Content Marketing

Il lavoro del Content Creator: cosa fa e come guadagna

I report parlano chiaro: passiamo sempre più tempo online. Leggiamo notizie, guardiamo film, seguiamo corsi, interagiamo (e litighiamo) con sconosciuti, ci divertiamo, ci arrabbiamo. In poche parole, consumiamo contenuti.

Ma chi crea tutti questi contenuti, che maciniamo con una velocità sempre maggiore? Facile: i content creator.

Cosa significa “content creator”

In linea generale, il content creator è colui che crea contenuti digitali nel senso più ampio del termine. Possono essere contenuti autorevoli come quelli di un giornale online, oppure contenuti leggeri come un video buffo su TikTok. Per quanto diversi, formalmente sono tutti “contenuti” e chi li crea è sempre un “creator”.

In questa sede, però, i creator improvvisati ci interessano poco. Il nostro obiettivo è parlare di coloro che hanno trasformato la creazione di contenuti in un lavoro. Come funziona, in questi casi?

Cosa fa un digital content creator

Facciamo un passo indietro: abbiamo detto che il (digital) content creator è genericamente colui che crea contenuti per il web, a volte per passione e a volte per lavoro. In questo secondo caso, abbiamo una figura professionale che passa il proprio tempo a produrre materiale audiovisivo e testuale. Qual è la differenza, rispetto al primo caso?

Prima di creare i contenuti, il content creator professionista individua un target e un obiettivo; in base a questi, crea un piano editoriale. Non si limita a condividere la prima cosa che gli viene in mente, quindi, ma decide quali contenuti preparare in anticipo e a cosa serviranno.

Tutto ciò che il content creator produce ha un obiettivo specifico: guadagnare un nuovo follower, attrarre persone su un sito, vendere un prodotto o un servizio, insegnare qualcosa. Di conseguenza, c’è poco spazio per l’improvvisazione tipica di chi produce contenuti solo per hobby, senza ragionare su quale effetto avranno sul pubblico.

Prediamo ad esempio uno dei content creator e influencer più celebri in Italia: Chiara Ferragni. Le foto di Ferragni sono tutte studiate per proporre nuovi look e per suggerire come realizzarli, anche quando non viene detto esplicitamente.

profilo Instagram Chiara Ferragni

Lavora da solo o in team?

Citavamo Chiara Ferragni: nonostante appaia quasi sempre da sola, al più accompagnata da figli e marito, il suo è un lavoro di squadra. Già agli esordi, lavorava insieme al fidanzato fotografo nella creazione di contenuti; adesso è affiancata da fotografi, esperti di social, ecc…

Nonostante si parli di “digital content creator” al singolare, questo lavoro può essere individuale o di squadra, a seconda della situazione. Ad esempio, non sempre il content creator è la stessa persona che elabora il piano editoriale: il più delle volte, la strategia è in mano a un’altra persona. Allo stesso modo, è possibile che più content creator collaborino per uno stesso progetto.

Con il fiorire delle piattaforme, la collaborazione tra content creator è diventata inevitabile, in alcuni casi. Lo stesso messaggio può infatti essere declinato in più modi:

  • video su YouTube;
  • articoli da pubblicare sul sito;
  • post su Instagram e Facebook che anticipano video e articoli;
  • video su TikTok con spezzoni di video.

Potremmo quindi avere un content creator per ciascuna tipologia di contenuti, tutti coordinati da un esperto di comunicazione digitale.

Qual è la differenza tra content creator e influencer

Benché la figura del content creator e quella dell’influencer possano convergere nella stessa persona, non è detto che sia sempre così: spesso l’influencer è anche content creator, ma quasi mai il content creator è anche influencer.

Nella guida su come diventare influencer, abbiamo visto che l’influencer è colui che influenza le idee altrui. A volte lo fa per spingere un prodotto, altre volte per spingere un’idea. In ogni caso, l’influencer mette se stesso al centro della scena e diventa protagonista dei propri contenuti.

Il content creator crea sì contenuti, ma non è detto che ne sia protagonista. Al contrario, il più delle volte rimane una figura anonima.

Tipi di contenuto

Il web è vasto e le piattaforme da usare per veicolare contenuti sono molteplici. Ciò spinge i content creator a specializzarsi nella creazione di diverse tipologie di contenuti.

Testi

Quello che stai leggendo è una forma di contenuto testuale. Gli articoli di blog e riviste online sono l’esempio più tipico di contenuto di questo tipo, ma non l’unico: piattaforme di microblogging come Twitter o Tumblr si fondano sulla condivisione di contenuti testuali, anche se estremamente brevi. Anche Facebook propone moltissimi testi e lo fa perfino Instagram, a modo suo.

Oltre che articoli di blog e tweet, il content creator può scrivere testi per newsletter, guide, testi da recitare in video ed interi ebook.

Video

Questo è un momento d’oro per i video: TikTok ha aperto la strada al format dei video brevissimi, lunghi massimo un paio di minuti e da consumare uno dietro l’altro. I video sono ovunque, ormai: perfino Instagram ha messo da parte le foto, favorendo i reel. I videocorsi online muovono decine di migliaia di euro e, a conti fatti, sono semplici contenuti video.

I video possono essere piccoli film o collage di foto con una voce di sottofondo. In ogni caso, serve qualcuno che li crei; è qui che entra in gioco il content creator specializzato in video editing.

