SEO

Come gestire pagine Tag nei blog e negli eCommerce

Uno dei dilemmi che si trova a gestire chi si occupa di blog e eCommerce riguarda la gestione delle pagine tag.

Le pagine tag sono spesso sconosciute ai più, ma possono diventare anche di difficile gestione per chi mastica un po’ di SEO.

Chi avvia progetti in modo amatoriale, almeno all’inizio, tende infatti ad alimentare, consapevolmente o meno, la generazione di pagine che non porteranno alcun beneficio al proprio progetto ma che, anzi, potrebbero trasformarsi in una sorta di sanguisughe che nel tempo ne succhiano linfa vitale.

La pagina tag altro non è che una pagina archivio. Pagine archivio possono essere anche le pagine degli articoli autore e in un certo senso anche le pagine categorie. Queste ultime però sono necessarie per l’alberatura del sito, di cui sono considerate parte integrante ed indispensabile.

Le pagine tag, nel 90% dei casi, sono del tutto inutili e diventano, nel tempo, potenzialmente dannose per le performance del sito.

Entriamo più nello specifico della fattispecie.

Esempio classico di articolo di blog amatoriale. L’autore scrive un articolo, a cui assegna (si spera) una categoria e da backup, nella sezione dedicata al plugin della SEO, assegna una serie di “parole chiave” che identificano l’argomento trattato nel post. Iniziano i problemi: ho visto articoli con assegnati dai dieci a venti tag!!

Sostanzialmente, sono state create dieci o venti pagine archivio, ex novo, al cui interno, oltre all’html e css di base del tema utilizzato, riporteranno titolo dell’articolo ed estratto del testo. Null’altro. A meno che, nel tempo, si ha la decenza di ricordarsi di utilizzare gli stessi “tag” (cosa che però accade raramente).

Le pagine tag però possiamo trovarle anche per gli eCommerce. Woocommerce per esempio, permette l’associazione di “tag” anche ai prodotti, andando a creare difatti una struttura con sitoweb.it/product-tag/.

Ora, quali sono le problematiche delle pagine tag?

Il problema non è la pagina tag in se; il problema sussiste nel momento in cui non vengono gestite, ci si dimentica di averle “generate” e, cosa più grave, averle date in pasto a Google.

La pagina tag avrà come title tag solitamente una singola parola, quella cioè corrispondente al nome del tag. Difficilmente riusciremo a posizionarci per quella singola parola chiave, soprattutto se quel tag è stato utilizzato per un singolo post. Inoltre daremo in pasto al motore di ricerca potenzialmente centinaia di pagine che non produrranno traffico organico, ma che, invece, sprecheranno il nostro crawl budget e il link juice.

Un sito sul quale ho effettuato un’analisi SEO aveva circa millecinquecento pagine tag indicizzate su Google.

Tutte queste però in nove mesi di tempo avevano generato soltanto cinquantadue accessi su Google Analytics!

Un spreco di link juice e crawl budget da far rabbrividire.

traffico da pagine tag

Come gestire dunque queste pagine?

La scelta migliore, a mio avviso, è sempre quella di evitare di utilizzare i tag, sia negli articoli del blog, sia negli eCommerce, laddove il CMS ne permetta la creazione. Sono pagine che difficilmente riusciranno a posizionarsi e che possono darci più problemi che benefici.

Qualora si debba seguire un sito che abbia già avviato in passato una strategia di creazione sfrenata e incontrollata di pagine tag, le opzioni a nostra disposizione sono le seguenti:

  • Capire quante sono le pagine tag;
  • se sono tante e generano percentuali ridicole di traffico, meglio deindicizzarle il prima possibile;
  • se ne sono state create poche (e anche il traffico generato sarà poco) possiamo fare una considerazione. Abbiamo modo di arricchirle? Ci sono keyword middle tail che potremmo riuscire a posizionare? Abbiamo contenuti (dunque articoli) che possono ricadere nell’area tematica di queste pagine tag? Se la risposta è positiva, possiamo decidere di tenere alcune pagine tag ed eliminare quelle che non rispondono alle domande di sopra. Quelle che possiamo tenere e che hanno potenziale di posizionamento, possiamo trasformarle, con qualche modifica, rendendole a tutti gli effetti una sorta di long form contenitore degli articoli collegati. Per fare questo, bisogna personalizzare la pagina tag e investire nella creazione di nuovo contenuto unico.

Sostanzialmente, in questo modo, andiamo ad evitare di avere una pagina contenitore di estratti di articoli che genera a tutti gli effetti duplicazione contenutistica, ma la alimentiamo aggiungendo nuovo contenuto ottimizzato e rafforzando la capacità di posizionamento della pagina tag, che godrà dei link interni provenienti dagli articoli contrassegnati dal tag.

Come esempio, riporto questa pagina tag creata da Riccardo Esposito di MySocialWeb, con testo univoco creato sull’argomento “spam” e, sotto, gli articoli correlati taggati con quella keyword in passato.

Ovviamente, dobbiamo anche avere possibilità di modificare il title tag della pagina “tag”.

Come è facilmente intuibile, fare un lavoro del genere di personalizzazione e ottimizzazione delle pagine tag richiede tempo e non è detto che il gioco valga la candela, in quanto non avremo certezza di riuscire a posizionare quella pagina.

Il più delle volte, infatti, può aver più senso procedere subito ad una deindicizzazione di queste pagine.

avatar

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda. Esperto di SEO e Content Marketing e autore del libro "Content Marketing per Blog, Social e SEO". Da oltre dieci anni, progetta strategie digitali orientate allo sviluppo di visibilità online. Come consulente SEO ha lavorato in prima persona a differenti progetti complessi in settori ad elevata competizione, costruendo da zero progetti da oltre 20 mila visitatori giornalieri. Segue costantemente tutti gli aggiornamenti algoritmici di Google, di cui scrive poi regolarmente le sue analisi su questo blog e si occupa di seguire siti web che perdono traffico organico individuando problematiche e fornendo strategie risolutive. E' speaker alle più importanti conferenze nazionali sulla SEO e web marketing (Convegno GT, Search Marketing Connect, SMXL, BeWizard, ecc.) oltre ad aver formato numerosi SEO di aziende ed agenzie in corsi di formazione super avanzati. Scrive di SEO anche sul blog ufficiale di SEMrush.

Guarda tutti i post di

Area di discussione: dicci la tua!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.