Social Media Marketing

Perché le mie Facebook Ads non funzionano?

Mi è capitato più volte, nel corso degli eventi formativi che organizziamo, sentirmi dire qualcosa del tipo: “spendo molto budget in advertising, ma non ottengo risultati di alcun tipo”.

Andando poi ad indagare meglio e “mettendo mano” alla campagna dell’interessato, ho notato come in realtà ci fossero degli errori, spesso anche banali, ma quasi tutti riconducibili alla scarsa conoscenza dello strumento (ads platform) e delle sue possibilità.

Ecco quali sono gli errori più comuni che possono rendere nullo ogni tipo di investimento in Facebook Ads.

Definizione del pubblico.

Se ti trovi alla creazione della prima campagna e non disponi di nessun tipo di risorse a tua disposizione per creare un pubblico personalizzato (indirizzi email, pubblici da pixel di sito web, ecc.), definire il pubblico è meno semplice.

Pensa però, che fino a qualche anno fa c’era solo questa possibilità per iniziare a fare advertising su Facebook.

Dovrai utilizzare gli interessi, il targeting geografico e demografico. Molto spesso è già qui che si cade in errore, perché in funzione degli interessi inseriti, il pubblico può estendersi o restringersi troppo.

La regola generale è quella di creare dei set di annunci unici per ogni pubblico.

Evitare di creare pubblici con interessi disomogenei per una stessa inserzione.

Evitare inoltre, di creare pubblici troppo generici, larghi o troppo ristretti.

La creatività dell’annuncio.

Spesso ci si concentra molto sulla costruzione del pubblico (cosa che richiede comunque molta attenzione) tralasciando però la creatività. Con creatività intendiamo sia il copy, sia il contenuto multimediale dell’annuncio (immagine, video, carosello, ecc.).

Mi è capitato di vedere inserzioni con copy scritti in stampatello senza alcun senso o senza alcuna call-to action. Immagini sgranate o non uniformate alle dimensioni richieste dall’inserzione.

Il copy dovrebbe seguire l’obiettivo della campagna scelto ed adeguarsi ad esso. Le parole usate nel copy possono avere interpretazioni differenti per utenti diversi, è bene tenerne conto. La sperimentazione è dunque d’obbligo ed è impossibile oggi pensare di fare campagne senza molteplici varianti di annunci diversi per creatività.

Non attenzione alla saturazione dell’annuncio.

Quando l’annuncio raggiunge tutto o quasi tutto il pubblico che hai definito e le “azioni” sull’annuncio diminuiscono, dovresti pensare ad aggiornare la campagna. Vuol dire che si è giunti alla saturazione dell’annuncio ed è meglio cambiarne la creatività e, probabilmente, anche l’obiettivo.

Un occhio fisso alle statistiche dell’annuncio è dunque d’obbligo.

Non collegare annunci a specifiche landing page.

A meno che l’obiettivo delle campagne sia quello di aumentare l’engagement dei post o i like alla pagina, pensare di inviare traffico profilato su un generico sito web o su una landing page non progettata per il completamento di una conversione, è puro spreco di budget.

Eppure, questo è uno degli errori più comuni commessi anche da chi è un advertiser più esperto.

Se lavorare su creatività e targeting dell’annuncio è importante, progettare una landing page che completi l’azione richiede ancora più attenzione.

Non concentrarsi sulle metriche realmente importanti.

Dopo 7-8 anni di esistenza delle Facebook Ads, inizio a pensare che tutte le metriche che non spingono l’utente ad un’azione, siano ormai da considerarsi delle “vanity metrics“. Anche l’engagement, ormai, se non trasformato in azione, magari con campagne mirate che spingono l’utente in uno step più avanti del funnel di conversione, sono fini a se stesse.

Puoi essere contento quanto vuoi del fatto che la tua pagina Facebook abbia il tasso di interazione sui post più alto o la crescita più alta del numero dei likers, ma se poi, non sei in grado di monetizzare questi “numeri”, non ne vedo motivo di soddisfazione.

Tornando sulle metriche, quelle davvero importanti a cui guardare sono:

  • costo per click;
  • acquisti sul sito web;
  • valore di conversione per l’acquisto sul sito web: il valore totale degli acquisti attribuiti al sito web:
  • frequenza: quante volte in media le persone all’interno del pubblico da te definito hanno visualizzato l’annuncio (ne abbiamo parlato sopra);
  • punteggio di pertinenza: punteggio da 1 a 10, definisce l’andamento della campagna in funzione di visualizzazioni, azioni e budget speso;
  • costo per risultato: rappresenta il costo per ogni obiettivo raggiunto.

Non analizzare le statistiche.

La piattaforma Ads mette a disposizione dell’inserzionista tutta una serie di informazioni e dati utili ad ottimizzare al meglio le proprie campagne. Le colonne con i dati di default visibili non mostrano tutti le informazioni e, alcune di queste, possono essere personalizzate.

Non sfruttare tutte le possibilità per “canalizzare” il pubblico.

La prima campagna Facebook Ads è solo l’inizio del lungo viaggio. A partire dalla prima campagna potrai segmentare ulteriormente il pubblico e, cosa più interessante, trovare utenti con interessi “simili” a quelli che hanno compiuto azioni sulla tua precedente campagna.

In estrema sintesi, potrai:

  • collezionare indirizzi email dai visitatori del tuo sito web (o direttamente dentro Facebook, obiettivo campagna “Acquisizione Lead);
  • targetizzare gli utenti che interagiscono direttamente con le tue inserzioni, per coinvolgerli in campagne differenti e più orientate alla conversione;
  • effettuare retargeting di quegli utenti che visitano il sito web, pagine specifiche o che non hanno completato azioni, con annunci e creatività dedicate;
  • creare pubblici simili targetizzando utenti con interessi molto simili (lookalike audience) a quegli utenti che hanno già compiuto azioni positive con le tue precedenti inserizioni.

Le opzioni, per la costruzione del pubblico personalizzato sono diverse e ti rimando alla lettura di questo post per approfondirle meglio.

Questi che abbiamo visto sono solo alcuni degli errori più comuni. Ricorda però, che non c’è un vademecum che può garantire il successo ad ogni campagna Facebook. La sperimentazione è l’unica cosa che può guidarti nell’ottimizzazione delle tue Facebook Ads.

 

 

 

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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