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Mobile Interstitial Penalty: Google contro i banner che infastidiscono la navigazione mobile

Quante volte ti è capitato di navigare da smartphone e aprire una pagina web che, anziché mostrarti il contenuto, un articolo, ti mostra un fastidiosissimo banner che ti invita ad eseguire un’azione, come iscriverti a una newsletter o acquistare un prodotto?
Sicuramente diverse.

Se ne era parlato alcuni mesi fa ed era già stato annunciato da Google e ieri è avvenuto il rilascio ufficiale del “Mobile Interstitial Update”, un update antispam che avrà l’obiettivo di filtrare nelle serp, quelle pagine che presentano banner interstitial intrusivi per la navigazione dell’utente.

Ma come si applica l’update?

Innanzitutto c’è da chiedere che il filtro (o penalizzazione) va ad applicarsi soltanto alla visibilità mobile di una pagina web, non quella desktop quindi e si applica a livello di singola pagina e non di sito e colpirà soltanto quelle pagine il cui contenuto non è facilmente accessibile dall’utente dopo il suo click ad un risultato restituito dalla serp.
Sostanzialmente, quei banner che siamo costretti a chiudere, a volte anche con difficoltà, prima di accedere al reale contenuto cercato.

Google ha spiegato quali sono le tipologie di interstitial che saranno interessati da questo aggiornamento:

  • pagine web che mostrano popup che coprono l’intera area del contenuto, subito dopo aver cliccato sul risultato dalla serp o anche quando compare a schermo intero, mentre stiamo leggendo un contenuto.
  • Pagine web che mostrano popup a tutto schermo che invitano l’utente a compiere un azione prima di giungere al contenuto di interesse.
  • Pagine web che utilizzano un layout con la parte “above the fold” molto simile ad un interstitial a schermo intero, ma il cui contenuto originale si presenta dopo l’interstitial.

Questa l’immagine fornita da Google per rendere meglio l’idea.

Google ha però specificato che non tutti i banner ed interstitial da mobile sono da considerarsi intrusivi e fornisce anche esempi di quelli che non lo sono:

  • interstitial che il webmaster è obbligato ad avere nelle pagine, come la cookie privacy policy.
  • Interstitial con contenuti riservati e non indicizzabili pubblicamente, come ad esempio articoli accessibili soltanto se si è sottoscritto un abbonamento.
  • Banner che non occupano troppo spazio nello schermo e sono facilmente chiudibili dall’utente.

Questa l’immagine di esempi fornita da Google.

Ho già notato diversi siti anche di grossi editori che si sono adeguati per tempo a questo update, ma ho il timore che tante piccole attività e siti di venditori di info-prodotti, dovranno ancora aggiornare i loro layout e farlo il prima possibile.

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Ben fatto, era ora!

    Se poi Big G riuscisse a trovare il modo di penalizzare quegli odiosi banner colpevolizzanti (quelli che presentano una scelta del tipo Sì, voglio altre info e No, non mi interessa migliorare il mio business, per intenderci), sarebbe davvero il top 😀

Grazie per lo share!

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