Social Media Marketing

Pillole di Facebook Strategy per il 2018: i consigli di Valentina Vellucci

Nel mutevole universo del Facebook Marketing, dopo i cambiamenti algoritmici si susseguono a ritmo quasi mensile, essere costantemente aggiornati è un requisito fondamentale che ogni professionista serio deve possedere. Ciò che infatti funzionava bene, a livello strategico, anche solo due anni fa, potrebbe non più essere utile oggi. La best practice di qualche anno fa potrebbe, paradossalmente, essere diventata la worst practice di oggi.

Nonostante la visibilità delle pagine sia sempre più risicata, è impensabile gestire la “voce” di un brand nei social senza pensare ad una strategia.

Ho coinvolto dunque una collega, Valentina, che al corso Facebook Master’s Class Advanced approfondirà le strategie più avanzate e ultime novità per vincere nella Content Strategy su Facebook, alla quale ho chiesto di fornirci dei consigli pratici e subito applicabili, sulle migliori tattiche da utilizzare nei piani editoriali delle vostre pagine.

 

1. 2018: quali sono i contenuti più performanti su Facebook?

 I contenuti più performanti sono quelli che rispecchiano  in maniera ottimale le aspettative degli utenti. Mi spiego meglio: non esiste un contenuto performante a priori, esistono strategie che danno successo a posteriori, ovvero una volta applicate. I video, che sono il trend del momento, posso drogare le performance attraverso un elevato numero di visualizzazioni, ma magari non convertono.

I post link, da sempre “guardati in cagnesco” da Facebook possono non generare social action ma performance “socialmente invisibili” come click al sito.

Mai come oggi, il contenuto più performante è quello che, supportato dal budget, soddisfa le necessità comunicative degli utenti in target.

2. Algoritmo del newsfeed: che idea ti sei fatta alla luce delle ultime dichiarazioni di Mark Zuckerberg in merito a dare (ancora) visibilità ai post degli “amici” e sempre meno a quella delle pagine?

Che un po’ ce lo meritiamo. Chiamalo principio di burn out o, forse, sindrome di Stoccolma ma ritengo che questo aggiornamento fosse necessario. Facebook è una azienda che fattura grazie al fatto che altre aziende sono interessate agli spazi pubblicitari che mette a disposizione. Tali spazi sono ritenuti interessanti perchè le persone consumano tempo intorno a quegli spazi.

Se gli utenti vengono bombardati da content marketing infimo possono giustamente scegliere di migrare su un’altra piattaforma. Il gioco di Zuckerberg è molto semplice: la sua non è una tutela nei confronti della pressione pubblicitaria che tutti i giorni noi subiamo. Il suo è semplice istinto di autoconservazione.

Se limito gli spazi, gli utenti saranno meno stressati e gli spazi sempre più “difficili” (leggi =”cari”) da reperire.

Tutto ruota intorno al business. E in questo caso, è la nostra attenzione a costituire la posta in gioco più golosa. Nel profondo del cuore spero che questo aggiornamento faccia capire a molte aziende (con qualche anno di ritardo) che Facebook non è gratuito, che il social media marketing non gratuito nè una attività da 5 minuti. Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ovvero di vedere questo aggiornamento algoritmico come una sfida in cui fra tanti contenuti “familiari”, una campagna adv ben fatta non sia riconosciuta come un orribile e invadente corpo estraneo ma come un contenuto di goloso intrattenimento.

3. Video nel piano editoriale Facebook. Possono farli tutti o ci sono dei casi in cui è meglio evitarli?

I video NON sono assolutamente per tutti. Essere in grado di usare il pollice opponibile per cliccare sulla cam del nostro smartphone non fa di noi dei video maker (nè dei social media specialist nati).

Il video è un prodotto delicato, che va contestualizzato in una strategia di più ampio respiro, in cui il brand può davvero permettersi di metterci la faccia e raccontarci qualcosa di interessante. Se vogliamo dire che stiamo facendo social video marketing postando il video aziendale su Facebook, evitiamo di prendere lucciole per lanterne e ammettiamo candidamente che volevamo solo spuntare con una performance più che insufficiente una delle nostre solitarie caselline della nostra ancor più solitaria “SMM to do list”.

Fare un video al giorno non vi farà avere più fan, non vi farà avere più conversioni.

Forse otterrete una decina di social action in più. E poi? E poi nulla, perché il video è solo il formato di un contenuto narrativo, di prodotto, di intrattenimento, di infotainment o edutainment. La progettazione del contenuto strateigco è ben altra cosa.

Il video è un prodotto espressivo estremamente potente, che rischia di compromettere anni di brand reputation se usato “perché è di moda”. Può permettersi di investire in video marketing chi non ha il fianco scoperto della brand reputation, chi ha in mente una reale strategia di visual selling ( con tanto di KPI e ritorno dell’investimento), chi può sostenere non solo la spesa della realizzazione del video ma anche la relativa distribuzione.

In sostanza, il video marketing se lo può permettere chi ha un reale business plan non fatto di buone idee, ma ricco di idee che funzionano. Perchè in  fondo, siamo su Facebook per questo: per farlo funzionare come leva di marketing integrato nella nostra strategia, non per pubblicare pucciosi gattini mentre le nostre stanze di hotel annaspano nell’oblio di polvere o condizionatori rotti!

Ringrazio Valentina per la miriade di consigli utili presenti in questo post. Quando ti dicono che devi assolutamente fare dei video per essere visibile su Facebook, pensaci due volte! 😉

Questo era solo un piccolo antipasto di ciò che ti aspetta nella due giorni del Facebook Master’s Class e solo della parte di contenuti e strategia. L’altra giornata sarà dedicata infatti al Facebook Ads avanzato a cura di Fabio Sutto. Il corso è in offerta fino al 20 Febbraio. Approfittane!

 

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Esperto di SEO e Content Marketing e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Ama progettare strategie digital orientate allo sviluppo di visibilità online. Come SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione. Scrive di SEO anche sul blog di SEMrush. Tra le sue passioni i videogames, il rock, i fumetti e tutto ciò che è sci-fi e horror.

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Una replica a “Pillole di Facebook Strategy per il 2018: i consigli di Valentina Vellucci”

  1. […] articolo di Dario Ciracì su Web in Fermento, Valentina Vellucci esprime in maniera molto chiara che non ci sarà un contenuto performante a […]

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