web 2.0

7 soluzioni strategiche per un migliore processo di vendita online

Il nostro focus principale è anche quello di raccontare come il web si evolve nel corso degli anni, analizzando anche le sue più piccole sfaccettature che gli permettono di adattarsi sempre di più a quelle che sono le esigenze del cliente.

Contro ogni qualsiasi teoria azienda-centrica, il web attuale si muove nella direzione dell’utente, tutto ruota intorno a lui, alle sue opinioni, alle sue voglie e volontà ed è tutto adattato e creato per rendere l’esperienza con il canale al più alto livello di qualità possibile.

Le aziende dal canto loro, non sono in balia del mare del web, anzi, è esso che, proprio grazie all’introduzione di servizi come i social, offre alle aziende nuovi modi per coinvolgere l’utente, futuro cliente, nelle attività aziendali le quali, dovrebbero, avere come unico focus quello di garantire che un pezzo della giornata online dell’utente sia spesa per familiarizzare e conoscere un brand. Tutto questo certamente andrà a favore dell’utente che avrà ciò che desidera, ma è anche un pro per l’azienda che si promuove perché gli permetterà, nell’immediato di stabilire una relazione e farsi conoscere, e nel futuro si garantirà, con buona speranza, un buon revenue.

CMO_evoluzione

Questo scenario è ovviamente ottenuto dalla mutata concezione di “cliente” che, benché già importante in passato ma solo al fine di garantire introiti, oggi diventa determinante nelle scelte d’acquisto: un utente soddisfatto è un potenziale influencer e portavoce della bontà dell’azienda. Tutto questo è riconosciuto con il nome di “trust signals”.

Il marketing dunque deve, per forza di cose, cavalcare quest’onda per esser vincente e ovviamente il tutto passa dal conoscere gli strumenti a disposizione, saperli integrare in modo sapiente con i piani aziendali e comunicare in modo efficace.

Una ricerca di SAS ha avuto il compito di mostrare uno spaccato dello scenario attuale del consumatore (quello 2.0) immerso nel contesto del web e delle sue reali esigenze, proponendo e delineano possibili soluzioni per rendere il processo di vendita molto più naturale e meno invasivo possibile.

Tra tutti, lo strumento sul quale si fa maggiore leva è la Data Visualization che, oggi come oggi, è uno tra i mezzi che permettono di veicolare messaggi e informazioni importanti in modo essenziale, ma efficace dal punto di vista comunicativo, non solo; fondamentale diventa anche permettere che tali contenuti vengano “consumati” in modo corretto e diffusi in modo che diventino il più penetranti possibili.

Tanto importante quanto mostrare l’azienda, vi è anche come preliminarmente predisporsi per riuscire poi a veicolare nuovi prodotti, e anche nuove campagne, grazie al web. La domanda è: come fare a migliorare il processo di vendita dalla base?

1. Conoscere il comportamento

Innanzitutto diventa fondamentale analizzare i percorsi che l’utente svolge assiduamente ad esempio su sito, luogo in cui si può sperimentare di più, perché è il modo per capire dove rendere un messaggio visibile per garantire che esso riceva una conversione maggiore

2 Garantire supporto

Se l’utente è in difficoltà, il fatto di sapere di poter contare su un servizio clienti sempre disponibile e molto flessibile alle esigenze, anche orarie, è una tranquillità in più che crea fiducia e migliora l’esperienza complessiva che l’utente ha dell’azienda. Dunque predisporre migliori e più efficaci metodi di contatto con l’azienda.

3. Monitorare il traffico social

Vuol dire analizzare la brand reputation sulla base della lettura degli “umori” degli utenti, in piccolo sulle azioni social attuate da piano editoriale, ma anche in grande dando uno sguardo a come un prodotto o servizio è percepito dal consumatore ed agire al fine di migliorare la linea d’azione

4. ROMI (Ritorno sull’Investimento di Marketing)

Una strategia può definirsi di successo se si son raccolti risultati in linea con gli obiettivi iniziali. Ma come farlo se si ha a che fare con i social? Conversioni su azioni mirate come gli Ads sociali, click su links monitorati, visualizzazioni ed engagement misurati con gli analytics interni al canale sono i modi migliori per tenere sotto controllo ogni azione social ed interpretarle come segnali di interesse (brand awareness) da parte degli utenti che potrebbero tradursi, in futuro, in miglioramento sul ROI.

5. Geotargetizzare

Posizionare un nuovo prodotto o servizio, poi, nel luogo dove questo possa avere maggior riscontro è determinante per accogliere maggiori consensi. Studiare dunque l’area geografica in cui l’azione potrebbe riscuotere maggiore attrattiva.

6. Analizzare i processi decisionali

Altra fase essenziale è quella di conoscere nel dettaglio il percorso che l’utente svolge prima di effettuare un acquisto studiando chi ha già convertito e domandarsi “cosa influenza maggiormente la decisione?”, “l’importanza del brand?”, “L’innovazione del prodotto?”, “La qualità delle informazioni ottenute tramite la rete?”

7. Stagionalità del prodotto

Anche se un prodotto potrebbe esser forte in termini di vendite durante tutto l’anno, potrebbero esserci comunque dei picchi in cui esso subisce degli andamenti migliori. Dunque è importante analizzare, ma soprattutto conoscere, queste informazioni per capire quando poter è migliorabile l’influenza sulla decisione d’acquisto, con azioni di marketing mirate, in modo tale da garantire anche miglior performance di vendita per l’azienda.

L’ebook lo trovate a questo link

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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