SEO per Ecommerce

Le 5 problematiche più diffuse e le relative strategie risolutive del Posizionamento degli Ecommerce

Occupandomi di SEO per Ecommerce mi capita piuttosto spesso di analizzare siti e-commerce per identificare aree di miglioramento e di ottimizzazione. Durante queste analisi, ho notato che alcune problematiche sono più diffuse di altre e, se non affrontate correttamente, possono ostacolare la performance di un sito in termini di visibilità su Google, di traffico organico e conversioni.

In questo articolo, ho deciso di condividere  le cinque problematiche più comuni che ho riscontrato nelle analisi dei siti e-commerce e di offrire suggerimenti su come risolverle per migliorare l’esperienza utente e, di conseguenza, il posizionamento nei motori di ricerca.

1. Mancanza di gestione dei prodotti non disponibili a magazzino

Una delle problematiche più comuni nei siti e-commerce è la mancanza di una corretta gestione dei prodotti non disponibili a magazzino. Mi capita di vedere e-commerce con decine (a volte centinaia) di prodotti presenti nei listing, che restituiscono uno status code 200 e presenti nell’indice di Google. Il problema è che non è possibile acquistarlo. Quando un prodotto non è più disponibile, è importante comunicare questa informazione ai clienti e ai motori di ricerca in modo chiaro e tempestivo.

Questo, oltre ad evitarci una pessima esperienza di navigazione dell’utente (clicco su un prodotto da una ricerca su Google e atterro su una pagina dalla quale non posso acquistare), eviterà lo spreco di crawl budget su pagine che non portano conversioni.

Il prodotto può essere non più disponibile o temporaneamente non disponibile.

Una soluzione efficace per gestire i prodotti temporaneamente non disponibili è l’utilizzo del meta tag “unavailable_after“. Questo tag consente di indicare ai motori di ricerca quando un prodotto non sarà più disponibile, permettendo loro di rimuovere la pagina dall’indice dopo la data specificata. In questo modo, si evita di mostrare pagine non più rilevanti nei risultati di ricerca e si fornisce un’esperienza utente migliore. Rimuovendo il tag quando il prodotto tornerà nuovamente disponibile, anche nell’indice la pagina tornerà visibile.

Al di là della gestione tecnica lato SEO, la mancanza di prodotti disponibili a magazzino può creare sfide sia per l’esperienza utente sia per l’ottimizzazione SEO. Ecco alcune strategie utili per affrontare questa problematica in modo efficace:

  1. Comunicazione chiara: Assicurati di comunicare chiaramente ai visitatori dello store online quando un prodotto non è disponibile. Questo può includere l’aggiunta di un’etichetta “esaurito” o “non disponibile” sulla pagina del prodotto e un messaggio informativo che spiega la situazione e fornisce informazioni su quando il prodotto potrebbe essere nuovamente disponibile.
  2. Preordini o avvisi di disponibilità: Se un prodotto è temporaneamente esaurito ma sarà disponibile in futuro, potresti offrire la possibilità ai clienti di effettuare un preordine o di iscriversi a una lista di attesa per essere avvisati non appena il prodotto tornerà disponibile. Questo aiuta a mantenere l’interesse e l’impegno dei visitatori, pur garantendo che siano consapevoli della situazione attuale.
  3. Suggerimenti di prodotti alternativi: Quando un prodotto non è disponibile, è utile suggerire prodotti alternativi o correlati che potrebbero interessare il cliente. Questi prodotti potrebbero essere simili a quelli esauriti, complementari o rientrare nella stessa categoria di interesse. Presentare queste alternative può contribuire a mantenere l’attenzione del visitatore sul tuo e-commerce e aumentare la probabilità di conversioni.
  4. Gestione delle pagine di prodotti esauriti: Per l’ottimizzazione SEO, è importante gestire correttamente le pagine dei prodotti esauriti. Se il prodotto non tornerà disponibile, è possibile utilizzare un redirect 301 per indirizzare l’utente a una pagina pertinente, come quella della categoria o di un prodotto simile. Come già detto sopra, se il prodotto tornerà disponibile, puoi utilizzare il meta tag “unavailable_after” per informare i motori di ricerca della data in cui il prodotto dovrebbe essere nuovamente disponibile e indicizzare correttamente la pagina.
  5. Monitoraggio dell’inventario: Implementa un sistema di monitoraggio dell’inventario che ti permetta di identificare rapidamente i prodotti a rischio di esaurimento e di pianificare il riassortimento in modo tempestivo. Questo può contribuire a ridurre i tempi di indisponibilità dei prodotti e a mantenere un’esperienza utente più fluida.
  6. Ottimizzazione delle pagine categoria: Aumenta la visibilità delle pagine di categoria, ottimizzando i titoli, le meta description e i contenuti per le parole chiave rilevanti. In questo modo, anche se un prodotto specifico non è disponibile, gli utenti potrebbero comunque trovare altri prodotti simili o correlati/complementari all’interno della categoria.

