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Trend da sfruttare per rendere vincente il tuo business online nel 2014

Il 2014 è con noi già da qualche giorno e come ogni nuovo anno che inizia, voglio fornire alcuni spunti che secondo me ogni azienda online, piccola o grande che sia, dovrebbe perseguire e applicare sin da subito e per tutto l’anno. In realtà i trend che elencherò, tranne alcune eccezioni, non sono novità ma strategie ancora molto sottovalutate e poco utilizzate nel mercato italiano.

Vediamoli assieme.

1. Social Media: più focus su campagne Ads e Social Customer Care

Facebook

Il 2013 nel Social Media Marketing lo ricorderemo come l’anno dei “cali” di visibilità organica di Facebook. Alcuni publisher sono rimasti scottati, molti altri gestori di pagine spaventati ma poi, guardando in faccia la realtà, Facebook è ancora il secondo più importante referral di traffico ai siti web e di certo, tra i social, resta quello più importante per base di utenti e per conversioni dirette ai brand.
La risposta ai cali di visibilità organica possiamo trovarli nella riorganizzazione strategica dei budget destinati alle attività social su Facebook: dedicando più risorse alla costruzione di campagne ads a supporto sia della visibilità dei post (“Interazione con i Post della Pagina”), sia di specifiche azioni legate alle conversioni. La strategia migliore è secondo me l’ads mirato agli utenti già likers della pagina, quindi che hanno già mostrato interesse e conosciuto, seppur minimamente il brand, che giungono su una landing tab iframe (li teniamo dunque dentro FB) per effettuare un’azione (scaricare un coupon, un white-paper, iscriversi a una newsletter, prenotare un appuntamento, ecc.) in cambio di un incentivo dedicato soltanto a loro.

fbads

fb

Per il 2014 mi aspetto quindi un incremento degli investimenti in campagne ads da parte dei brand ma anche maggiore attenzione nella finalizzazione delle campagne verso obiettivi più concreti e misurabili (ovvero che garantiscano maggiori ritorni dell’investimento ai brand che investono).

E per quanto riguarda le attività di Content Creation/Management e Community Management? Si potrebbe pensare che queste figure, almeno con Facebook, possano andare in crisi ma in realtà avranno ancora un ruolo fondamentale anche per il 2014, concentrandosi maggiormente magari sulle attività di social customer care e qui starà anche ai consulenti/agenzie far capire ai brand che è possibile spostare parte del customer service offline direttamente su FB e farlo gestire al community manager, riducendo magari sensibilmente il numero di post giornalieri previsti nel piano editoriale e concentrandosi di più sulla risposta alle domande e alla gestione delle problematiche degli utenti.

Twitter.

Sebbene Twitter sia ancora molto lontano dalle potenzialità di conversioni dirette e traffico referente date da Facebook, è un’ottima piattaforma per iniziative di discovering. Mi riferisco alla possibilità di individuare influencers della propria nicchia, scoperta di opportunità e di trend di mercato, attivazione di campagne di Digital PR, nonché per la gestione one-to-one del customer service.

Google+

Novità per il 2014 (almeno per chi non lo avesse ancora considerato) sarà Google+, ma non solo da valutarlo dal punto di vista aziendale e come pagine business (sebbene, con l’ads annunciato e presto in arrivo, sarà possibile mostrare i propri post e attività – compresi gli hangout – a tutti i siti partner del Google Display Network) ma soprattutto in qualità di autori di contenuti per una determinata azienda. Dovrà essere il singolo autore o content creator dell’azienda, che potrà attraverso Google+ (e non solo) aumentare la propria rilevanza apportando una serie di benefici indiretti al sito collegato. Per non parlare poi di tutta una serie di strumenti di produttività e di marketing che Google+ mette a disposizione.

