SEO

Google finalmente spiega i suoi “Core Update”

Si parla di Core Update (o Quality Update) ormai dal 2017 almeno, anche se le fluttuazioni iniziarono qualche mese prima, quando un duro colpo alle SERP fu assestato dal Fred Update, nome affibbiato dalla comunità SEO ma mai confermato da Google. Tuttavia, almeno fino ad ora, Google non si era mai pronunciato in merito, né confermando gli update (se non per quelli più recenti, usando l’account Twitter Google SearchLiaison, gestito da Danny Sullivan e dedicato alle comunicazioni con i webmaster), né fornendo consigli su come fare per evitare di vedere i grafici di Analyitics segnalare dei crolli di traffico da un giorno all’altro.

Dei Core Update Google ha sempre e confermato solo una cosa: che ne vengono pubblicati diversi all’anno, in media uno al mese e che hanno l’obiettivo di migliorare il modo in cui vengono valutati i contenuti (le pagine) e che non c’è modo di recuperare le posizioni e il traffico perso.

Così, in piena estate, Google pubblica sul suo blog per i webmaster una nota nella quale decide di divulgare un po’ di informazioni in merito a questi update, al loro scopo e alcune linee guida da seguire per evitare di incorrere in spiacevoli inconvenienti.

Oltre a ribadire che lo scopo dei Quality Update, a differenza dei temuti Panda e Penguin, non è quello di colpire/penalizzare delle pagine web per favorirne altre ma semplicemente quello di cercare di fornire all’utente il risultato in quel momento più pertinente rispetto al suo intento di ricerca, paragona ciò che gli update cercano di fare, ordinando e aggiornando le SERP a ciò che potrebbe essere fatto con una classifica dei 100 migliori film di sempre, redatta qualche anno fa.

Un modo per pensare a come funziona un core update è immaginare di aver fatto un elenco dei 100 migliori film nel 2015. Qualche anno dopo, nel 2019, aggiorni l’elenco. Cambierà naturalmente. Alcuni film nuovi e meravigliosi mai esistiti prima saranno ora candidati per l’inclusione. Potresti anche rivalutare alcuni film e renderti conto che meritavano un posto più alto nella lista rispetto a prima.

L’elenco cambierà e i film precedentemente in alto nell’elenco che si spostano verso il basso non saranno male. Ci saranno stati semplicemente altri film meritevoli di posizionarsi prima di loro.

Questo per far capire cosa succede quando un sito sembra “penalizzato” dall’ultimo Core Update; semplicemente ci sono ora pagine di altri siti più pertinenti e se il tuo sito ha perso anche il 90% del traffico organico complessivo, vuol dire che per la stragrande maggioranza delle query tematiche degli utenti, l’intero sito non è più pertinente.

Diventa dunque d’obbligo avere bene a mente ciò che Google intende quando parla di concetti come pertinenza (del contenuto rispetto alla query), competenza, autorevolezza e affidabilità (E-A-T).

Nonostante nella nota venga ribadito che non esistono dei “fix” per i siti che perdono traffico, Google suggerisce sempre di seguire le linee guida per la produzione di contenuti di qualità per l’utente e nella stessa nota vengono aggiornate le domande da porsi per sapere se il proprio sito e le sue pagine, soddisfano i criteri di qualità desiderati dal motore di ricerca. Le riporto qui.

Domande sulla qualità del contenuto

  • Il contenuto fornisce informazioni, rapporti, ricerche o analisi originali?
  • Il contenuto fornisce una descrizione sostanziale, completa o comprensiva dell’argomento?
  • Il contenuto fornisce analisi approfondite o informazioni interessanti che sono al di là dell’ovvio?
  • Se il contenuto si basa su altre fonti, evita semplicemente di copiare o riscrivere quelle fonti e fornisce invece un valore aggiunto e originalità sostanziali?
  • Il titolo e / o il titolo della pagina forniscono un sommario descrittivo e utile del contenuto?
  • Il titolo e / o il titolo della pagina evitano di essere esagerati o scioccanti in natura?
  • È il tipo di pagina che desideri aggiungere ai segnalibri, condividere con un amico o consigliare?
  • Ti aspetteresti di vedere questo contenuto o a cui fa riferimento su una rivista stampata, un’enciclopedia o un libro?

