Social Media Marketing

Da eCommerce a Social Commerce: un cambiamento già in atto

Si iniziò a parlare di Social Commerce circa dieci anni. Un primo approfondimento sull’argomento, risalente al 2013, lo si può leggere su questo blog. Negli anni a seguire ci furono inoltre i primi segnali di adozione del Social Commerce da parte degli utenti. Tuttavia, anche cinque anni fa, c’era ancora molto scetticismo nel completare un acquisto senza abbandonare una piattaforma Social e si preferivano ancora gli shop online esterni alla piattaforma.

Passa un lustro e quello che era un timido trend si prefigura oggi come un cambiamento già in atto. Magari non per tutto il mondo allo stesso ritmo, ma ci sono Paesi come Cina, India e Brasile che, non avendo conosciuto il fenomeno dello sviluppo dello shop online sui negozi dei retailer, almeno tanto quanto il resto del mondo, “hanno fatto il salto al Social Commerce molto più velocemente che nell’Europa occidentale e nel Nord America”, afferma Oliver Wright, global and consumer goods and services leads di Accenture.

Wright afferma inoltre che l’interesse dei consumatori verso il Social Commerce è travolgente. Si cerca la “semplicità” nella transazione e il social commerce è una parte molto naturale e integrata dell’esperienza dei social media.

Cosa si intende per Social Commerce?

Si fa riferimento al Social Commerce quando l’esperienza di acquisto di un consumatore si verifica direttamente su una piattaforma di social media. Può anche includere il clic ai link su un social network che portano alla pagina del prodotto di un rivenditore con un’opzione di acquisto immediato.

Mentre l’acquisto social è una tendenza in crescita negli Stati Uniti, è più popolare in Cina e Russia, dove il 51,5% e il 49,5% degli utenti dei social network hanno acquistato tramite un canale social.

Si prevede che il social commerce genererà un’industria da 79,64 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro il 2025. Anche se questa è una cifra elevata, i marketer hanno ancora molta strada da fare se intendono recuperare il successo della Cina.

WeChat il “modello cinese” da seguire per il Social Commerce

Consentendo alle aziende di ospitare vetrine virtuali sulla piattaforma, WeChat funge da sportello unico per l’e-commerce.

Mentre gli utenti possono andare online per cercare un prodotto di cui hanno bisogno, il social commerce potrebbe colmare un vuoto quando le persone vanno online senza sapere cosa stanno cercando o addirittura senza intenzione di acquistare, soddisfacendo dunque quella che è un’intenzione d’acquisto presente solo in modo latente. Attraverso le piattaforme di social media, i marchi e le aziende cercano di aiutare i consumatori nella scoperta dei prodotti.

Gli elementi di Social Commerce nelle attuali social platform

Facebook

Facebook nel 2020 ha lanciato Facebook Shops, piattaforma mobile in cui le aziende possono creare shop online gratuitamente, per aiutare le PMI a portare le loro vetrine online durante la pandemia. E se lo sforzo ha successo, i negozi di Facebook potrebbero farsi strada a monte dei marchi più grandi.

Instagram

Instagram è già da tempo ben avviato nella transizione al Social Commerce, aiutato anche da un’altra rivoluzione in atto e strettamente connessa, quella dell’Influencer Marketing.

Nel 2019 Instagram ha lanciato Instagram Checkout, semplificando il modo in cui le aziende consentono gli acquisti direttamente sulla piattaforma. Nel 2020 Instagram ha fatto un ulteriore passo avanti con i propri contenuti acquistabili posizionando l’icona della scheda del negozio nella parte inferiore della home page. Ciò consente agli utenti di Instagram di fare clic sull’icona e vedere e acquistare immediatamente i prodotti pubblicizzati da aziende, influencer o celebrità che seguono.

Pinterest

Alcune delle categorie più popolari ricercate su Pinterest hanno a che fare con interior design, moda e salute e fitness, rendendo la sua rilevanza contestuale per lo shopping e la consapevolezza del marchio una piattaforma ideale per il social commerce.

