SEO

Differenze tra Link Building, Digital PR e Native Adv

Link Building, Digital PR e Native Adv sono tutte ottime strategie per accrescere la popolarità off site di un’azienda. In realtà però, hanno tutte caratteristiche ed obiettivi differenti.

Vediamo in cosa si differenziano. Partiamo dagli obiettivi. La Link Building ha lo scopo primario (e spesso dichiarato) di migliorare il posizionamento organico nei motori di ricerca.

Viene utilizzata come attività complementare all’ottimizzazione on site e rappresenta, per la gran parte dei settori, una condizione necessaria per raggiungere la Top 3 delle Serp. Gli obiettivi secondari e auspicabili della Link Building sono anche l’invio di traffico referral e il miglioramento della Brand Awareness.

Le Digital PR sono invece differenti. Non perché differenti sono i siti web che diventano target delle mie campagne, ovvero siti molto autorevoli – come alcuni sostengono – ma perché cambia proprio la metodologia di implementazione della campagna.

Le Digital PR, nel senso letterale del termine, sono campagne di sensibilizzazione dei media. Come media si intendono siti web, giornalisti, blogger, autori, ecc. e i canali per raggiungere che possono essere utilizzati sono le email, le telefonate, i contatti social, ma anche le relazioni offline, ad esempio il ritrovarsi a parlare in una convention di settore.

Le Digital PR non hanno l’obiettivo dichiarato di avere un link in entrata al mio sito, quanto quello di dare visibilità ad un prodotto, un servizio, un evento.

Solitamente con le Digital PR posso raggiungere siti autorevoli, testate giornalistiche di livello nazionale e, dunque, avere un’esposizione mediatica di una certa importanza. Se la campagna ha successo, posso anche ottenere un link in entrata e ciò ha dimostrato come, spesso, le Digital PR ai fini SEO (o anche Link Earning) possa essere più profittevole della classica Link Building.

Le Digital PR non sono però per tutti. I siti autorevoli è possibile raggiungerli fondamentalmente in due modi:

  • avendo contatti all’interno di una redazione;
  • producendo contenuti che fanno notizia.

Come puoi immaginare, è necessario dunque avere molta creatività ed essere in grado di produrre contenuti di valore per uno specifico target.

Ti consiglio, a questo proposito, di leggere questi miei due articoli:

Il content marketing per potenziare la Link Building

Come fare Link Building con le Digital PR

Altra differenza importante risiede nella modalità di acquisizione del risultato delle due strategie.

Con la Link Building, tendenzialmente pagherò sempre i media sui quali pubblicare un contenuto con il link e difficilmente il mio articolo sarà inserito nel piano editoriale social e/o newsletter del blog/magazine che lo ospita.

Le Digital PR invece non comportano un costo di pubblicazione per essere presenti su un media. Si suppone, infatti, che l’eventuale pubblicazione di  un comunicato stampa ricevuto da una redazione o giornalista via mail, che riprende una notizia o un contenuto realizzato da un’azienda, possa essere pubblicato in modo spontaneo. La pubblicazione può poi avvenire con o senza link o con link nofollow.

Parliamo infatti, come già detto, di attività di sensibilizzazione.

Qui sotto un esempio di attività di Digital PR di cui ci siamo occupati in passato. Il link in questo caso è presente, seppur scritto in maniera errata.

esempio di pubblicazione a seguito di campagna di Digital PR

Nelle Digital PR non si ha controllo del risultato dell’operazione. Oggi va di moda vendere la Link Building su siti importanti come Digital PR, ma, in realtà, parliamo sempre di Link Building. Di una Link Building più costosa.

Infine c’è il Native Advertising, che ha preso forma negli ultimi anni, ed è utilizzato soprattutto da testate giornalistiche molto autorevoli e con molto traffico attivo.

Il Native Advertising consiste principalmente in una forma di pubblicità, privata il più possibile, della natura “interruttiva” che normalmente affianca la pubblicità tradizionale. Sostanzialmente si tratta di un articolo che si inserisce, nel modo più naturale possibile, nel normale piano editoriale di una testata online. Lo scopo dell’articolo Native non è quello di promuovere un’azienda o un servizio, o almeno non direttamente, quanto quello di offrire un contenuto informativo e di valore, “offerto” da un’azienda, che viene menzionata ed indicata esplicitamente tramite banner nell’articolo.

In parole povere, si distingue da un advertorial per essere un contenuto promozionale “mascherato” da contenuto editoriale.

Gli articoli vengono solitamente redatti da un giornalista e sono linkati nella homepage in box specifici, per uno specifico periodo di tempo, per aumentarne la visibilità e il numero di visualizzazioni, dato che, il Native, è solitamente un prodotto venduto ad accessi garantiti.

L’obiettivo del Native Advertising dunque, è principalmente quello di veicolare traffico qualificato. Solitamente le testate permettono anche l’inserimento di link al sito del cliente, apportando anche benefici sul ranking.

Digital PR, Link Building o Native Adv? Quale preferire?

Come sempre nel Digital Marketing, la risposta a questa domanda dipende da due cose: il budget a disposizione e il risultato atteso.

Il Native Adv è solitamente lo strumento più costoso, dato che ha obiettivo primario la visibilità e il traffico. Le Digital PR possono anche essere costose, se il successo della campagna dipende dalla creazione di un contenuto utile, originale, innovativo e, sopra ogni cosa, notiziabile. Però i risultati che ne conseguono – come traffico referral e qualità dei link acquisibili – possono permettere di ripagarsi l’investimento, dato che potremmo raggiungere più di una testata giornalistica e siti verticali molto autorevoli. Inoltre ricordiamo che le Digital PR non infrangono le linee guida di Google.

La Link Building resta lo strumento potenzialmente meno costoso e che influenza direttamente il ranking ed è quindi più utile a chi ha come obiettivo il miglioramento dei ranking.

 

 

 

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Esperto di SEO e Content Marketing e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Con esperienza quasi decennale, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri. Segue costantemente tutti gli aggiornamenti algoritmici di Google, di cui scrive poi regolarmente le sue analisi su questo blog e si occupa di seguire siti web che perdono traffico organico individuando problematiche e fornendo strategie risolutive. E' speaker alle più importanti conferenze nazionali sulla SEO e web marketing (Convegno GT, Search Marketing Connect, SMXL, BeWizard, ecc.) oltre ad aver formato numerosi SEO di aziende ed agenzie in corsi di formazione super avanzati. Scrive di SEO anche sul blog ufficiale di SEMrush.

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Una replica a “Differenze tra Link Building, Digital PR e Native Adv”

  1. Matteo ha detto:

    Ciao Dario, ho letto diversi dei tuoi articoli e io sono un fan della link earning.

    Acquistare link come dici anche tu va contro i TOS di Google e potrebbe portare a penalizzazioni.

    Secondo me in futuro (già si vede all’estero) quello che funzionerà in Italia saranno solo link ottenuti grazie sia alle digital pr, che alla promozione di contenuti di qualità.

    Con contenuti di qualità intendo pagine che ottengono link per merito sia del loro valore intrinseco, che ovviamente per una grande attività di promozione dell’esperto di content (il famoso outreach che se fatto in maniera corretta, almeno all’estero dove lavoro principalmente, da ottimi risultati).

    E zero necessità di acquistare link.

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