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Come creare un Piano Editoriale per il Blog

Quando si gestisce un blog aziendale o professionale, non si può improvvisare. Ciascun articolo deve avere uno scopo ben preciso, che vada oltre il semplice “devo pubblicare qualcosa”. Il calendario editoriale di un blog serve proprio a questo: a non improvvisare.

Il nome è esplicativo: il calendario editoriale è un calendario degli articoli pubblicati e da pubblicare. In questo articolo ci concentreremo su quello dei blog, ma lo si usa anche in ambito social e nel mondo dell’email-marketing. Ovunque serve pubblicare contenuti, serve anche un calendario editoriale.

Come lo si crea?

Piano editoriale e calendario editoriale: qual è la differenza?

Prima di parlare della creazione del calendario editoriale, è importante chiarire qual è la differenza con il piano editoriale. Molti usano le due espressioni in modo intercambiabile, come se fossero la stessa cosa. In realtà, si riferiscono a due cose correlate ma diverse.

Il piano editoriale è un documento nel quale si determinano l’obiettivo del blog, la strategia mediante cui ottenerlo e come si inserisce nella strategia di comunicazione complessiva.

Il calendario editoriale, invece, riporta quali contenuti creare e quando pubblicarli. Il calendario viene quindi creato in funzione del piano editoriale, come strumento per ottenere gli obiettivi riportati in esso.

Nelle realtà piccole, spesso non esiste un piano editoriale inteso come documento fisico, da condividere con i collaboratori: la strategia prevede pochi contenuti e poche figure professionali, quindi è facile tenere il tutto monitorato. Questo non vale per il calendario editoriale.

Qualunque blog professionale ha almeno un abbozzo di calendario editoriale, che sia su un semplice foglio excel o un tool ad hoc.

A cosa serve un calendario editoriale?

Il calendario editoriale ha più funzioni.

  1. Tenere traccia dei contenuti pubblicati e da pubblicare. Quando si gestiscono blog longevi o siti con centinaia di contenuti, è utile avere una lista almeno parziale degli articoli. In questo modo è più facile verificare quali argomenti sono stati trattati e quali non sono stati ancora affrontati.
  2. Assegnare la scrittura degli articoli a diversi autori. Se ci sono diverse penne che contribuiscono al blog, un calendario editoriale condiviso aiuta ad organizzare il lavoro.
  3. Programmare la pubblicazione degli articoli, per organizzarsi in anticipo e assicurarsi che la frequenza di pubblicazione sia rispettata.
  4. Prepararsi in anticipo ad eventi interessanti per il brand, che siano i saldi o la settimana della moda.
  5. Organizzare la struttura interna del blog. I calendari editoriali più complessi riportano anche i link interni ed esterni al sito, necessari per distribuire pagerank tra risorse correlate e per conferire autorevolezza al contenuto.
  6. Monitorare anche i contenuti più datati, così da poterli rinnovare periodicamente.

Non è detto che tutte le realtà sfruttino tutte queste funzioni: dipende dalle dimensioni del blog e dall’obiettivo di chi lo gestisce. In linea generale, però, posso dire che più la comunicazione aziendale è complessa, più è il calendario editoriale del blog (e non solo) si complica.

Un conto è gestire una pubblicazione a settimana. Un altro è orientarsi tra decine di articoli a settimana, come succede sul blog di Clio Make Up o su quello di Salvatore Aranzulla.

La base per un buon calendario editoriale: creare un piano editoriale

Un blog aziendale di piccole dimensioni può permettersi di non avere un piano editoriale, se ci riferiamo al documento condivisibile per email o stampabile. Ciò non significa che non debba avere un piano editoriale nel senso più lato del termine, inteso come strategia da portare avanti sul blog. Quello è fondamentale.

Se si vuole trarre profitto da un blog, è importante avere una strategia in mente e sapere come inserirlo all’interno della propria comunicazione. Altrimenti, si rischia di ottenere solo “vanity metric”, ovvero visite e interazioni che non portano alcuna conversione.

Determina gli obiettivi

Il primo passo è decidere cosa si vuole ottenere dal blog. Visite per guadagnare dalle pubblicità? Iscrizioni alla newsletter? Vendite per realtà affiliate? Brand awareness? Non esiste una risposta sbagliata: l’importante è averne almeno una.