Sebbene Pinterest generi un coinvolgimento significativamente inferiore rispetto a Facebook, si registra comunque come canale di acquisto chiave perché la sua intera premessa è incentrata sulla creazione di ispirazione per cosa acquistare.

TikTok

Anche se TikTok è nuovo nel settore del social commerce, la sua eredità come azienda cinese gli dà già un vantaggio sui concorrenti della piattaforma in quanto ha il vantaggio di capire cosa ha funzionato e cosa no in altri mercati.

L’abilità algoritmica di TikTok e la base di utenti coinvolti ed esperti di tecnologia hanno il potenziale per scatenare una rapida crescita man mano che si adatta al mercato del prodotto. E il suo recente legame con Walmart gli offre un formidabile partner di e-commerce per alimentare e soddisfare la domanda dei consumatori.

Un possibile modello di Social Commerce

Il modello che propone Oliver Wright di Accenture per lo sviluppo del Social Commerce si basa su tre vettori di engagement che possono adottare aziende, influencer o semplici utenti non legati a nessuna azienda per vendere i propri prodotti nelle piattaforme social.

1. Content-driven

Attraverso contenuti unici e originali è possibile coinvolgere potenziali clienti. Tutto ciò che le aziende devono fare è di rendere acquistabili i propri prodotti tramite Social Media come Pinterest, Facebook, Instagram o Tiktok o all’interno delle app di questi ultimi.

2. Experience-driven

Con la dimensione esperienziale, aziende e influencer possono raggiungere i potenziali clienti utilizzando strumenti come live streaming, gamification (realtà virtuale/aumentata), ecc.

Ad esempio, l’influencer di bellezza Michelle Phan, ha ospitato un live streaming sulla piattaforma Twitch per lanciare il suo nuovo fondotinta EM Cosmetics durante il gioco “League of Legends”. Un bot è stato programmato per aggiungere link per l’acquisto e per chattare mentre uno spot veniva riprodotto durante le pause del gioco. La società ha riferito che la nuova iniziativa ha venduto quasi tre volte di più su Twitch rispetto ai precedenti lanci di nuovi prodotti.

3. Network-driven

Similmente alla logica dei gruppi d’acquisto, gli utenti possono avvalersi del proprio network di contatti per ottenere sconti o guadagni su commissioni veicolando a loro volta, le vendite.

Express ad esempio, il marchio di abbigliamento, sta facendo un tentativo, consentendo non solo agli influencer professionisti, ma anche ai normali acquirenti di creare vetrine Express e diventare “Editor di stile” virtuali per guadagnare premi per attirare nuovi clienti e vendite.

Gli eCommerce sono dunque destinati ad avere vita breve? Avrei più di qualche dubbio a riguardo. Consideriamo che, seppur gli utenti chiedano a gran voce un’esperienza di acquisto “social”, i Social Media presentano alle aziende problematiche di natura giuridica e di scalabilità che ne impediscono lo sviluppo di un terreno fertile.

Se da un lato, infatti, le problematiche relative alla privacy costringono sempre più i colossi del social a porre dei limiti alla profilazione dei loro utenti che, si riconduce direttamente al secondo problema, non permettono all’azienda di rendere più preferibile di altri il canale social adv per lo sviluppo del marketing e delle vendite, a causa di possibilità di targetizzazione pubblico sempre meno precisa e di un consequenziale aumento del costo per lead rispetto al passato.

Fonti consultate per la stesura di questo articolo:

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Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Esperto di SEO e Content Marketing e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Da oltre dieci anni, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri. Segue costantemente tutti gli aggiornamenti algoritmici di Google, di cui scrive poi regolarmente le sue analisi su questo blog e si occupa di seguire siti web che perdono traffico organico individuando problematiche e fornendo strategie risolutive. E' speaker alle più importanti conferenze nazionali sulla SEO e web marketing (Convegno GT, Search Marketing Connect, SMXL, BeWizard, ecc.) oltre ad aver formato numerosi SEO di aziende ed agenzie in corsi di formazione super avanzati. Scrive di SEO anche sul blog ufficiale di SEMrush.

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