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Il Digital Marketing è la risposta alla crisi del Coronavirus

Parlare di Covid-19 e associare temi economici non è una rarità in questo periodo storico. Le difficoltà che stanno affrontando le aziende, senza distinzione tra grandi e piccole, sono crescenti e non fanno altro che alimentare il senso di impotenza e di debolezza, un’equazione a mille variabili il cui risultato il più delle volte suona come “fallimento”. È come se si stesse scavando un baratro dal quale si è consapevoli di esser impossibilitati a risalire.

Tuttavia, essendo noi in agenzia inguaribili ottimisti, siamo convinti che tutto ciò è transitorio, per cui la strada che stiamo perseguendo è quella di mantenere ben solido tutto il percorso già svolto, proseguire con ogni attività come se nulla fosse accaduto o stesse accadendo, anche perché abbandonare significherebbe non esser più pronti quando ci sarà la ripresa.

Se ci soffermiamo ad analizzare attentamente la situazione di qualsiasi settore B2C presente sul mercato, però, ci renderemmo conto di quanto è facile poter parlare di fortuna. La “fortuna” delle aziende, in una pandemia vissuta oggi, è avere a disposizione un mezzo di comunicazione tra i più potenti di sempre: internet. L’infrastruttura, infatti, è un gancio nel cielo, un forte supporto per le attività che operano offline e non, e può seriamente rappresentare l’opportunità di salvarsi ed ottenere un ritorno.

Social network con target ben profilato, ads nei motori di ricerca mirati, posizionamento organico, ecc… sono questi gli strumenti che servono oggi per contrastare la crisi.

La motivazione che viene più addotta e che descrive la reale condizione economica che vivono le aziende è quella di scegliere di chiudere i fondi, rinunciare al marketing, rallentare le spese in pubblicità. Ma se ci pensate tutto questo, oltre che esser ridicolo, è impensabile a maggior ragione oggi che abbiamo a disposizione tutti gli strumenti possibili, succitati, per performare al meglio.

Badate che, per quanto possa sembrare assurdo, è proprio nei momenti di crisi che bisognerebbe aumentare l’investimento in visibilità. Attenzione non faccio riferimento a cartellonistica o volantini, ma appunto a tutti i sistemi di advertising online a cui chiunque può accedere e di cui tutti possono usufruire ed ottenere vantaggi.

Se un anno fa, durante i primi mesi di lockdown, non sapevamo come sarebbe andata, tendenzialmente tutto andava nella direzione sbagliata, oggi si osserva sempre più – con mio grande stupore – come molte aziende si stiano rialzando proprio grazie ai tanti (e crescenti) investimenti fatti nel mercato digital.

Ovviamente parlo per esperienza diretta. Abbiamo esempi tra i nostri clienti di crescite importanti  a fronte di investimenti nel digital marketing, nonostante tutte le restrizioni e le oggettive difficoltà, basando ogni sforzo sul coinvolgimento costante degli utenti/consumatori.

Difatti se ci pensate gli utenti se sono in casa sono su internet e se sono su internet il più delle volte saltano tra un social e l’altro esponendosi costantemente ad ogni tipo di Ads (display, video, social, ecc…), le osservano e osservando notano l’impegno delle aziende nel cercare di mantenere un legame stretto con i consumatori.

Braze ha condotto un’indagine globale su circa 1300 aziende nel mondo, di ogni settore e di ogni grandezza, per cercare di capire come si stanno comportando nei confronti della crisi e come hanno adeguato il modo di operare sulla base dell’esigenza di dover continuare ad esser produttivi. Ebbene, l’approccio delle aziende è orientato all’investimento.

Il marketing della crisi secondo le aziende

Il 60% dei decision-maker del marketing aziendale affermano che l’imperativo è investire incrementando i budget di spesa per attività di digital marketing per tutto il 2021.

Non si fa distinzione tra aziende storiche o aziende giovani, su entrambi i fronti la strada è spianata. Ogni sforzo nelle scelte aziendali darà priorità all’investimento nel digital, al coltivare il rapporto con il consumatore e coinvolgerlo costantemente creando contenuti e offerte che creino attrattiva e interesse.

Il punto di vista del consumatore

Interessante il punto di vista aziendale, ma non meno quello del consumatore che “subisce” il messaggio. L’indagine ha strizzato l’occhio anche al cercare di capire come i clienti rispondono quando le aziende fanno sentire in modo massivo la propria presenza con Ads, messaggi mirati, ecc…

Opinioni dei clienti alla mano, è risultato che le aziende che stanno comunicando attraverso la rete hanno un forte ascendente sul consumatore. In sostanza al consumatore vedere messaggi aziendali (fatti bene) piace.

In più a questo aggiungiamo che l’utente che viene coltivato con messaggi aziendali interessanti, stimolando la reazione e la partecipazione e generando engagement, rende la probabilità di fare acquisti 7.2 volte superiori rispetto al normale. Non male, non credete?

La lezione che c’è da imparare da questa esperienza diretta con la crisi è che chiudere i rubinetti quando c’è siccità equivale alla morte, al fallimento.

La strada maestra è quella di cercare di mantenere costante l’investimento, per mantenere costanti gli introiti e, nel momento opportuno, dare quel boost necessario che dia la spinta per andare oltre.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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