Gestire un blog aziendale richiede tempo e soldi, specie se ci si rivolge a un professionista. Farlo senza un obiettivo preciso significa perdere entrambi. Ecco perché è importante inserire il piano editoriale all’interno di una più ampia strategia di comunicazione, che comprenda anche i social e le newsletter.

A seconda della realtà aziendale, il piano editoriale può essere destinato alla vendita di prodotti e servizi o all’acquisizione di nuovi lead (da usare per la vendita di prodotti e servizi). Due scelte diverse che prevedono due impostazioni diverse nella creazione dei contenuti.

Determina il target

In base all’obiettivo del blog, si determina anche il target di riferimento, ovvero quali saranno i destinatari dei contenuti pubblicati.

Come già scritto in altri articoli, la cosa importante è costruire un’immagine del destinatario ideale dei propri contenuti. Affinché il piano editoriale funzioni, il destinatario dev’essere coerente con l’obiettivo del blog e con i valori del brand.

Se l’obiettivo è vendere abbigliamento sostenibile di fascia alta, ad esempio, il target sarà costituito da persone che cercano capi durevoli e senza tempo. Cercare di attrarre persone che vogliono cambiare vestito ad ogni stagione, seguaci della cosiddetta “fast fashion”, è controproducente.

Parlare a tutti è impossibile: bisogna fare una scelta basata sullo studio dei competitor, di eventuali clienti preesistenti, degli studi di settore disponibile. Soprattutto, bisogna essere pronti ad ascoltare i possibili clienti su forum e social, per adattare la strategia in caso di cambiamenti o di errori.

Definisci i temi di riferimento

Prima di cominciare a scrivere, è importante determinare dei temi di riferimento. Questi temi devono rispecchiare i valori del brand, avere un collegamento con i prodotti/servizi proposti e accomunare tutti i contenuti del calendario editoriale.

Mettiamo che il blog sia collegato a un brand specializzato in abbigliamento sostenibile. Considerando i valori del brand, i temi di riferimento saranno il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità, ovviamente applicati al mondo della moda.

Mettiamo invece che il brand sia specializzato in abiti esclusivi e fatti su misura. In questo caso, il blog si concentrerà su temi come il lusso e il custom-made.

Identifica il tono di voce

In base alla personalità del brand, al target, ai temi trattati, bisogna decidere quale tono usare con i propri interlocutori. Può essere giocoso e informale, canzonato, serio e riflessivo, ecc. Di nuovo: non esiste una riposta giusta o sbagliata, a patto di rimanere coerenti con i valori del proprio brand e gli obiettivi del blog.

Determina la frequenza di pubblicazione

Un blog aziendale dovrebbe pubblicare almeno 2-4 articoli al mese. Se possibile, si consiglia di arrivare anche a 6-8 articoli al mese.

Per determinare il numero corretto di contenuti, bisogna considerare:

  1. attuabilità del piano editoriale sul lungo periodo: è poco utile pubblicare tutti i giorni per un mese, se poi ci si deve fermare per due o tre mesi;
  2. budget, se ci si appoggia a risorse esterne per il calendario editoriale del blog;
  3. frequenza di pubblicazione dei competitor;
  4. rapporto costi/benefici: serve davvero pubblicare più volte a settimana?

Qualora non si avessero tempo o budget per pubblicare tanti articoli, la cosa migliore è iniziare dal basso e aumentare la frequenza non appena possibile. L’importante è che la presenza online sia costante nel tempo.

Come creare un calendario editoriale per il tuo blog

Una volta poste le basi con il piano editoriale, è il momento di creare il calendario editoriale vero e proprio.

Rispetto al piano editoriale, il calendario è molto più fluido e soggetto a cambiamenti anche dell’ultimo momento. L’ideale è avere una base di articoli programmati per le settimane successive, ma essere pronto a intervenire con contenuti nuovi in caso di imprevisto.

I cambiamenti improvvisi sono comuni nei social, che devono stare al passo con le ultime tendenze e con le news dell’ultimo minuto. Può capitare anche a chi gestisce blog d’attualità, però, o che trattano argomenti di tendenza.

Fatta questa premessa, ecco come preparare una base solida per il calendario editoriale.

Cercare gli argomenti da trattare

I temi definiti dal piano editoriale sono generici e quasi immutabili, in quanto legati ai valori del brand e del blog. All’interno di questi temi puoi individuare argomenti anche molto diversi tra loro, alcuni dei quali possono essere rilevanti per il brand. Per preparare il calendario editoriale, specie la prima volta, è fondamentale individuarne almeno due o tre.

