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The Social Network il film: la recensione

Ieri sera siamo stati alla prima nazionale di “The Social Network”, il film che tanto sta facendo discutere e farà sicuramente discutere nei prossimi mesi. Siamo stati credo i primi a vederlo in Italia e in esclusiva, il film è stato proiettato in tre sale italiane: Bari, Napoli e Firenze.

Non siamo bravi a scrivere recensioni e questo non è un blog che parla di cinema ma ci sentivamo in dovere di spendere qualche riga per questo film che, per la prima volta nella storia, parla del fenomeno sociale che più sta influenzando la vita digitale di tutti ma non solo, anche quella relazionale.

The Social Network: un po’ di trama

The Social Network è la storia dello studente “sfigatello” Mark Zuckerberg, studente all’università di Harvard, programmatore esperto, nerd matricolato e con una fidanzata che perde all’inizio del film perché troppo concentrato sui suoi progetti e sulle sue manie di protagonismo che gli danno (secondo lui) il permesso di sminuire la propria ragazza, finché non gli dà il benservito.

Mark giunge alla ribalta delle cronache locali (college di Harvard) non appena riesce a far andare in crash la rete dell’università, escogitando un sito che permette a tutti di votare i volti delle ragazze del college, totalizzando 22mila accessi unici e mandando in tilt il sistema.

Viene notato da due ragazzi facoltosi che, assieme al proprio socio, avevano un’idea: una sorta di social network che sarebbe poi diventato Facebook! Se non fosse che dopo aver chiesto la collaborazione a Zuckerberg si vedono soffiar via l’idea e nel giro di poche settimane “The Facebook” è online. Inizia così l’ascesa al potere del colosso di Mark Zuckerberg.

Ieri sera ci siamo sbizzarriti a trovare possibili definizioni per questo film. Si andava dal mio “un film di nERDA” ad altre come “un film di nerd sessisti” :-D.

Perché vi starete domandando?

Bene, per tutta la durata del film ciò che emerge maggiormente sono due cose:

  • Il talento, la sfacciataggine, il fiuto e l’egoismo di Mark Zuckerberg;
  • Il ruolo della donna (tutte le donne presenti del film) relegato a “stupida oca”, sfruttata solo come oggetto per rapporti sessuali dell’ultima ora, dopo una giornata di smanettamento ai pc e i primi successi finanziari.

Il talento di Mark, almeno nel film, è spaventoso. Un ragazzo informale al cento per cento che se ne frega della burocrazia, dei provvedimenti disciplinari, dei consigli degli amici o delle accuse dei suoi avversari, ma che ha soltanto in mente l’obiettivo di creare qualcosa di grande, qualcosa di “figo” come lo definisce lui stesso. Questo è un aspetto positivo del film, perché se nella vita hai un sogno, ti batti contro tutti per realizzarlo, scopri il modo prima di creare qualcosa di nuovo e che piaccia alla gente e in un secondo momento di trovare la via migliore per commercializzarlo. Questa è la logica del film.

Ciò che però non ci è piaciuto è come viene trattata la donna; esclusa completamente dalle attività informatiche e utilizzata quale esclusivo “mezzo sessuale” con battute di copione che rasentano l’osceno e il massimo della stupidità.

Possiamo solo dire che, almeno secondo noi, (improvvisati recensori di film) questo “the social network” non gioverà molto alla fama personale di Mark Zuckerberg, perché, diciamoci la verità, ne esce fuori malino e che anche le donne che vedranno il film si sentiranno un po’ escluse dal fenomeno social dell’ultimo decennio sviluppando (forse) un certo “odio” non solo verso il titolare di The Facebook, ma anche verso un po’ tutti i geek.

Aspettiamo che tutti voi lo guardiate e che possiate dirci cosa ve ne pare. Buona visione!

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Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • ilmisci

    Ciao,nmi permetto di aggiungere alcune considerazioni. n- Il film non rende giustizia al libro da cui e’ tratto (the accidental billionaire di Ben Mezrich). n- Zuckerberg non ha mai voluto rilasciare un intervista o commento all’autore del libro durante la fase di ricerca, tutte le informazioni presenti si basano principalmente sulle testimonianze di Saverin e dei gemelli Winklevoss.nnPer quanto riguarda il ruolo delle donne, non ci vedo tutta questa misogenia soprattutto se consideri che la parte iniziale sulla fidanzata e’ marginale nel libro originale, che comincia invece spiegando come Zuck. e Saverin si sono conosciuti. nnCosa viene invece fuori dal libro/film e’ la cattiveria che nasce dai soldi, la determinazione di chi vede un profitto, e lo persegue con tutti i mezzi. nChi ha fatto la soffiata alla festa dove era presente Sean Parker (il fondatore di Napster)? Chi ha deciso di far fuori Saverin quando FB iniziava a crescere? Cosa sarebbe stato Facebook senza il primo finanziamento fatto dal fondatore di PayPal?nnInsomma, credo che nel libro/film ci sia molta piu’ politica del successo di quanto si pensi, e che Zuck. alla fine sia un esempio di dove la determinazione possa portare. nnPer finire: un commento di Zuck poco dopo l’uscita del film e’ stato: dirigo un’azienda con 500 milioni di clienti, se 5 o 6 milioni di persone guardano questo film non sara’ la fine del mondo.

  • Ciao Michele,nngrazie per il commento e il tuo contributo.nnNon avendo letto il libro non so dirti molto in merito. So che Zuckerberg non era tanto d’accordo col film perchu00e8 secondo lui non rispecchia la vera storia, ma appena mi potru00f2 ho intenzione di leggere il libro! ;-)nnA presto

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