2. Mancanza di testi descrittivi nelle pagine di listing di categoria e sottocategoria

Un’altra problematica comune nei siti e-commerce riguarda la mancanza di testi descrittivi nelle pagine di listing di categoria e sottocategoria. Questi testi sono importanti perché offrono ai visitatori informazioni utili sul contenuto delle pagine e aiutano i motori di ricerca a comprendere meglio il tema e l’argomento delle pagine stesse. Senza testo, avremmo pagine di listing composte principalmente da link html e css.

Per risolvere questo problema, è importante includere testi descrittivi e informativi nelle pagine di categoria e sottocategoria. Questi testi dovrebbero essere ben scritti, pertinenti e contenere parole chiave rilevanti per la categoria specifica. Inoltre, è importante evitare di utilizzare testi duplicati o generici che non aggiungono valore all’esperienza utente.

Ma come vanno scritti questi testi descrittivi? Generalmente andrebbero osservati i punti che seguono:

  1. Rilevanza: I testi descrittivi devono essere pertinenti alla categoria o sottocategoria in questione, fornendo informazioni utili sul tipo di prodotti che si trovano all’interno di quella categoria. Ad esempio, se stai descrivendo una categoria di abbigliamento sportivo, potresti parlare dei diversi tipi di indumenti sportivi disponibili, dei materiali utilizzati e dei benefici che offrono. Puoi anche realizzare dei tutorial, dei consigli per l’uso, ecc.
  2. Ottimizzazione per parole chiave: dovrebbero includere parole chiave pertinenti e ad alto volume di ricerca, che gli utenti potrebbero utilizzare per cercare prodotti simili. È importante effettuare una ricerca delle parole chiave prima di scrivere il testo, per identificare le query più popolari e pertinenti legate alla categoria o sottocategoria. Le parole chiave selezionate dovrebbero essere inserite nel testo in modo naturale e non forzato.
  3. Breve e conciso: non dovrebbero essere eccessivamente lunghi o elaborati. L’obiettivo è fornire informazioni utili e rilevanti in modo conciso, senza annoiare o confondere il lettore. Idealmente, il testo dovrebbe essere lungo tra 200 e 500 parole.
  4. Struttura: Per facilitare la lettura e la comprensione, il testo dovrebbe essere suddiviso in paragrafi brevi, ognuno dei quali tratta un aspetto specifico della categoria o sottocategoria. L’utilizzo di sottotitoli e liste puntate può contribuire a rendere il testo più leggibile e organizzato.

Come scrivere testi descrittivi efficaci:

Ricerca delle parole chiave: Prima di iniziare a scrivere il testo, effettua una ricerca delle parole chiave per identificare le query più rilevanti e popolari legate alla categoria o sottocategoria. Utilizza strumenti come Google Keyword Planner, Ahrefs o SEMrush per trovare parole chiave ad alto volume di ricerca e bassa concorrenza.

Identifica il tuo pubblico: Cerca di capire chi sono i tuoi clienti ideali e quali informazioni potrebbero essere utili per loro. Questo ti aiuterà a scrivere un testo che risponde alle loro domande e soddisfa le loro esigenze.

Scrivi in modo naturale: Non forzare l’inclusione delle parole chiave nel testo; invece, scrivi in modo naturale e coerente, incorporando le parole chiave in modo organico. Ricorda che il tuo obiettivo principale è fornire valore ai tuoi visitatori, quindi evita di sovraottimizzare il testo con troppe ripetizioni di parole chiave. Linka ad altre categorie e/o prodotti correlati con anchor text se possibile.

Aggiungi valore: Cerca di fornire informazioni utili e interessanti che vadano oltre la semplice descrizione dei prodotti. Ad esempio, potresti includere consigli su come scegliere il prodotto giusto, informazioni sui materiali utilizzati o suggerimenti su come utilizzare al meglio gli articoli nella categoria.

Mantieni un tono coerente: Assicurati che il tono e lo stile del testo siano coerenti con il tuo brand e il resto del tuo sito web. Se il tuo brand ha un tono amichevole e informale, assicurati che anche i testi descrittivi delle pagine di categoria e sottocategoria riflettano questo stile.

