social media, Social Media Marketing

Posizionarsi con Facebook: le nuove regole del like building

Da buon promotore del Social SEO quale sono, è da quasi due anni che vado affermando che i social media saranno i veri protagonisti futuri dei fattori di posizionamento nei motori di ricerca, attività meglio conosciuta come SEO. Fino a un annetto fa erano solo teorie senza dimostrazioni pratiche, ma che ora, dopo le affermazioni di Google e Bing e gli esperiementi di SeoMoz, prendono sempre più piede. Avere un progetto nel web non orientato al social web significa non essere visibili. Certo, se è una nicchia poco concorrenziale basta avere un sito ottimizzato internamente e sei li su Google, ma per nicchie competitive, pensiamo a quelle turistiche, non puoi più fare a meno di una ben radicata presenza nei social. Al giorno d’oggi quindi, se non sei visibile nel web, è inutile pure esserci.

Qualche giorno fa, quelli di SeoMoz, che sviluppano software e fanno ricerche interne a livello ingegneristico, presentano l’ultima ricerca sull’incidenza nei motori di ricerca, dei link condivisi da Facebook, Twitter, Google Buzz. Dapprima, in un precedente esperimento, si era avuta la certezza che numerosi tweet da account in trust permettevano di posizionare meglio un sito/post del blog rispetto ai link da altrettanti siti. Si pensava dunque che Twitter fosse molto utile ai fini seo. Tuttavia ora sembrerebbe che è Facebook a far da padrone per quanto riguarda le condivisioni ai fini seo; come emerso dalla ricerca di SeoMoz infatti, gli Share di Facebook sono il fattore più importante che permette meglio di posizionare un contenuto, seguito dai commenti Facebook, dai likes e solo dopo, il numero di tweet/retweets da account Twitter.
Facebook è dunque più importante di Twitter. Perché vi domanderete? Sinceramente, penso che a Mountain View, non fanno altro che adattare gli algoritmi ai trend sociologici e consumistici. Se dunque Facebook è il primo social media al mondo per livello di iscritti e di utilizzo, anche Google gli da maggiore importanza.

posizionamento_seo_facebook

Sono in vena di regali oggi, ed essendo vicini alla Pasqua, vi regalo il mio uovo virtuale che contiene alcuni suggerimenti su come sfruttare Facebook per posizionare al meglio i vostri contenuti

Se realizzate un sito web, prevedete sempre un blog all’interno!

Nel web si parla ancora del fatto che i blog stanno morendo, che i social media li stanno soppiantando, ecc. ecc. Penso siano stupidaggini. Se non avete un blog non potete metterci i tasti “share e like” di Facebook, e il Tweet di Twitter, di conseguenza non potrete ottenere condivisioni e innescare altrettanti meccanismi virali. Altra cosa importante, è che l’avere un blog interno al sito, sia che sia corportate (aziendale) che personale, permette di portare traffico al blog che poi può essere interessato alle altre pagine del sito, visitarle, notare il brand, e creare un flusso di attività sulle pagine che viene notato da Google e, cosa vecchia e risaputa, un sito web aggiornato spesso e con traffico e attività nelle pagine si posiziona meglio di uno statico e non aggiornato.

Inserite il tasto Share nei post del vostro blog, ma anche nelle pagine.

Dopo aver costruito un sito web con blog integrato, non vi resta che completarlo con l’aggiunta del tasto share, sia nei post che nelle pagine (metteteci anche il tweet di twitter!) e l’avrete completato e reso un sito web 2.0. Magari vi chiedete perché noi abbiamo il like button al posto dello share. In realtà mettere lo share al posto del like ha i suoi pro e contro; per mettere il like l’utente fa un solo click, mentre per lo share sono 2, con annessa finestrella pop-up. Tuttavia il like, una volta pubblicato sulla bacheca dell’utente, può essere condiviso dai suoi contatti e in quel caso corrisponderebbe a un vero e proprio share e come tale sarebbe conteggiato. Penseremo meglio a cosa scegliere!

Contenti is King…but relations is Prince!

