Social Media Marketing

“Reazioni” di Facebook: uno studio rivela il loro scarso utilizzo

Sicuramente avrai notato la reaction a forma di margherita apparso durante la giornata di Domenica, per la festa della mamma. Una reaction diversa dalle classiche lanciate qualche mese e che, probabilmente, è stata introdotta anche per testare l’utilizzo di reazioni specifiche da utilizzare in determinati eventi.
Il potenziale delle reactions da parte degli utenti è elevatissimo. Mi vengono in mente almeno due utilizzi:

1. big data. Pensa all’analisi delle emozioni/reazioni degli utenti in relazione ai contenuti postati. Si avrebbero a disposizione una serie di dati da cui si potrebbero estrarre una miriade di informazioni, come le preferenze politiche, i sentimenti verso episodi di cronaca, l’appoggio o contrarietà verso un brand o un suo prodotto o, nei casi di crisis a cui segue un messaggio di scuse dell’azienda, quanto questo può essere reputato credibile dai follower.

2. perfezionamento del targeting degli ads (ma anche di tutte le future campagne di marketing on e off line). A partire dalle campagne di ads gestibili dall’inserzionista fino a quelle pianificate e lanciate dai grandi brand. Il corretto utilizzo di una serie di informazioni sul sentimento degli utenti (miliardi di utenti) in relazione ad una molteplicità di casistiche, permetterebbe di migliorare contestualità ed efficacia del messaggio in un’ottica win-win.

viva la mamma

La reaction per la Festa della Mamma

Questo sarebbe il sogno che ogni marketer vorrebbe vedere avverarsi, ma per adesso resta, appunto, soltanto un sogno.

Questo perché, come esaminato da una recente indagine condotta dalla piattaforma di social analytics Quintly, le Facebook Reactions sono ancora utilizzate pochissimo.
Quintly ha analizzato circa 130 mila pagine facebook per cercare di comprendere quanto utilizzo c’è delle reaction rispetto alle altre azioni di interazione su un post ed è emerso che soltanto il 3% delle interazioni sui post consisteva in una Reazione Facebook.
Il restante delle interazioni, quindi il 97% del totale, era rappresentato da “mi piace”, commenti e condivisioni.

FacebookReaction1

Un dato veramente basso e che potrebbero farci pensare che, appunto, le Reactions non piacciano agli utenti.

Del 3% delle Reactions, il 50% consisteva nella reazione “love” (il cuoricino).

facebookreaction2

Come motivare la bassa adozione?

Sicuramente le ragioni dello scarso utilizzo possono essere due. Da un lato c’è da dire che le reazioni di Facebook sono state lanciate 3 mesi fa, non troppo tempo se ci pensiamo, e il set disponibile ne comprende ancora poche.
Probabilmente l’adozione potrà aumentare col tempo. Consideriamo inoltre che, una reaction, a differenza di un like, entra più in profondità nella nostra privacy chiedendoci di esprimere un sentimento e non tutti siamo disposti a “dichiararci” pubblicamente su una tematica.

C’è poi una ragione più tecnica ed è legata all’interazione con la reaction: mentre il click sul like button ci richiede soltanto un’azione, quella sulla reaction ce ne richiede due. Dobbiamo prima cliccare sul like button e poi cliccare su una delle reaction nel popup che si aprirà in seguito.
Sappiamo benissimo quanto l’utente voglia semplificate le sue azioni di fruizione e interazione con i contenuti e questa può essere una ragione molto plausibile.

Concludendo, non credo che Facebook deciderà di interrompere l’utilizzo delle reaction pur sapendo che, al momento, soltanto una piccola percentuale degli utenti le sta utilizzando.
Al contrario, credo proprio sia uno dei prodotti sui quali scommettono di più. Dall’aumento delle adozioni delle reactions da parte del pubblico dipende, se ci pensiamo, l’aumento dello strapotere commerciale (e il fatturato) di Facebook.

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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