Revisiona e aggiorna regolarmente: Le esigenze dei tuoi clienti e le tendenze del mercato possono cambiare nel tempo, quindi è importante rivedere e aggiornare regolarmente i testi descrittivi per mantenerli rilevanti e aggiornati. Presta particolare attenzione ai cambiamenti nelle parole chiave popolari o alle nuove tendenze che potrebbero influenzare la tua categoria o sottocategoria. Uno strumento come Google Trends potrà tornarti spesso utile.

esempio testo descrittivo pagina categoria

il testo descrittivo utilizzato da Zalando nelle pagine di categoria dei prodotti

3. Mancanza di rel canonical nelle pagine con URL parametriche generate da filtri applicati dall’utente

Le pagine con URL parametriche generate dai filtri applicati dagli utenti possono causare problemi di contenuto duplicato, poiché creano versioni multiple della stessa pagina con URL diversi. Per evitare questo problema, è importante utilizzare il tag “rel=canonical” nelle pagine con URL parametriche che non cambiano l’ordinamento dei prodotti.

Il tag “rel=canonical” indica ai motori di ricerca quale versione della pagina considerare come quella “principale” e da indicizzare, aiutando a evitare problemi di contenuto duplicato e a consolidare la “link equity” nelle pagine rilevanti.

Altre strategie utili a gestire correttamente le pagine parametriche ed evitare la duplicazione interna sono:

  1. Meta tag “noindex, follow”: Aggiungere il meta tag “noindex, follow” alle pagine parametriche per indicare ai motori di ricerca di non indicizzare queste pagine, ma di seguire comunque i link presenti su di esse. In questo modo, impedirai che le pagine duplicate vengano indicizzate, pur consentendo ai motori di ricerca di scoprire e indicizzare le pagine di prodotto collegate.

         <meta name=”robots” content=”noindex, follow”>

  1. Utilizzo di AJAX: Un’altra soluzione è utilizzare AJAX per applicare i filtri senza generare nuove URL. In questo modo, i motori di ricerca vedranno solo la pagina originale senza parametri, mentre gli utenti potranno applicare i filtri e vedere i risultati aggiornati senza modificare l’URL.
  2. Gestione dei parametri tramite Google Search Console: Google Search Console offre la possibilità di gestire i parametri delle URL direttamente dal suo pannello. Puoi indicare a Google quali parametri modificano o non modificano il contenuto delle pagine, e come desideri che Google gestisca tali parametri. Questo aiuta i motori di ricerca a capire meglio come interagire con le pagine parametriche del tuo sito.
  3. Blocco tramite Robots.txt: Se vuoi impedire completamente ai motori di ricerca di accedere alle pagine parametriche, puoi utilizzare il file robots.txt per bloccarli. Tuttavia, questa soluzione è drastica e potrebbe non essere ideale in molti casi, poiché impedisce ai motori di ricerca di seguire i link presenti su queste pagine e di indicizzare eventuali pagine di prodotto collegate.

          Disallow: /*?filtro=

esempio di pagine parametriche generate da faceted navigation non correttamente gestita

4. Testi duplicati nelle pagine prodotto a causa delle descrizioni dei prodotti

Un problema comune negli e-commerce è la presenza di testi duplicati nelle pagine prodotto, spesso a causa dell’utilizzo di descrizioni standardizzate fornite dai produttori o dai distributori. Questo può portare a filtri da parte di Google nella Serp in quanto, il più delle volte, a primeggiare nelle Serp per la keyword di prodotto sarà lo shop che per primo si sarà indicizzato per via di altri fattori quali link equity ed autorevolezza di dominio.

Per risolvere questo problema, è fondamentale differenziare il testo e il contenuto delle pagine prodotto. Ciò può essere ottenuto riscrivendo le descrizioni dei prodotti in modo da renderle uniche, aggiungendo informazioni aggiuntive pertinenti e utili per i clienti, come recensioni, consigli per l’utilizzo o suggerimenti di abbinamento con altri prodotti correlati.

Inoltre, è importante includere parole chiave rilevanti nel testo e nei tag delle pagine prodotto, come il titolo, la meta description e i tag H1 e H2, per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca per termini specifici.

5. Assenza di un blog e di un piano editoriale di Content Marketing

L’assenza di un blog e di un piano editoriale può limitare la scalabilità del traffico organico e influire negativamente sul posizionamento delle parole chiave di un sito e-commerce. Un blog ben curato e aggiornato regolarmente con contenuti di qualità può aiutare a migliorare la visibilità del sito nei motori di ricerca e a generare traffico organico verso le pagine prodotto e le categorie.

Il blog è lo strumento che nel tempo è in grado di aumentare il traffico organico e di contribuire al posizionamento generale delle keyword primarie e transazionali.