Sicuramente la regola content is king resta imperante, infatti se non producete contenuti di qualità, originali, attuali e soprattutto, utili per i vostri utenti, non avrete molto possiblità di condivisione e di “viralizzazione”. Ma fare solo ciò oggi non basta! Sviluppare relazioni sociali con i vostri utenti è necessario, perché la componente sociale (social web appunto) prevede anche questo. Quindi interagite, scambiatevi opinioni, sviluppate relazioni durature, organizzate meeting e vedrete come i vostri contenuti, che comunque devono essere di qualità, avranno maggiori possiblità di essere condivisi.

Offrite valore: pdf, infografiche, contest ed eventi riservati

Questa è un’altra di quelle cose che, se mi leggete da un po’ di tempo troverete scritta in miei altri post, ma la ritengo sempre valida (soprattutto perché sono in pochi ad offrire un vero valore agli utenti!) e funzionante come strategia per far parlare di se, ottenere condivisioni e innescare meccanismi di marketing virale. Testato al 100%.

Diventate un brand.

Questo è un punto più markettaro, dove comunque c’è la premessa dell’esistenza di un sito con annesso blog, in cui siano stati installati i tasti share/like di Facebook. Essere un brand significa essere facilmente ricordabili dall’utente, per le associazioni mentali che si creano nel tempo. E’ necessario dunque soddisfare gli utenti che poi potranno essere potenziali clienti, con prodotti/servizi di qualità, con un customer care eccellente (vedi anche sviluppo relazioni nei social) e con sviluppo di relazioni anche uni personali. Utilizzate Twitter per questo!

Se avete altri suggerimenti segnalateceli pure nei commenti, mentre se siete interessati a una consulenza o alla visibilità della vostra azienda nei motori di ricerca, sfruttando i social media in ottica di Social SEO e sviluppando un progetto web 2.0, non potete che contattarci!

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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Area di discussione: dicci la tua!

  • Ma lo share button non ha molto senso c’u00e8 il like che fa la stessa cosa perchu00e8 il seo dovrebbe dare piu00f9 valore al bottone share di facebook?

  • Ciao! Giusta considerazione la tua. Come dico nel post, la cosa va a finire un po’ a scelta personale. Ai fini di ranking pare sia piu00f9 efficace lo share del like, peru00f2 il like u00e8 secondo me piu00f9 facile da cliccare per l’utente, perchu00e8 l’azione u00e8 piu00f9 immediata. C’u00e8 peru00f2 anche da dire che il like u00e8 piu00f9 invasivo nelle bacheche ora che non viene piu00f9 pubblicato come link testuale, come era fino a poco fa, ma come se fosse uno share, e come immagine d’anteprima non prende piu00f9 neanche quella predefinita.

    • mmm ma infatti anche a me faceva cosu00ec il like poi son riuscito a fargli prendere l’immagine che voglio io basta mettergli i meta giusti… in fondo ai post nel mio blog il pulsante like prende immagine del post proprio come lo share(che ora mi sa che lo lascio volevo toglierlo!). :-Dnciao npsncmq se avete notato il pulsante like non piace a google infatti non lo usa da nessuna parte (sembra che ignori facebook), in youtube peru00f2 usa proprio lo share.

  • Pingback: upnews.it()

  • sono d’accordo quasi su tutto: il blog non si addice per tutte le attivitu00e0 commerciali italiane. Prima di parlare di business blog, forse u00e8 meglio pensare di cambiare le attivitu00e0 in italiane , e da li si puu00f2 parlare di blog per le aziende.nnE poi l’uso dei blog, da parte di alcune aziende u00e8 a dir poco sbagliato in quanto non comunicano informazioni utili per il visitatore / futuro cliente / cliente fidelizzato , ma sembra quasi una rassegna stampa sulle info aziendali , rivolte a persone che non cercano quello.nnLa maggior parte delle ricerche che si fanno sul web servono per risolvere quesiti o colmare lacune su un determinato argomento, e non a vedere quando quell’azienda u00e8 in ferie. Per questo le aziende dovrebbero cambiare rotta , cercando di far capire come funziona quel tipo di prodotto tecnicamente parlando, e non tanto di valorizzare il fatto che lo producono pure loro.nnSembrano scemenze, ma con i dati alla mano u00e8 la dura veritu00e0 😀