Immagini

Dopo i video, sono i contenuti più fruiti sul web. Per immagini intendiamo foto e disegni, ma anche infografiche e grafiche per presentare eventuali contenuti testuali. Ad esempio, un ebook ha bisogno di essere impaginato e deve avere una copertina.

Come diventare content creator

L’avrai capito: il lavoro del content creator è complesso ed è difficile indicare un unico percorso; non è una strada rettilinea, come può essere quella dell’informatico o del medico.

D’altra parte, questo significa che ci sono ancora tante strade inesplorate che, con impegno e lavoro, potrebbero diventare fonte di reddito.

Per te stesso o per altri?

In primo luogo, stai producendo contenuti per te stesso o per altre persone? Come visto, il content creator non è sempre influencer e non sempre crea contenuti per sé.

Spesso coloro che creano contenuti digitali lo fanno per altre realtà, che siano aziende o professionisti. Abbiamo quindi un’entità che deve curare la propria immagine online e che, per mancanza di tempo o di competenze, fa realizzare i contenuti a una o più persone specializzate.

Cosa studiare

I corsi di laurea migliori per diventare content creator sono Scienze della Comunicazione e Digital Marketing. Ciononostante, le università non offrono tutte le nozioni necessarie e i professionisti del settore possono avere background diversissimi.

Piuttosto che focalizzarti sui corsi di laurea, ti consigliamo di concentrarti sulla formazione post-laurea. Master, workshop e corsi sono sempre aggiornati e ti consentono di indirizzare le tue competenze nella direzione preferita.

Quali competenze servono

Sopra ogni cosa, il content creator deve conoscere l’ambiente digitale nel quale intende lavorare. Ciò significa conoscere il funzionamento delle piattaforme, restando sempre aggiornato su cambiamenti e trend. Oltre a questo, però, significa conoscere l’utenza.

Quando usi TikTok, non cambia solo la lunghezza massima dei video e il loro formato: cambia soprattutto il tipo di persona che frequenta quell’ambiente. Un content creator deve tenerlo bene a mente, così come deve tenere a mente le differenze tra coloro che seguono argomenti diversi: l’utente del canale YouTube di economia è diverso dall’utente del profilo di TikTok di cucito.

Utenti diversi, linguaggi diversi, contenuti diversi.

Questo è lo zoccolo duro, imprescindibile. Sopra questo, si collocano le competenze tecniche necessarie per produrre ciascun tipo di contenuto: copywriting, illustrazione, video editing, ecc.

Qual è lo stipendio di un content creator

Un content creator può lavorare come dipendente presso agenzie di comunicazione, ma non è la soluzione più conveniente, in termini economici.

Lo stipendio medio di un content creator è di 1300€ al mese circa, quando lavora con un contratto da dipendente. Dato il tipo di lavoro, conviene di più lavorare con partita iva. In questo caso, il guadagno del content creator dipende in gran parte dall’esperienza e dal tipo di contenuto proposto.

Un content creator agli inizi guadagna pressapoco 35€ all’ora; nel corso del tempo, la tariffa oraria può raggiungere le centinaia di euro. Il numero di ore spese su un lavoro, però, dev’essere solo un primo punto di riferimento: quando decidi il prezzo di un lavoro, ciò che conta davvero è il valore che fornirai con esso.

Come guadagna un content creator

Se molti content creator sono freelance, come guadagnano? Il modo più semplice è vendere la propria esperienza e fantasia, creando contenuti per altre realtà. Questo è quello che fanno tanti articolisti e copywriter, ad esempio, che si fanno pagare un tanto per ciascun testo scritto. Ci sono tanti altri modi per guadagnare, però.

  • Pubblicità. Oggi è forse il modo meno efficace per guadagnare come creator, quanto meno in Italia: accetti che YouTube Ads o Google AdSense aggiungano delle pubblicità al tuo contenuto; in base alle visite, ottieni una percentuale.
  • Sponsorizzazioni. Metodo di guadagno comune tra coloro che lavorano come influencer, più remunerativo che una semplice pubblicità.
  • Affiliazioni. Consiste nel creare contenuti che spingono determinati tipi di prodotto, come corsi o viaggi o software. Ogni volta che qualcuno compra un prodotto grazie al tuo contenuto, tu ricevi una percentuale.
  • Servizi e prodotti. La creazione di contenuti può essere un modo per spingere un tuo brand, piuttosto che per guadagnare grazie ai brand altrui. In questo caso, funziona esattamente come con le sponsorizzazioni, ma il prodotto sponsorizzato è il tuo.

Come iniziare

Articoli online e corsi sono un grosso aiuto per imparare le basi del web, che però è un mondo in continuo mutamento. Per questa ragione, la cosa migliore è iniziare da te stesso: apri un sito, un account Instagram, un canale YouTube dedicato a un argomento che ti appassiona. Poniti un obiettivo e inizia a sperimentare.

Sporcarti le mani è l’unico modo per trasformare la teoria in competenze reali. Soprattutto, ti consente di sperimentare in prima persona ciò che funziona e ciò che non funziona. Non è detto che questo primo progetto vada a buon fine e, a dirla tutta, non è nemmeno l’obiettivo primario: è un banco di prova e come tale va trattato.

Iniziare da un progetto personale è anche un ottimo modo per costruirti un portfolio, ovvero una raccolta di lavori da presentare a possibili clienti. Il portfolio è un biglietto da visita molto più rilevante di qualsiasi CV, quando sei un content creator in cerca di nuovi lavori.

Maria Pia De Marzo

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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