SEO

Il miglior tool SEO? Il comando “site:”

“Qual è il miglior strumento SEO gratuito?” Questa è di solito una delle domande più frequenti che è possibile trovare nei gruppi Facebook e forum dedicati alla SEO. Chi si approccia da poco alla SEO, vuole infatti avere accesso a strumenti gratuiti o poco onerosi, utili per poter effettuare analisi parziali dei propri siti o di quelli dei propri clienti.

Tendenzialmente, di strumentazioni gratuite che permettano di effettuare analisi complete dello stato di visibilità organica di un sito, non ce ne sono; al limite si possono utilizzare i cosiddetti “periodi prova” delle suite, con tutti i limiti collegati.

Spesso però si ignora o trascura uno strumento che lo stesso Google mette a disposizione e che dovrebbe rappresentare la “base” di partenza per ogni tipo di analisi SEO: il comando “site:” da utilizzare su Google search.

Il comando, ha l’obiettivo di mostrare in serp le risorse indicizzate del proprio sito. Può essere utilizzato per conoscere lo stato di indicizzazione di una singola risorsa o di un intero dominio. Da prestare attenzione al fatto che il comando non mostra però tutte le risorse realmente indicizzate da Google.

In realtà però, è un valido strumento (per lo più gratuito) per effettuare un’indagine d’insieme dello stato di visibilità del sito.

Vediamo cosa è possibile scoprire analizzando un sito usando il comando “site:” e perché lo ritengo il migliore tra gli strumenti di analisi SEO gratuiti.

1. Analizzare i meta dati

Possiamo sapere al volo se i meta dati (title tag e meta description) sono valorizzati; se Google sta mostrando in serp la description da noi desiderata o se mostra un testo differente.

Al tempo stesso possiamo analizzare l’univocità (o meno) di title tag e meta description.

2. Scoprire eventuali pagine duplicate

Ogni sito ha un suo crawl budget assegnato dal motore di ricerca. Il Crawl Budget (potenziale di scansione) è influenzato da fattori quali PageRank (qualità dei link esterni) e numero di pagine del sito. Se generiamo una serie di pagine inutili ai fini SEO (il che vuol dire inutili anche per gli utenti) non faremo che sperperare PageRank e Crawl Budget inutilmente.

Il comando “site:” può farci scoprire la presenza di pagine duplicate e/o potenzialmente inutili, come pagine tag o di archivio non ottimizzabili, nel caso di blog o siti di news, o pagine derivanti da filtri delle navigazioni a faccette (ordinamenti per prezzo, quantità, taglia, colore, ecc.).

3. Trovare indicizzate pagine che non dovrebbero esserlo

Se hai fatto fare il sito al “cugino” e si è dimenticato di eliminare pagine di template, un comando “site:” può fartelo scoprire!

Al tempo stesso, se sappiamo che il nostro piccolo shop ha poche centinaia di prodotti in vendita, ma il comando “site:” ci dice che sono indicizzate oltre sette mila pagine, dovremo sicuramente indagare su quali risorse abbiamo dato in pasto al bot.

4. Comprendere quali sono le pagine più importanti del sito

Sebbene non sempre l’ordinamento delle risorse mostrate in serp a seguito di un comando “site:”, avvenga sulla base dell’importanza o di rank delle stesse, solitamente dovrebbero essere mostrate prima le pagine rilevanti nell’alberatura del sito. L’homepage dovrebbe sempre essere la pagina primaria a comparire; se così non fosse, qualcosa non va.

5. Comprendere se la SEO internazionale è implementata correttamente

Se il sito è multilingua, bisogna adoperarsi affinché le linee guida legate all’internazionalizzazione, come ad esempio la presenza del tag  <link  “hreflang”> nelle intestazioni della pagina o nella sitemap. Altrimenti, si rischia di fornire all’utente una esperienza di navigazione non ottimale.

Tu utilizzi il comando “site:” per altri scopi? Se si, fammelo sapere nei commenti!

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Esperto di SEO e Content Marketing e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Con esperienza quasi decennale, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri. Segue costantemente tutti gli aggiornamenti algoritmici di Google, di cui scrive poi regolarmente le sue analisi su questo blog e si occupa di seguire siti web che perdono traffico organico individuando problematiche e fornendo strategie risolutive. E' speaker alle più importanti conferenze nazionali sulla SEO e web marketing (Convegno GT, Search Marketing Connect, SMXL, BeWizard, ecc.) oltre ad aver formato numerosi SEO di aziende ed agenzie in corsi di formazione super avanzati. Scrive di SEO anche sul blog ufficiale di SEMrush.

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2 risposte a “Il miglior tool SEO? Il comando “site:””

  1. Simone Longato ha detto:

    Effettivamente il comando “site” è veramente molto utile e lo applico quasi subito nei progetti che seguo, in combo ad una scansione con screaming frog.

  2. Grande articolo. Nella sua semplicità, hai fornito indicazioni molto utili per lavorare con questo ‘comando’. Grazie

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