Social Media Marketing

Twitter il re della TV: le nuove importanti scoperte!

Da quando l’innovazione dei social media ha preso piede in Italia, nel mondo dei tradizionali mezzi di comunicazione è nata l’esigenza, oggi sempre più forte, di integrare o inglobare ogni canale sociale più influente nelle attività. Dall’offline con cartellonistica, tovagliette dei ristoranti o volantini ai media tradizionali come trasmissioni tv e radio l’integrazione dei canali delinea e definisce in modo eccellente il principio di crossmedialità della comunicazione.

A dire il vero, il nostro marketing italiano ha sempre da imparare dallo straniero (ie americani) e quando produciamo qualcosa, non nasce mai in casa, ma è sempre frutto di un’innovazione che arriva, in ritardo, da paesi che hanno già proficuamente utilizzato e tratto vantaggio.

Tutto nacque così…

In particolare in questo post faccio riferimento a Twitter. La prima trasmissione che ha integrato perfettamente online/Twitter e offline/tv è andata in scena sul Comedy Central America durante una puntata del programma di Donald Trump dove si consumò il primo uso effettivo dell’hashtag in televisione. #TrumpRoast era questo l’indirizzo a cui twittare, sovrimpresso sullo schermo, e fu un successo! L’hashtag venne utilizzato circa 27.000 volte solo durante la parte iniziale del programma diventando a tutti gli effetti la trasmissione, in onda il martedì, più seguita di sempre, era marzo 2011 e la trasformazione si stava compiendo.

Oggi per i programmi televisivi in Italia è quasi scontato avere un hashtag e molti ascoltatori probabilmente la prima cosa che fanno è cercare un modo per interagire con la trasmissione direttamente. Casi eclatanti d’uso di Twitter in tv sono gli eventi importanti nazionali come Sanremo che coinvolge tutti i tipi di utenti dagli amanti ai dissuasori, tutti li a discutere grazie all’uso dei tweet…

twitter sanremo2013

…o i reality in generale ad esempio MasterchefIt che con 27.000+ utenti ogni settimana raggiunge livelli di interazione importanti, ma potrei menzionare anche i programmi di politica o per bambini e ragazzi.

É nata, insomma, una sorta di corsa all’uso di Twitter tanto che ci sono tentativi di garantirsi un’audience elevata, già prima della partenza del programma, tramite il coinvolgimento di TwitterStar anche se con qualche piccolo problema.

twitter masterchef IT

twitter masterchef reach

Che benefici dall’uso di Twitter nell’offline?

Queste interazioni hanno il beneficio di generare un confronto di opinioni di alto interesse per l’ascoltatore perché lo fa sentire coinvolto, partecipe e soprattutto considerato tanto che diventa l’obiettivo per i conduttori televisivi: coinvolgere il pubblico leggendo, commentando o rispondendo alle interazioni degli utenti. In questo modo lo strumento tv si rinnova, si modernizza e soprattutto risponde al crescente calo di interesse dei giovani.

Alla luce di queste considerazioni posso affermare che la gente ama utilizzare Twitter mentre guarda la televisione e oggi arriva una ricerca che ha proprio analizzato il fenomeno Tw+Tv dal punto di vista marketing, con target di analisi differenti, e ha ottenuto degli interessanti risultati in particolare su:

  1. impatto che ha la presenza gli hashtag negli spot televisivi;
  2. efficacia degli spot televisivi grazie a Twitter;
  3. tasso di connessione degli utenti durante la pubblicità;

I risultati ottenuti

Twitter agevola la conversazione costruttiva sul marchio.

Lo studio si è focalizzato su 500 canali tv commerciali e su spot mirati al settore dell’elettronica di consumo analizzando circa 63.000 commenti in risposta agli annunci su più di 100.000 messe in onda dello spot ed è emerso che l’utilizzo degli hashtag aumenta la percentuale di guadagni per il brand promosso. In particolare è stato notato che, tramite gli hashtag, non solo l’interazione sul brand avviene in modo più veloce, ma anche che lo spot converte più velocemente (il 18% in più) rispetto al messaggio semplice comunicato nell’AD.

Twitter rende gli spot più efficaci e rafforza la presenza di un brand.

Su 7500 intervistati è emerso che i consumatori che guardano solo la televisione sono attratti da una pubblicità nel 43% dei casi, ma chi utilizza anche Twitter è richiamato nel 53% dei casi non solo, questi spettatori sono il 13% più propensi a discutere sulle trasmissioni televisive e a suggerire di seguire dei programmi (3%).

Infine, tramite gli spot televisivi l’obiettivo di costruire una identità per il brand agli occhi del consumatore ha ulteriori vantaggi se lo si fa attraverso Twitter. Su una scala di gradimento (verosimilmente da 1 a 10) chi non usa Twitter davanti alla tv valuta un brand in modo “eccellente” nel 7% dei casi ed il consumatore è più propenso agli acquisti al 16% mentre per chi usa il canale la percentuale sale a 18% per il gradimento e a 30% la propensione all’acquisto.

Twitter mantiene gli utenti sintonizzati durante la pubblicità.

La ricerca evidenzia anche che l’utente che utilizza Twitter durante un programma televisivo non cambia canale durante gli spot pubblicitari. Il target d’indagine è composto da migliaia di spettatori la cui attività davanti alla televisione è stata tracciata in modo passivo ed è emerso che chi non usa Twitter davanti la televisione durante gli spot cambia canale nel 17% dei casi, mentre per gli utenti che sono connessi con un qualche dispositivo mobile la percentuale scende al 13%, ma il dato più rilevante è che chi è connesso a Twitter durante una trasmissione televisiva cambia canale nell’8% dei casi. Interessante no?
Probabilmente una motivazione potrebbe esser legata al fatto che magari si guarda la tv da soli ed essendo concentrati sull’attività di tweetting nelle pause forse si spegne momentaneamente l’interesse verso quanto proiettato in tv.

Dunque emerge una sostanziale efficacia d’uso di Twitter in congiunzione alla tv, il vantaggio principale è che sembra apportare un ROI molto positivo oltre a rendere il vecchio canale televisivo più alla portata dell’utente moderno che ha bisogno di partecipare direttamente e non essere solo uno spettatore passivo.

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Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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