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Social Media addicted da spiaggia!

Estate, tempo di bilanci e raccolta dei risultati ottenuti nel primo semestre dell’anno, tempo anche di pressioni incessanti da parte dei clienti per concludere i progetti prima del fatidico relax, se può esser definito mai relax.

La vita del Social Media Addicted, questa figura non mitologica che identifica quella persona che opera e lavora con i social network e che in mobilità ha bisogno di tener sotto controllo quello che avviene sui propri canali, non si ferma mai anche (e soprattutto) in vacanza condizione predominante di fatidico relax. Il motivo, diciamocela tutta, è principalmente legato al fatto che mescolare lavoro e divertimento, in questo mestiere, è molto facile.

Funny surprised woman watching social media in a smart phone on the beach

Credits immagine DepositPhotos

 

Oggi, facendo un po’ di autocritica e analizzando i miei comportamenti in spiaggia come se mi vedessi con gli occhi di un’altra persona, ho pensato di raccogliere i modus operandi che il social media addicted, per delizia o per mestiere, adotta in spiaggia e che, visto dall’esterno, può suscitare un po’ di interesse come una piccola bestiola incontrata in natura.

L’equipaggiamento base è costituito da pochissimi strumenti: smartphone, tablet, libri tecnici di qualsiasi genere e, novità dell’anno, l’attualissima custodia per smartphone che permette di scattare foto sott’acqua. Ma vediamo al dettaglio di quali sono i comportamenti tipici “da spiaggia”.

1. L’organizzazione del viaggio

Il tutto parte dal progetto di viaggio, che non è solo un progetto ma un vero e proprio studio delle ambientazioni per carpire se sono adatte ad accogliere una personalità così complessa. Dunque studio dell’hotel adatto a soddisfare le esigenze in primis di connessione, il wifi è come il bagno deve esserci in camera, secondario è che abbia una vista mozzafiato che serva a garantirsi una sufficiente dose di immagini con angolazioni inimagginabili sulla baia marina e sul tramonto e che abbiano la unica, innaturale, caratteristica: generare il rosicamento!

2. L’arrivo in spiaggia

Immancabile uno scatto pre arrivo, magari far vedere l’ultimo paio di infradito da urlo, equipaggiamento da spiaggia o comunicare al popolo del web, che magari è seduto in un ufficio, la richiesta vitale del “dove mi metto?”.

3. Il relax in spiaggia, non è mai fine a se stesso

Non si può stare in relax senza aver assunto la posizione tipica del “smartphonomane” (stesi sul dorso con lo smartphone tra le mani) e, dopo un fugace tuffo in acqua giusto per temprare il calore, quel che preme di più è l’attività sui social che è avvenuta sui post pubblicati a colazione e appena arrivati in spiaggia, che prevede analisi delle notifiche, risposta ai commenti, lettura messaggi privati e ovviamente una sbirciata alla mail (che qualcosa c’è sempre).

4. Il bagno

Classicamente dovrebbe essere un momento di relax in cui ci si crogiola nelle fresche acque o si fa una bella nuotata a largo lontano dal caos, ma per i social media addicted no. Per coloro che posso definire “più accessoriati”, e sono molti, scatta l’uso della custodia impermeabile che attiva l’istinto creativo e fa nascere l’esigenza di diventare dei veri e propri fotografi subaquei a caccia di specie rarissime (per lo più banalissimi pesci) per poi finire per scattare il classico selfie sott’acqua!

5. Lo spuntino

Quando si è al mare, a meno che non si ha a seguito qualcuno che prepari per te, si va alla ricerca di un ristorantino “cheap” che accontenti gusto e portafoglio, ma anche il proprio istinto di #foodporn! Alla fine forse proprio tutti i ristoranti l’hanno capito che questa cosa di scattare foto “fa figo” e dunque, la presentazione dei piatti è quasi spesso impeccabile. Piatto di cibo davanti, anche se stai morendo di fame, blocchi tutto e tutti e li vai giù di scatto in scatto e giusto che ci si è anche una veloce controllata alle mail.

6. Le letture

In spiaggia non vale portare libri sentimentali o per perdere tempo, che figura si farebbe! Il vero social media addiced porta con sé libri di lavoro, quelli che servono per aumentare la propria conoscenza, rimanere aggiornati e informarsi o in rari casi libri impegnati e filosofici. Anche qui lo scatto è d’obbligo, un selfie va bene ma meglio se viene scattato sembrando fugace e non preparato dal nostro compagno di ombrellone. Tutto questo può non accadere se si è tra i fortunatissimi che con l’ebook reader possono permettersi di leggere Topolino ed assumere comunque un aspetto da intellettuale!

7. La curiosità

L’occhio del social media addicted è attentissimo! Per deformazione professionale, dovuta ad anni di duro allenamento nella lettura veloce dello streaming di Twitter alla ricerca del tweet interessante, quasi come un animale da caccia, scruta intorno qualsiasi particolare, scena o cosa buffa che possa esser comunicata sui social e statene certi che ce n’è di cose interessanti in spiaggia. Una volta carpita, di solito si predilige un bello status update (principalmente su Facebook) dove si può raccontare del bambino chiassoso, del bel tenebroso o del marocchino con il bancomat! 😀

8. L’analisi della sabbia come l’analisi di un report

Infine quando si è presa ufficialmente la decisione di stendersi al sole e rilassarsi nel vero senso della parola abbandonando ogni dispositivo connesso a una qualche rete, passando le mani nella sabbia per accontentare il senso del tatto e fare un bagno di sole, ecco che appare quella conchiglia meravigliosamente unica, rara, non ne esistono altre in natura e li, non puoi non permetterti di fotografarla.

Dura la vita del Social Media Addicted sulla spiaggia, per quanto ci si sforzi di esser fuori dal cerchio alla fine si finisce sempre per ricaderci. Ma quest’anno una cosa me la sono promessa: sulla spiaggia niente smartphone, niente social.. ma se poi vedo qualcosa di sorprendente? 😀

Buone vacanze! 😉

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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