Per sfruttare al meglio il potenziale di un blog, è importante sviluppare un piano editoriale che includa la pubblicazione regolare di articoli e contenuti pertinenti e utili per il target di riferimento. Questi contenuti possono riguardare argomenti come guide all’acquisto, consigli per l’utilizzo dei prodotti, tendenze del settore e approfondimenti su temi specifici legati al settore del sito e-commerce.

Un blog ben gestito e con contenuti di qualità può anche favorire la creazione di backlink da parte di altri siti web e la condivisione sui social media, migliorando ulteriormente la visibilità e il posizionamento delle parole chiave del sito e-commerce. Di seguito alcune tipologie di strategie di Content Marketing realizzabili mediante il blog di un eCommerce, utili, tra le altre cose, ad acquisire link.

  1. Contenuti di valore: Creando contenuti di alta qualità, utili e informativi sul tuo blog, aumenti le possibilità che altre persone, siti web o blog linkino ai tuoi articoli come risorsa per i propri lettori. I contenuti evergreen, ovvero quelli che mantengono il loro valore nel tempo, sono particolarmente efficaci per attirare link.
  2. Collaborazioni e interviste: Puoi lavorare con esperti del settore, influencer o altri professionisti per creare contenuti congiunti, interviste o post di ospiti sul tuo blog. Questo tipo di contenuti può attirare link dai siti web e dai social media dei collaboratori, nonché dai loro follower e lettori.
  3. Risorse e guide: Creare risorse complete e guide approfondite sulle tematiche legate al tuo e-commerce può portare altri siti web a linkare alle tue risorse come riferimento per i propri contenuti. Ad esempio, potresti creare guide all’acquisto, tutorial, consigli di stile o informazioni sui materiali e le tecniche di produzione.
  4. Contenuti originali e ricerche: Sviluppando contenuti originali, come ricerche, studi di settore o analisi basate sui dati, puoi attirare link dai siti web e dai blog che desiderano citare o linkare le tue scoperte o utilizzare i tuoi dati come fonte per i propri contenuti.
  5. Infografiche e contenuti visivi: Creare infografiche e contenuti visivi accattivanti può aumentare le possibilità di ottenere link. Le infografiche sono spesso condivise e collegate dai siti web che desiderano illustrare un punto o fornire informazioni in modo visivamente interessante. Dai un’occhiata ai nostri casi di successo realizzati negli anni nell’utilizzo di campagne di Content Marketing in ottica di Link Building.
  6. Promozione attiva: Promuovere attivamente i tuoi contenuti attraverso i social media, le newsletter e il networking con altri siti web e blog nel tuo settore può portare a opportunità di acquisizione di link. Se le persone non sono a conoscenza dei tuoi contenuti, non potranno linkarli.
  7. Partecipazione a eventi del settore: Partecipare a eventi del settore, come conferenze, fiere o webinar, e creare contenuti sul tuo blog in relazione a questi eventi, può portare a opportunità di acquisizione di link da parte di altri partecipanti, organizzatori o siti web del settore.

In conclusione, affrontare queste cinque problematiche comuni nei siti e-commerce può avere un impatto significativo sulla visibilità del sito nei motori di ricerca, sulla qualità del traffico organico e, in definitiva, sulle conversioni e le vendite. Prestare attenzione a questi aspetti e lavorare costantemente per ottimizzare e migliorare l’esperienza utente e il posizionamento nei risultati di ricerca può fare la differenza tra un e-commerce di successo e uno che fatica a ottenere risultati.

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Dario Ciracì

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Professionista SEO e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Da quindici anni, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri. Segue costantemente tutti gli aggiornamenti algoritmici di Google, di cui scrive poi regolarmente le sue analisi su questo blog e si occupa di seguire siti web che perdono traffico organico individuando problematiche e fornendo strategie risolutive. E' speaker alle più importanti conferenze nazionali sulla SEO e web marketing (Convegno GT, Search Marketing Connect, SMXL, BeWizard, ecc.) oltre ad aver formato numerosi SEO di aziende ed agenzie in corsi di formazione super avanzati. Scrive di SEO anche sul blog ufficiale di SEMrush.

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Professionista SEO e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Da quindici anni, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri. Segue costantemente tutti gli aggiornamenti algoritmici di Google, di cui scrive poi regolarmente le sue analisi su questo blog e si occupa di seguire siti web che perdono traffico organico individuando problematiche e fornendo strategie risolutive. E' speaker alle più importanti conferenze nazionali sulla SEO e web marketing (Convegno GT, Search Marketing Connect, SMXL, BeWizard, ecc.) oltre ad aver formato numerosi SEO di aziende ed agenzie in corsi di formazione super avanzati. Scrive di SEO anche sul blog ufficiale di SEMrush.

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