Torniamo all’esempio del brand di abbigliamento sostenibile. Il tema del blog è la sostenibilità nel mondo della moda, in linea con i valori del brand. Sulla scia di questo tema, il blog può trattare argomenti come la scelta di accessori sostenibili, quali sono i tessuti più sostenibili e quali meno, come dare nuova vita agli abiti usati.

Ciascun argomento dev’essere sufficientemente generico da consentire di creare un pacchetto di articoli correlati, quello che si definisce un “topic cluster”.

I topic cluster sono molto importanti al momento, sia in termini di SEO sia in termini di usabilità. Avere pacchetti tematici di articoli collegati tra loro, infatti, facilita il lavoro dei bot dei motori di ricerca: i cluster rendono più facile identificare gli argomenti trattati sul blog, riconoscere gli articoli potenzialmente più interessanti, ecc. Quanto agli utenti, fornisce loro abbondanza di approfondimenti su argomenti per loro rilevanti.

Idealmente, tutti gli articoli del calendario editoriale dovrebbero rientrare in uno di questi pacchetti, piccolo o grande che sia.

Cercare le parole chiave più rilevanti

L’effettivo ordine tra questo punto e quello precedente varia a seconda della situazione: a volte si parte dall’argomento e si cercano le parole chiave correlate, a volte si parte dalla ricerca delle parole chiave e si trovano spunti per gli argomenti da trattare.

Avere una conoscenza pregressa dei temi affrontati sul blog è sicuramente utile, dato che consente di ampliare la ricerca ben oltre i suggerimenti dei tool SEO. D’altra parte, non si può prescindere dalla ricerca delle keyword, se si vuole ottenere un calendario editoriale SEO-oriented, oltre che interessante e a tema.

Gli strumenti SEO per la ricerca di keyword sono in continua evoluzione; dai un’occhiata all’articolo dedicato al Keyword Manager di SemRush, strumento estremamente utile per ottenere liste di keyword suddivise per cluster a partire da una singola parola chiave.

Interessante anche AlsoAsked, meno versatile ma decisamente più economico di SemRush. Il tool si concentra sulle domande mostrate nella sezione “Le persone hanno chiesto anche”, fornendo una serie di suggerimenti a partire dalla parola chiave generica. Non ci sono volumi di ricerca né altri dati, ma sono comunque ottimi punti di partenza per ricerche più approfondite.

alsoasked

Se invece ci spostiamo sulla ricerca delle parole chiave correlate, ottimo lo strumento “Visualizzazione keyword” di Ubersuggest. Di nuovo, lo schema si limita a una carrellata delle parole chiave correlate, senza volumi né intenti di ricerca. Rimane un modo rapido per farsi un’idea delle keyword più interessanti che, dopo una ricerca più approfondita, si potrebbero inserire nel calendario editoriale.

ubersuggest

Infine, non si può non citare l’immancabile AnswerThePublic, strumento nato per individuare le domande correlate a una certa keyword.

answerthepublic

Oggi il tool offre diverse funzioni in più, come tabelle di keyword correlate suddivise per preposizioni, accompagnate da volumi di ricerca e CPC.

caratteristiche answer the public

Assegna una tipologia di articolo a ciascuna keyword

Adesso che hai una lista di keyword papabili per il calendario editoriale del blog, non ti resta che decidere cosa farci. Gli articoli non sono tutti uguali, infatti: come visto nell’articolo dedicato alla scrittura SEO, è fondamentale ottimizzare in base all’intento di ricerca, ovvero in base al perché le persone fanno una certa ricerca.

In base all’intento di ricerca cambia anche il tipo di articolo da sviluppare.