Infine, impossibile non accennare alla novità di fine 2013, MyAnswer, che mostra nelle serp i risultati privati delle proprie connessioni su Google+. Un motivo in più per emergere come autori e aziende nel social network targato Google. Se non l’avete ancora letto, vi consiglio di leggere questo nostro post su tutti i benefici e strumenti di marketing di Google+.

google+-ads

Instagram

Penso che questo anno vedremo Instagram più orientato al business. L’ads è arrivato anche lì ma negli ultimi due anni non ho visto ancora una presenza massiccia di brand sulla piattaforma. I numeri di Instagram sono ancora in crescita e ricordiamoci che il Visual Content (foto e video) fa ancora da padrone il social sharing un po’ in tutte le piattaforme social.

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fonte immagine: GadgetReview

2. Il Search Marketing

Sulle novità sul Search Marketing si è già detto molto in altri blog specifici ma è bene ricordare alcuni focus su cui porre l’attenzione:

  • più importanza all’ottimizzazione degli intenti di ricerca degli utenti e meno attenzione sull’ottimizzazione keyword-centrica;
  • importanza all’ottimizzazione delle entità (Knowledge Graph), all’ottimizzazione della Universal Search (soprattutto Local SEO);
  • maggiori investimenti nei Rich Snippets (assurdamente ancora molto poco utilizzati), al mobile SEO (ancora un “mito” per molti e argomento che sarà discusso in un prossimo post) e alla stessa ottimizzazione della propria presenza su Google+ per i motivi visti precedentemente.

3. Più investimenti nel Content Marketing

Il trend è attivo già da qualche anno ed è stato dimostrato più volte come i risultati della produzione e diffusioni di contenuti siano efficaci: dal miglioramento del posizionamento sui motori di ricerca, al buzz marketing, all’aumento della notorietà di marca.

Per il 2014 però, la concorrenza nel Content Marketing si giocherà principalmente sulla novità ed originalità dell’idea e/o messaggio veicolato attraverso il medium (che sia un video, un’immagine o un’infografica) e l’idea di Volvo Trucks si è mostrata vincente sotto tutti i punti di vista. 🙂

4. Mobile mobile mobile…ma quando arriva?

Il 2014 secondo me sarà l’anno in cui gli accessi a piattaforme come Facebook da mobile supereranno quelle desktop ma poi, analizzando la media di presenza mobile della aziende in Italia, ci scontriamo con la triste realtà che vede ancora la gran parte delle aziende prive di un sito responsivo. Questi saranno i quattro principali punti su cui investire per il 2014 a livello di web marketing. Se avete altre proposte da non sottovalutare, segnalatecele nei commenti. 😉

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Giancarlo Contenti

    Ma chi diavolo deve investire in adv su Facebook ? I polli ? Il social network si è dato la zappa sui piedi da solo spremendo gli utenti come limoni, soprattutto i singoli (smettetela di pensare alle grandi aziende, è un social network famoso perché fa forza sugli individui), la gente comune che non ha un cavolo da fare e che crea pagine per intrattenere le persone. Se viene tolta la possibilità di creare pagine, limitandone altissimamente la visibilità con il pagamento, l’unico effetto sarà quello della migrazione verso altri social o l’interruzione delle attività (chi ce lo fa fare, se non otteniamo risultati ?), avendo come conseguenza la sempre più calante attività degli individui su facebook. Altro che 1 miliardo di utenti, prevedo un lento declino. Un tempo c’era IRC, poi MSN, ora facebook… arriverà altro 😉

    • romolo gaddi

      concordo pienamente

  • Carlo M.

    Continuo a chiedere in giro la domanda seguente, ma nessuno mi risponde.
    Che vantaggio c’è a incrementare artificiosamente il numero di “mi piace”, di amici, di seguaci, di visualizzazioni sui social network, se dietro a tali persone fittizie non ci sono persone reali? Sono solo le persone reali che spargono la voce. Sono solo le persone reali che comprano i prodotti. Grazie.

    • Ciao Carlo e chi lo dice che non ci sono persone reali dietro? Se queste persone “fittizie” poi convertono, compiono un’azione, un acquisto e fanno aumentare il fatturato dell’azienda, dubito che siano persone fittizie.

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