    • Be si, in effetti quello che scrivo nel blog u00e8 piu00f9 che altro un auspicio. Chi fa social media marketing o comunque lavora nel web e ha un sito web o blog, le sa giu00e0 queste cose (si spera) e sa come ottimizzare post e blog attraverso i social. Le aziende italiane invece che hanno un corporate blog, salvo poche eccezioni, come dici tu il piu00f9 delle volte finiscono per produrre contenuti auto-promozionali. Sappiamo che nel social media marketing, se sei un’azienda la cosa ideale u00e8 trovare una nicchia attorno al proprio business e costruire una storia con elementi esterni (ambiente, posizione geografica, target di clienti, impatto ambientale, ecc.) da cui sviluppare un piano editoriale per i post nel blog. E’ da li che saru00e0 poi possibile, sempre se si sviluppano contenuti di qualitu00e0 e si interagisce con la blogosfera, sfruttare i social media, come facebook, per scalare le serp 😉

  • il like non fa la stessa cosa dello share semplicemente perku00e8 uno condivide l’altro dice mi piace che sono due cose completamente differenti. Lasciate stare il modo con cui viene visualizzato nelle bacheche che potrebbe sembrare uguale, ma non lo u00e8. Inoltre i contenuti condivisi compaiono nel search se scrivete il titolo del contenuto condiviso, con il mi piace non scatta qeusto meccanismo nella ricerca.n

    • Non ho detto che il like fa la stessa cosa dello share, ma che u00e8 efficace quasi quanto lo share, perchu00e8 se uno mette mi piace, e l’elemento viene pubblicato in bacheca, il suo contatto non potru00e0 mettere mi piace all’elemento, bensu00ec solo condividerlo e verru00e0 conteggiato come uno share. Sbagli sul secondo punto, perchu00e8 quello che tu vedi nel search, u00e8 il numero della soma di like+share che il post ha avuto

  • Alberto

    dov’u00e8 il link a SEOmoz?nGiu00e0 che gli freghi le immagini potresti almeno dargli un link back, non per altro ma perchu00e8 volevo leggermi il loro articolo

    • Ma sta arroganza da 4 soldi risparmiatela per piacere perchu00e8 io prima di entrare a casa tua dico Ciao. Il link pensavo di averlo messo e noto ora che mi u00e8 sfuggito, sai come u00e8, oltre a scrivere 2 blog lavoro anche e leggo e studio molto. Poi ti correggo, nel web 2.0 si parla di condivisione non di “fregare”. Il link lo trovi sull anchor di SeoMoz, leggilo che impari molto

  • Sarebbe interessante avere dei dati concreti dell’efficacia dei Social nel SEO con casi reali italiani

    • Raffaele, l’esperienza dei social plugins sui siti u00e8 tuttavia recente, ma credo qualche caso ci sia giu00e0, forse piu00f9 relativo a grandi brand. Comunque mi faccio una ricerca e prossimamente ti faccio sapere 😉

  • Giacomo
  • Pingback: Social Media SEO: cosa influenza il posizionamento | Pensieri Contingenti()

  • Pingback: Like is the new Link [Social Media Marketing] | Pragmatiko()

  • Non è facile creare un blog e portarlo avanti. C’è sempre bisogno di tempo e di una persona che ci si dedica. Avere un blog vuoto come hanno detto già altri non si addice a tutte le attività però spingere i visitatori a interagire con il sito è un’ottima cosa.
    Noi vendiamo dipinti astratti e moderni……:-)

    • Sicuramente, però ti posso garantire che nel lungo termine premia, perchè sviluppi col blog una nicchia, ad esempio nel tuo caso la pittura, e nel tempo i post possono indicizzarsi e attirare ad esempio gli appassionati di quadri dipinti a mano, che potranno anche decidere di acquistare qualcosa. Se possiamo fare qualcosa per voi, strategie per Facebook, realizzazione fan page o seo, contattateci! 😉

Grazie per lo share!

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