  • Pillar. Articoli estremamente lunghi, detti anche “long form” che trattano un argomento nei minimi dettagli e che spesso diventano vere e proprie guide. Di solito, sono articoli correlati a parole chiave piuttosto generiche, che fungono da base per i succitati topic cluster. Per tornare al brand di moda dell’esempio, potresti creare una guida su come scegliere tessuti ecosostenibili.
  • Approfondimenti. Sono articoli che approfondiscono alcuni aspetti dell’articolo pillar e che linkano ad esso. La lunghezza cambia in base alle esigenze: non bisogna mai cadere nella trappola di “allungare il brodo” solo per raggiungere un tot di parole. La cosa più importante è inserire tutte le informazioni considerate importanti da utenti e motori di ricerca.
  • Tutorial. Rispondono a domande su come fare qualcosa di pratico (ad esempio, “come lavare i tessuti di bambù”). In articoli del genere, è proprio il caso di dire che un’immagine vale più di mille parole: per posizionarsi bene, un tutorial dev’essere ricco di immagini esplicative e anche di video, se possibile. Basta analizzare le SERP per rendersene conto.
  • News. Notizie su fatti di attualità, il cui valore dipende molto dalla data di pubblicazione e dalla “freschezza” dell’articolo. In caso di notizie ricorrenti – saldi, colori moda, ecc. – ti consiglio di trarre ispirazione dall’articolo dedicato a ecommerce e festività.
  • Liste. Articoli costituiti da un lungo elenco di prodotti o servizi. Ad esempio, il nostro brand di moda sostenibile potrebbe proporre una lista di aziende che vendono tessuti ecosostenibili. Volendo, queste liste possono assumere il tono di una classifica.

Tieni a mente che esistono molte più tipologie di testi nell’ambito della creazione di contenuti. Queste sono quelle più rilevanti per un blog.

Identificare le date più importanti

Se il calendario editoriale del blog comprende delle news, è importante conoscere le date degli eventi più rilevanti: premiazioni, giornate mondiali, settimane dedicate a un certo settore, anniversari…

L’obiettivo è prepararsi con un buon anticipo all’evento, così da poter pubblicare le news il prima possibile.

Elaborare le fasi del funnel

Tutti gli articoli devono essere inseriti in una strategia più ampia, volta a trasformare il semplice lettore in cliente. Per ottenere questo obiettivo, è importante tenere a mente il customer journey che si vuol far fare all’utente.

Il tuo obiettivo è attirare l’attenzione con articoli introduttivi, conquistare la fiducia con approfondimenti e tutorial, spingere all’acquisto con pagine ad hoc. Il processo non è quasi mai così lineare, ma serve a dare un’idea.

Fissare date di consegna e di pubblicazione

Non resta che fissare le date di consegna degli articoli e della loro pubblicazione. Per quanto il web sia rapido, è meglio muoversi con un minimo di anticipo e avere articoli programmati per minimo le due settimane successive.

In caso di eventi importanti e lanci di prodotti, il calendario editoriale deve avere almeno due settimane di contenuti a tema, tutti incentrati su argomenti correlati al prodotto e pensati nell’ottica di creare un funnel. Più l’evento è grosso, più lungo e complesso dev’essere il pezzo di calendario editoriale ad esso dedicato.

Quali tool usare per il calendario editoriale del blog

La creazione di un calendario editoriale può diventare un affare complesso, specie se il blog è grande e coinvolge più collaboratori. In certi casi si decide quindi di usare dei tool più o meno ad hoc.

Google Docs

google docs

La soluzione più economica e semplice è usare Google Docs per creare un foglio Excel condiviso che riporti: titoli, data di consegna, stato dell’articolo. Non basta per strategie più complesse, che coinvolgano anche i social, ma è più che sufficiente per il calendario di un blog di piccole dimensioni.

Essendo un documento online, puoi condividere questo foglio con altri collaboratori, consentendo loro di modificarlo o di visionarlo e basta. Inoltre, online sono disponibili diversi modelli gratuiti e pronti da usare.

Alcune persone usano anche Google Calendar allo stesso scopo. Personalmente, credo che Google Docs sia più versatile e comodo, se ci teniamo nell’abito degli strumenti gratuiti.

Asana

asana schermata

Asana è un tool pensato per l’organizzazione del lavoro a tutto tondo, non solo per la creazione di contenuti. Diciamo che la cosa non è un problema, se i contenuti da gestire non sono troppi e non è necessario un processo di automazione.

Con Asana si possono creare progetti, ciascuno con il proprio elenco di attività visualizzabili singolarmente o tutte insieme. Ciascuna di queste attività può essere etichettata, assegnata a uno a più utenti, modificata.

CoSchedule

coschedule

CoSchedule è invece uno strumento concepito appositamente per la gestione del calendario editoriale, che sia su un blog, sui social o nel contesto di una newsletter. Oltre che poter programmare gli articoli da scrivere, infatti, puoi anche automatizzare il processo di pubblicazione.

