Social Media Marketing

10 vecchie funzionalità Social e Canali estinti che forse ci mancano

I tuffi nostalgici sono sempre belli, ci fanno ricordare quanto eravamo fortunati avendo poco e quanto ci divertivamo quando tutto era più semplice e meno articolato. Pensiamo ai Social. Più o meno tutte le generazioni che leggono questo blog sono state protagoniste del passaggio dal Web “classico” al Social Web non solo da utenti, ma anche come veri e propri gestori di profili business promozionali. Insomma wcon il Social Web siamo cresciuti.

Pensateci un secondo, il fare marketing con Facebook, quasi al 90%, lo abbiamo imparato sulle nostre pagine personali, primo vero banco di prova. Abbiamo assistito al passaggio di Facebook da canale di “acchiappo”, deformazione dei Social in quel periodo, a un vero e proprio strumento di marketing.

Abbiamo imparato a dialogare a nome dell’azienda, abbiamo studiato cosa funziona e cosa no su una pagina, ci siamo impratichiti sperimentando, anche attraverso tentativi ed errori. Abbiamo visto canali cambiare totalmente, arricchirsi di più importanti potenzialità, ma abbiamo visto anche altri sparire.

Da questa riflessione nasce questo post. Vuol esser un tentativo di riesumare le vecchie funzionalità, ora non più esistenti, e ricordare i vecchi Social ormai parte solo dei nostri ricordi, un po’ per nostalgia, un po’ per dare una percezione tangibile del grosso cambiamento a cui abbiamo partecipato nel corso di pochi anni.

Ne abbiamo scelti 10, quelli che più hanno segnato il cambiamento.

1. Le tab iFrame, FBML e likegate di Facebook

Facebook è stato il canale che più di tutti ha intuito le potenzialità commerciali che potevano esser nascoste nei profili e ha da subito lavorato per offrire strumenti super potenti per il marketing. Dapprima la creazione delle mitiche “pagine fan”, luogo di approdo dei simpatizzanti di un brand, e la successiva introduzione delle famosissime tab iFrame compilate in un linguaggio proprietario chiamato FBML.

L’impegno di molti, compreso il nostro, è stato quello di imparare a manipolare il linguaggio ed utilizzarlo per creare le “pagine di benvenuto” Facebook che erano principalmente progettate per sfruttare il meraviglioso stratagemma del “likegate”, ossia il pagamento con il like dello scaricamento di una risorsa nascosta.

Hanno funzionato benissimo, era un modo davvero interessante per avvicinare gli utenti, anche perché erano concepite come una sorta di “porta di ingresso” dietro la quale c’era qualcosa di misterioso e celato, che andava scoperto.


Dapprima hostate proprio all’interno di Facebook, le landing si sono evolute e prima hanno richiesto lo spostamento su un server esterno, divenendo in puro HTML e linguaggi per il web, per poi arrivare all’introduzione obbligatoria dell’SSL per l’integrazione delle pagine all’interno del canale (valida ancora oggi).

Quel giorno che ci divertimmo a portare Google su Facebook

Oggi il linguaggio FBML non esiste più e neanche il likegate, ma le tab possono essere ancora sfruttate per l’inserimento di contenuti esterni come Social Netiquette, iniziative commerciali o customer care.

2. Location based 4sq e Gowalla

Un’altra rivoluzione è stata quella dei Social Location Based ossia di quei canali sociali che sfruttavano la localizzazione più il mobile per funzionare.

Pioniere fu Foursquare che nel 2009, strappando l’idea a Gowalla nato prima ma un po’ in sordina, stravolse il Geo Local Marketing per le strutture locali. Il sistema permetteva di beneficiare di uno strumento con funzionalità promozionali territoriali, anche senza far nulla.

Ignare aziende si trovavano, grazie agli utenti, ad avere una pagina luogo, con commenti, foto e tantissimi checkin, poi riscattabile dall’azienda e che poteva esser certificata apponendo il famosissimo badge in vetrina.

