buona parte del lavoro prodotto smette di esistere dopo qualche settimana, per via del tempo di vita e di capacità di scolling tra i contenuti dell’utente. Molto del lavoro svolto non è recuperabile, ed il più delle volte non viene neanche visto. A questo si aggiunge che ogni contenuto non è di proprietà, ma viene ceduto al social nel momento in cui lo si pubblica, se il canale dovesse chiudere, tutto il contenuto svanirebbe insieme ad esso (salvo backup).

Questo su un sito non avviene, anzi i contenuti sono del registrant finché il sito sarà in vita.

4. Lo spazio è personale, si può operare con indipendenza

Avere un ambiente proprietario ti consente di avere molti più margini di manovra nelle creazione di prodotti per il web, che possono girare anche sui social, parlo delle landing page, ad esempio.

Affidarsi solo ai social limita la creatività agli strumenti messi a disposizione dal canale. Invece, su un sito, si può potenzialmente fare tutto quello che una mente creativa desidera realizzare.

5. Sapere quali contenuti piacciono di più agli utenti

Il fatto che su un sito web si possa spaziare con i contenuti, creando guide, ebook, hubsite, ecc… offre la capacità di conoscere molto meglio il target di riferimento e premiare i gusti degli utenti sulla base dei successi ottenuti.

Sui social possiamo monitorare il successo di un post e limitarci a capire se immagini, video o status possano performare meglio, ma non possiamo avere un’idea tangibile di che tipologia di contenuto ha funzionato meglio, su quale tematica, a che ora del giorno, e scoprire da dove gli utenti arrivano, ne avere a disposizione dati approfonditi sulle parole chiave che generano traffico di ricerca che arriva al sito.

6. Ci si può far trovare dai motori di ricerca

Su social l’utente arriva su una pagina brand o perché conosce l’azienda, perché magari esposto a pubblicità offline, o ci atterra dopo aver cliccato su un’ads, stop. Non esistono altri modi con cui si può entrare in contatto con un’azienda. Con un sito web funzionano le stesse metodologie di atterraggio (tramite offline o ads), ma a queste viene associato il meraviglioso percorso di scoperta.

L’utente arriva sul sito di un brand perché cerca proprio quello che l’azienda produce, magari è in fase di acquisto e non ha il desiderio di esser pressato nelle scelte. L’utente opera nel modo più naturale possibile, pone domande ad un motore di ricerca ed ottiene risposte. Certo, qui interviene il ruolo del buon posizionamento di un sito web, ma nulla può esser più efficace di un sito che si fa trovare da solo.

7. I social sono funzionali al sito, il contrario no

Avere un sito web significa poterlo affiancare ad altri strumenti che possano rafforzarne la sua efficacia, primo per tutti il retargeting. In tal caso i social diventano solo ed esclusivamente un mezzo, una pedina, utilizzata per far ritornare gli utenti sul sito.

Qualcuno potrebbe obiettare che dal sito l’utente può scappare subito sui social; è vero, ma l’utente decide di spostarsi sui social solo per rafforzare l’opinione che ha di un azienda, per capire se comunica in modo efficace e che vantaggi può ottenere se segue il brand anche sui social. Dunque torniamo all’origine, i social sono solo ed esclusivamente uno strumento.

8. Be professional

Costruire un ambiente di contenuti professionale significa anche ottenere autorevolezza ed importanza. Di solito questa la si raggiunge con il tempo, dopo aver prodotto tanti contenuti di qualità, e a suon di citazioni e link. Ma voi ci vedete una testata giornalistica o una rivista menzionare un post scritto su pagina Facebook? Io onestamente no.

Sui social ci si accontenta delle vanity metric (like, commenti o condivisioni), ma dopo il momento di esaltazione cosa rimane? Forse un post che sprofonda tra i tanti.

9. Investimenti onerosi

Investire nei social sta diventando sempre più costoso dal punto di vista monetario; ogni campagna che ha ben performato richiede ulteriori investimenti che permettano di garantire un risultato costante, ad esempio, in termini di vendite o acquisizione di contatti.

La crescente competizione negli stessi settori merceologici, inoltre, sta innalzando sempre di più i costi, per cui non è da escludere l’ipotesi per cui, un giorno, chi è disposto ad investire di più occupi posizioni più rilevanti. Questo sul sito non accade, sempre che si sia disposti ad investire nella creazione di contenuti che nel tempo ripagano, eccome!

10. È la pietra miliare della comunicazione online

Infine, rinunciare al sito, per prediligere i social, significa privarsi di una opportunità di comunicazione che è parte integrante di un percorso pubblicitario completo che prevede lo sfruttare al massimo tutto il percorso di acquisizione del cliente in ogni fase in cui esso si trovi (decisionale, di convinzione, o di acquisto).

Alla luce di questo, voi ci rinuncereste al sito per spostare ogni attività sui social?

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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4 risposte a “10 ragioni per cui i Social non possono sostituire un Sito Web”

  1. Gabriele Tramonte ha detto:

    Sarò anche io di parte, ma sono pienamente d’accordo con ciò che dici…ti dirò di più…SUPER Condivido 🙂

    • Maria Pia De Marzo ha detto:

      Abbiamo il ruolo cruciale di cercare di far capire a chi non è informato le distinzioni fondamentali, è dura, un processo lungo, ma possiamo riuscirci! Buon lavoro! 🙂

  2. Mario Montanari ha detto:

    Grazie Maria, semplicemente condivido ogni singolo punto della tua preziosa analisi.
    Sarò di parte 😀 ma il Sito Web è sempre fondamentale. Grazie e buon lavoro.
    Mario

    • Maria Pia De Marzo ha detto:

      E di che Mario! Anche io sarei di parte, ma oggettivamente ci sono parecchi limiti nei social, che sui siti non si hanno. Beati noi che ci crediamo fino in fondo! 😉

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