Questo strumento è di gran lunga più adatto alla gestione di calendari editoriali, rispetto ad altri visti nella lista. In particolare, torna utile per gestire tutti gli aspetti di una strategia di comunicazione, anche quelli che esulano dalla creazione di articoli per il blog.

Plugin di WordPress

WordPress propone una ricca scelta di plugin pensati per gestire il calendario editoriale del blog. Uno di questi è PublishPress Planner, pensato per poter assegnare la scrittura degli articoli a diversi collaboratori, inserire metadati per ciascun articolo, revisionare gli articoli prima della pubblicazione.

publish press planner

Il funzionamento è elementare. Apri il calendario all’interno del sito, clicchi su una data e crei un articolo, assegnandolo a un autore e programmandone la pubblicazione. Il plugin ti consente di scegliere categoria e tag, oltre che di lasciare indicazioni riguardanti il contenuto dell’articolo. Questi metadati saranno visualizzabili nella bozza dell’articolo.

schermata publish press

Questo è solo uno dei tanti plugin disponibili e il funzionamento è sempre pressapoco lo stesso.

Trello

Proprio come Asana, anche Trello nasce per l’organizzazione del lavoro a 360°, ma si presta bene alla gestione del calendario editoriale. Il sito comprende infatti una pagina dedicata ai modelli di Trello, per organizzare le bacheche in base a qualsiasi esigenza. Accanto a modelli per la produttività, quindi, troviamo anche modelli per la creazione di contenuti e per la scrittura di articoli.

Trello

Oltre che la classica visualizzazione per bacheche, sono disponibili anche l’elenco dei task e il calendario. Queste viste possono comprendere una o più bacheche, a seconda delle esigenze, e sono condivisibili con i collaboratori o possono rimanere private.

Con quanto anticipo vanno creati i contenuti?

Muoversi con almeno 2 settimane di anticipo è quasi sempre la cosa migliore, onde evitare che il blog rimanga non aggiornato per cause di forza maggiore. Va però detto che molto dipende dal progetto che si sta seguendo e dal tipo di blog.

Nel caso di un blog incentrato su news e tendenze, l’anticipo è per forza di cose minimo (se non nullo). Diverso se si affrontano argomenti sempreverdi o ricorsivi (come riciclare i vestiti, i tessuti sostenibili migliori per l’estate, ecc.): articoli del genere si possono preparare con mesi di anticipo e farli uscire al momento più opportuno.

Per avere un calendario editoriale solido ma anche flessibile, è consigliabile alternare questi due approcci. L’obiettivo è mantenere una certa costanza nella pubblicazione dei contenuti, lasciando però spazio ai contenuti di attualità.

Come trovare nuove idee per il blog

Più un blog è vecchio, più diventa complicato stilare un calendario editoriale. Man mano che il tempo passa, infatti, si esauriscono tutti gli argomenti più comuni e non è detto che ne compaiano altrettanti. Come trovare nuove idee?

Aggiorna i contenuti vecchi

La prima risposta è: non farlo e usa i contenuti vecchi.

Se il blog esiste da molti anni, avrà un gran numero di articoli diventati obsoleti e/o caduti nel dimenticatoio. La prima cosa da fare, quindi, è verificare come sono posizionati e se vale la pena revisionarli e allungarli.

Questo piccola accortezza ha più di un beneficio:

  • facilita la redazione del calendario editoriale;
  • fornisce contenuti aggiornati agli utenti;
  • salva dall’oblio contenuti di buona qualità, ma che hanno perso visibilità nel tempo;
  • ti consente di eliminare o riscrivere da capo articoli di scarsa qualità, incentrati su temi che avrebbero meritato di più;
  • migliora il posizionamento SEO degli articoli aggiornati e del sito in generale.

In alcuni casi, potrebbe essere necessario fondere due o più articoli vecchi che si fanno concorrenza, creano un articolo nuovo più completo.

Spia i competitor

In caso di dubbi, la cosa migliore resta spiare i siti dei competitor diretti e indiretti, per verificare come si stanno muovendo. Ciò significa sia leggerne gli articoli sia usare i tool SEO per analizzarne il posizionamento.

Piuttosto che copiare ciò che stanno facendo i competitor, però, ti consiglio di cercare spunti che hanno approfondito poco e che vale la pena di riprendere. In questo modo eviti di creare contenuti “copia e incolla” dallo scarsissimo valore.