Adesivo di Foursquare

Galeotti furono i concetti di “venue” e “mayorship” e la possibilità di ottenere badge. Hanno rappresentato il vero motore del successo del Social. Il fatto che chiunque potesse creare dei luoghi diventare sindaco e guadagnare punti e adesivi, oltre che scalare la leaderboard per diventare primi, ha spinto molti utenti ad avvicinarsi a 4sq e farlo diventare “oggetto” di uso quotidiano.

Oggi Foursquare ha cambiato completamente il suo obiettivo, diventando un canale di ricerca di locali con un motore semantico più orientato a fornire all’utente suggerimenti per interesse, conservando il concetto di Local, ma lasciando tutta la parte ludica all’app satellite Swarm che onestamente utilizzo, ma non spessissimo, che ingloba tutte le azioni di ottenimento badge (ora adesivi) e checkin.

Gowalla invece ha chiuso i battenti e fu acquisita nel 2011 da Facebook e probabilmente la sua anima funziona all’interno delle pagine luoghi del canale, e nelle localizzazioni delle pagine luogo introdotto nell’aprile del 2011.

3. Coupon Foursquare gli special e Facebook Deals

Foursquare ha di per sé un altro merito: l’aver ideato gli Special. L’evoluzione del Marketing Localizzato, infatti, lo dobbiamo in buona parte all’introduzione degli “Special” per le attività commerciali riscattate.

Vi ricordate le offerte che potevano esser sbloccate solo al checkin in un locale, o quelle che permettevano solo ad un tot di persone di riceverla? Ebbene parliamo di questo. L’idea era grandiosa e con un enorme potenziale. Ha funzionato egregiamente per molto tempo, anche noi avevamo attivato un’offerta anche se ahi noi non è mai stata utilizzata, anche se richiesta. Oggi non ci sono più tracce di Special sul canale.

Il sistema a suo tempo, però, non passo inosservato agli occhi di Facebook. Quest’ultimo, intuendone le potenzialità, introdusse nel 2011 Facebook Deals un sistema anch’esso studiato nella medesima maniera degli Special, ma mai decollato, scomparendo in breve tempo.

4. Switch per utilizzo di Facebook pagina come profilo

Tornando a Facebook una delle feature interessanti che recentemente abbiamo visto sparire, riguardava la possibilità di utilizzare la pagina come profilo.

Se ricordate nei profili personali avevamo a disposizione un menu a tendina che ci permetteva di selezionare i profili delle pagine, da quel momento potevamo agire su altre pagine, altri profili, gruppi, per mezzo del nome_pagina.

La funzione era molto utile perché creava un ambiente di gestione business unico e non permetteva di incorrere in errori di pubblicazione sui profili a nome di brand, cosa che abbiamo visto accade.

Source Facebook: Social Media Epic Fail

La funzionalità continua ad esistere per mezzo dell’app Pagine, anche se con alcune limitazioni di azione, più che altro dettate dal limitare le azioni di spam.

5. Del.icio.us, Friendfeed e Schemer

Ma voi ve le ricordate ancora i meravigliosi Social di bookmarking? Questi canali ci hanno insegnato come strumenti apparentemente inutili, potessero diventare una fonte di informazione non indifferente.

Quando ancora Facebook era ancora molto confuso nell’organizzazione dei contenuti, e spesso ci trovavamo ad avere informazioni sui familiari piuttosto che su argomenti che ci interessavano realmente, Del.icio.us e Friendfeed si sono fatti spazio creando un ambiente unico, ed altamente organizzato, nel quale riversare tutti i contenuti di interesse, nonché di riceverne altrettanti, seguendo opportuni profili. I due canali però non hanno retto al crescente predominio che nel tempo hanno assunto gli altri canali, tra cui Facebook e altri aggregatori più snelli ed automatici come Flipboard, ed oggi siamo a ricordarli con nostalgia.

C’è stata poi un’apparizione di brevissimo corso: Schemer. Qualcuno lo ricorda? L’app di Google fu lanciata nel 2011, anno del boom di Social e di novità sui social. Era l’anno in cui conobbero popolarità Pinterest o Google+, in quel contesto nacque anche Schemer che si affacciò con prepotenza, spinta dal famosissimo padre Google.

