social media

Non scherzare con i social nel 2015, soprattutto con Facebook!

Per la natura di svago e divertimento, i social potrebbero esser visti da molti come un gioco ed un divertimento. Questo è giusto dal punto di vista dell’utente comune, che dei diversi canali ne fa il giusto uso per il quale sono stati creati.

Diversamente, quando ad utilizzarli diventa un’attività commerciale o azienda che ha una strategia social online (testate giornalistiche, blog, magazine, e-commerce…), un’entità che vorrebbe promuovere i propri contenuti online, non sempre si ha la capacità, o l’onestà, di utilizzare lo strumento secondo le linee guida dettate dal canale, ma anche sulla base del buon senso. Ecco quindi che le azioni “scorrette” si palesano ed essenzialmente potrebbero esser sintetizzate in:
abuso di pubblicazione di contenuti o tweets senza cadenze orarie e smodatamente

  • acquisto di iscritti (fan/follower);
  • diffusione di notizie false o tendenziose per ottenere click;
  • uso di profili personali come profili business.

Come si muovono i canali social?

Se per altri canali come Twitter o Google+ la segnalazione di uso improprio è totalmente affidato agli utenti che, grazie agli strumenti messi a disposizione nei canali, si traducono in flag di segnalazione di profilo o contenuto postato, c’è chi come Facebook invece mostra un grande interesse verso l’utente e i contenuti che visualizza.

In costante aggiornamento e modifica, il canale ha conosciuto diversi e sostanziali cambiamenti volti ad intaccare i comportamenti fallaci delle pagine che utilizzano i propri contenuti in modo spinto, promozionale, al fine di ottenere un proprio vantaggio.

facebook_update

 

Se vogliamo dirla tutta, Facebook non è che non desideri che le aziende si promuovano sul canale, ma si muove con l’idea del tipo “per guadagnarci tu, devo guadagnarci anche io”. Da qui abbiamo la nascita nel 2010 dell’algorimo Edgerank che di fatto è stata la molla di partenza che ha scatenato negli amministratori di pagina, la capacità di cercare scappatoie e mezzucci per rendere i contenuti della propria pagina più visibili rispetto agli altri e senza investire in ads a pagamento.

Altri interventi hanno segnato il cambiamento del canale a favore dell’utente. In particolare sono stati:

  • l’eliminazione delle tab iframe come pagine di benvenuto che essenzialmente permettevano di presentare all’utente del contenuto esterno a Facebook all’apertura della pagina, azione di eliminazione dunque mirata a ridimensionare la voglia di promozione delle pagina;
  • regole sulle cover image che in principio non avrebbero dovuto contenere frecce o testo, informazioni promozionali o call-to-action, regola dopo pochi mesi ridimensionata a immagini con solo 20% di testo.

Ma le azioni più sostanziali si sono avute nell’ultimo anno quando, la crescente richiesta della presenza sul social delle aziende, la voglia di tutti di emergere con la consapevolezza della scarsa visibilità dei post e la volontà di farlo nel modo più veloce e semplice possibile, si è deciso di iniziare una vera e propria campagna di filtraggio sulle notizie nel canale, il tutto finalizzato al fornire all’utente contenuti interessanti per lui.

1. Like bait

Ad aprile viene annunciato la prima azione contro i contenuti diretti allo scopo esclusivo di ottenere like dagli utenti che tradotto in vantaggio per l’amministratore, significa riuscire ad aggirare l’algoritmo di affinity e rendere i contenuti successivamente postati sulla pagina, più visibili nelle bacheche.

Presi di mira i piccoli game, realizzati con immagini, che invitano gli utenti a svolgere azioni tipo “metti mi piace se..”, “condividi se..” che, di per sé per gli utenti possono sembrare divertenti, non interessanti, e riscuotono anche un modesto successo, ma per Facebook, analizzando gli spam report, sono stati decretati  come non molto graditi.

2. Abbasso lo spam dei contenuti

Alcune pagine hanno la grandiosa idea di pubblicare continuamente lo stesso contenuto con l’idea che, chi non l’ha visto, lo vedrà in una successiva pubblicazione per la prima volta. In realtà questo non avviene e, sempre per affinity, solo gli utenti che hanno interagito di più con la pagina vedranno quel contenuto. Dunque stesso contenuto pubblicato su una pagina, stesse persone lo vedranno anche più volte in una giornata. Guerra anche contro i contenuti ridondanti.

3. Link spam che genera il click bait

Queste sono forse nell’ultimo periodo delle vere piaghe per il canale. Parliamo di tutti i contenuti che invitano indiscriminatamente, tramite testi allettanti o notizie sensazionali, ma anche tramite una formattazione particolare del testo (====NOTIZIA SENSAZIONALI====, **NON CE LO ASPETTAVAMO DA LEI**), a cliccare su link presenti nei testi per poi svelare notizie completamente diverse o pagine con contenuti nascosti da pubblicità. Facebook, dunque, ha lanciato in agosto un aggiornamento che effettivamente consentirà sul rapporto tempo/like, cioè calcolando il tempo di permanenza sul sito con i livelli di interazione (condivisioni/like) sul post, di capire se quel contenuto è di interesse o meno.

4. Riduzione della visibilità sulle immagini che contengono link nascosti

Altra azione annunciata è quella di impedire lo sfruttamento delle immagini che, come noto, hanno una maggiore visibilità nello streaming dei contenuti, per inserire link nelle descrizioni. Dunque sono state intraprese azioni di riduzione della visibilità delle immagini con link nelle descrizioni a favore delle sole condivisioni tramite link.

5. Conversione di profili in pagine forzatamente

Infine, un processo che sta continuando ad attuarsi, è la conversione forzata dei profili utente commerciali, in pagina. Per anni infatti l’uso di questa pratica ha permesso la diffusione anche del fenomeno dei tag sulle immagini provenienti da attività, con contenuti commerciali, o condivisioni sui profili privati di contenuti prettamente promozionali. Personalmente ho sempre aggirato il fenomeno non aggiungendo mai profili a nome di attività, ma ora Facebook sta facendo una buona pulizia.

10805641_10152563230618775_1500306130263012905_n

Cosa è rimasto fuori?

Tra molte cose che sono state migliorate sul canale, alcune sono ancora abbastanza diffuse e non curate.

Ad esempio la compavendita dei fan, assolutamente lesiva per l’azienda – ripetiamolo – per la presenza di utenti non interessati e che non interagiranno mai sulla pagina, è un fenomeno diffusissimo ed ancora per nulla controllato, ma anche la possibilità per gli utenti di creare profili utente come commerciali, a nome di aziende. È ancora impossibile per il canale riuscire ad integrare una sorta di motore semantico che analizzi i campi form compilati in iscrizione e che impedisca la creazione di profili a nomi di pagine.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

Guarda tutti i post di

Area di discussione: dicci la tua!

Grazie per lo share!

Puoi decidere di non perdere neanche un contenuto del nostro blog!

Iscriviti alla nostra newsletter genuina.
Promettiamo solo 2 contenuti a settimana, e solo post! (NO SPAM, NO MAIL PROMOZIONALI)

Inserisci la tua mail