Usa ChatGPT

Uno dei possibili usi di ChatGPT è la ricerca di idee per il blog. Esistono infatti molti prompt destinati proprio alla creazione di interi topic cluster pronti da usare, almeno in teoria. In realtà, questi fungono più che altro da punto di partenza.

Le proposte di ChatGPT sono quasi sempre molto banali e sanno di già visto. In compenso, possono fornire spunti da approfondire e punti di vista alternativi.

Usa i tool SEO

Nella sezione dedicata alla ricerca di parole chiave, abbiamo visto diversi strumenti utili anche per trovare nuovi spunti. I suggerimenti di AlsoAsked e di AnswerThePublic si basano pur sempre su domande reali, alcune delle quali non hanno ancora trovato una risposta soddisfacente.

Molto utile anche Google Trends, specie se il blog si concentra su news e argomenti stagionali.

Naviga sui social

Come visto nell’articolo dedicato alla SEO su TikTok, la piattaforma si sta trasformando sempre di più in un motore di ricerca. Basandosi su ricerche ed esigenze reali, le query suggerite e i “per te” possono offrire spunti per articoli da pubblicare sul blog.

Oltre che TikTok, torna utile frequentare tutte le piattaforme che riuniscono persone a target, come Quora e Reddit. Anche quando non offrono direttamente idee per il blog, offrono spunti da approfondire.

Potatura del blog: quando e come effettuarla?

La potatura degli articoli, o content pruning, è il processo di revisione e rimozione di contenuti non più rilevanti, obsoleti o dannosi dal tuo blog. Questa pratica è essenziale per diversi motivi:

  • Migliorare la qualità complessiva del sito: Rimuovendo contenuti di bassa qualità o obsoleti, migliorerai l’esperienza complessiva degli utenti sul tuo blog.
  • Incrementare la visibilità e la rilevanza: Concentrandoti su contenuti di alta qualità e rilevanza, potrai migliorare la tua posizione nei motori di ricerca e attirare un pubblico più mirato.
  • Ridurre il carico di lavoro: Gestire un blog con migliaia di articoli può essere impegnativo. Potando il tuo contenuto, potrai concentrare le tue risorse su materiali più importanti e attuali.

Come Effettuare la Potatura degli Articoli

Effettuare la potatura degli articoli può sembrare un compito imponente, specialmente se hai un blog con oltre 1000 articoli e una lunga storia. Ecco alcuni passaggi pratici da seguire:

  1. Analizza le Performance: Utilizza strumenti analitici come Google Analytics e Google Search Console per identificare gli articoli meno performanti in termini di traffico, engagement e conversioni, ma anche link interni ed esterni e link juice della pagina.
  2. Valuta la Rilevanza: Verifica la rilevanza attuale degli articoli rispetto al tuo pubblico di riferimento e agli obiettivi del tuo blog. Gli argomenti trattati sono ancora attuali e interessanti?
  3. Identifica i Contenuti Obsoleti: Cerca contenuti datati o informazioni non più accurate che potrebbero danneggiare la reputazione del tuo blog.
  4. Decidi Cosa Mantenere, Cosa Aggiornare e Cosa Rimuovere: Classifica gli articoli in base alla loro importanza e rilevanza. Mantieni quelli di alta qualità e aggiorna quelli leggermente datati. Rimuovi o riduci la visibilità degli articoli non più pertinenti.
  5. Agisci con Cautela: La potatura degli articoli potrebbe influenzare il traffico organico e le performance complessive del tuo sito. Procedi con cautela e monitora attentamente l’impatto delle tue azioni.

Conclusione

Creare un calendario editoriale coerente con i valori del brand, in linea con la comunicazione che avviene sui social, che converta, è più complesso di quanto si possa pensare in un primo momento.

Quando il progetto è agli inizi o è molto piccolo, è possibile cavarsela senza grossi aiuti esterni; tieni però a mente che richiede un grosso sforzo in termini di tempo.

La cosa migliore rimane rivolgersi a dei professionisti della comunicazione, che lavorino in team per gestire i tanti aspetti analizzati in questo articolo. Oltre che far risparmiare tempo, garantisce risultati più professionali e dà qualche garanzia in più di convertire le visite in vendite.

 

Professionista SEO, da sedici anni, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri.

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