Domande sulla competenza

  • Il contenuto presenta le informazioni in un modo che ti fa desiderare di fidarti di esse, come fonti chiare, prove dell’esperienza coinvolta, informazioni sull’autore o sul sito che le pubblica, ad esempio tramite link a una pagina dell’autore o a una pagina “Chi siamo”?
  • Se effettuassi ricerche sul sito che produceva il contenuto, ti verrebbe l’impressione che sia ben attendibile o ampiamente riconosciuto come un’autorità sul suo argomento?
  • Questo contenuto è stato scritto da un esperto o un appassionato che dimostra chiaramente l’argomento?
  • Il contenuto è privo di errori di fatto facilmente verificabili?
  • Ti sentiresti a tuo agio nel fidarti di questi contenuti per questioni relative ai tuoi soldi o alla tua vita?

Domande di presentazione e di produzione

  •  Il contenuto è privo di errori ortografici o stilistici?
  • Il contenuto è stato prodotto bene o sembra sciatto o scritto in modo frettoloso?
  • Il contenuto è prodotto in serie o esternalizzato a un gran numero di creatori o diffuso su una vasta rete di siti, in modo che singole pagine o siti non ricevano la stessa attenzione o cura?
  • Il contenuto contiene un numero eccessivo di annunci che distraggono o interferiscono con il contenuto principale?
  • I contenuti vengono visualizzati bene per i dispositivi mobili se visualizzati su di essi?

Domande comparative

  •  Il contenuto fornisce un valore sostanziale rispetto ad altre pagine nei risultati di ricerca?
  • Il contenuto sembra servire gli interessi genuini dei visitatori del sito o sembra esistere solo da qualcuno che cerca di indovinare cosa potrebbe classificarsi bene nei motori di ricerca?

Ho evidenziato in grassetto quelli a mio avviso più importanti. C’è da dire che comunque che, una generale manutenzione “tecnica” del sito, non può che aiutare a migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e, di conseguenza, l’apprezzamento del sito.

Google inoltre, oltre a rispondere personalmente a queste domande, suggerisce di far fare una valutazione anche ad altre persone di cui ci fidiamo, non affiliate però al sito e di considerare di effettuare un Audit SEO per individuare le pagine che hanno perso più posizioni e traffico e di concentrarsi su queste valutando come rispondono alle domande di cui sopra.

Insomma, se vuoi capire cercare di recuperare il traffico perso, o meglio ancora, evitare futuri crolli di traffico, faremo bene a far rispondere positivamente le pagine del nostro sito alle domande suggerite da Google.

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Esperto di SEO e Content Marketing e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Con esperienza quasi decennale, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri. Segue costantemente tutti gli aggiornamenti algoritmici di Google, di cui scrive poi regolarmente le sue analisi su questo blog e si occupa di seguire siti web che perdono traffico organico individuando problematiche e fornendo strategie risolutive. E' speaker alle più importanti conferenze nazionali sulla SEO e web marketing (Convegno GT, Search Marketing Connect, SMXL, BeWizard, ecc.) oltre ad aver formato numerosi SEO di aziende ed agenzie in corsi di formazione super avanzati. Scrive di SEO anche sul blog ufficiale di SEMrush.

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Una replica a “Google finalmente spiega i suoi “Core Update””

  1. Fabio ha detto:

    Dare un minimo di linee guida credo sia doveroso da parte di Google, per rispetto di tutte le persone che come noi lavorano nel campo della comunicazione digitale ma anche perché la forza del web sta proprio nella collaborazione!

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