Cosa era? Un generatore di “schemi”, una sorta di “lista dei desideri” e di to-do-list da fare o in programma, aggregate in un unico ambiente e consultabili pubblicamente da tutti i follower. Insomma un divertente modo di far sapere agli altri quali sono i nostri obiettivi futuri e il progress nel loro raggiungimento. La vita del social è stata brevissima, ma ha lasciato un segno.

6. Possibilità di mettere in evidenza i post dal profilo personale

Era il 2012 ed è stato il momento in cui Facebook ha permesso ai profili personali di promuovere a pagamento singoli post, proprio come si fa attualmente con le pagine.

Per un breve periodo qualsiasi utente ha avuto la possibilità, pagando una fee minima che partiva da 1.31$ o su un acquisto di un pacchetto di crediti, di promuovere il singolo contenuto per renderlo più visibile nello streaming, al top di tutti i contenuti.

Probabilmente la feature introdotta può esser considerata più come un test iniziale che Facebook ha voluto fare per capire se il sistema di promozione su singolo post potesse funzionare meglio, piuttosto che la promozione di un’intera pagina.

Ad oggi non se ne sente la mancanza anche perché ci sono le pagine che offrono la stessa funzionalità, nel luogo adatto.

7. Statistiche sui post su G+

Una cosa che mi manca tantissimo sono le statistiche belle e dettagliate dei profili di Google+. Nell’aprile del 2014 finalmente entravamo in possesso di uno strumento analitico che ci permetteva di misurare il rendimento dei post sul canale.

Un dettaglio approfondito ci dava la percezione di come andava l’andamento della pagina in termini di engagement, anche sui singoli post.

Attualmente le statistiche non sono più disponibili, sostituite da un sistema che monitora l’influenza complessiva del profilo e con dei dati in percentuale di non molto appeal e che danno l’idea più di qualcosa di complessivo, che analitico.

8.Twitter in 140 caratteri, e solo testo

Twitter è l’ultimo canale in ordine di tempo che ha deciso di stravolgere completamente la logica secondo la quale era stato creato. Abbiamo imparato ad esser sintetici e concisi nei messaggi proprio grazie a Twitter. Ogni messaggio di risposta deve esser concentrato in poche parole, proprio come logica dei Social vuole, ma a breve non sarà più così.

Twitter sta cambiando le regole di pubblicazione, raddoppiando il contenuto di ogni tweet a 240 caratteri. Meglio o peggio? Al momento non lo sappiamo, ma ero personalmente affezionata all’idea che le tantissime notizie che mi scorrevano davanti allo streaming fossero di veloce consultazione e essenzialmente snelle. Peccato..

9. Cinemagram e Vine

Prima che Snapchat o Instagram/Facebook Stories facessero capolino tutti abbiamo imparato a creare video “artistici”, senza l’aiuto di lenti o effetti, con Cinemagram e Vine. Le due app hanno rappresentato la svolta nell’editing dei video filmanti, creando una nuova forma di comunicazione breve ma che sfruttasse la creatività derivante dal montaggi di filmati.

I due Social hanno decretato il successo dei microvideo, attualmente sfruttati da moltissimi brand.
Oggi Vine non esiste più, Cinemagram si è totalmente rinnovato, ma posiamo dire che le “storie” abbiamo imparato a crearle e manipolarle attraverso questi due embrionali canali di marketing.

10. Blog, pare siano morti

Ad oggi la cosa che continuo insistentemente a leggere e che mi fa sorridere parecchio è la morte dei blog. Ho deciso di introdurla all’interno di questa lista per sorridere e beffarmi di chi lo pensa. Se sei arrivato a leggere fin qui, e pensi che il blog sia morto, ebbene ti informo che questo è un blog ed è tutt’altro che morto. Il blog è a tutti gli effetti uno strumento di marketing e quindi ha aspetti promozionali non indifferenti, probabilmente morirà nel momento in cui morirà il Web. Non credi?

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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