web 2.0

Ecco il profilo del blogger: tutto impegno, dedizione e cura del contenuto [ricerca]

Qualche anno fa la figura del blogger era poco conosciuta/diffusa. Nel periodo dal 1997 al 2001 pochi erano i blog autorevoli e lo scenario era ancora quello di un fenomeno di nicchia che interessava solo pochi appassionati che avevano un accesso ad internet adeguato per la consultazione e/o redazione.

Gli anni successivi hanno segnato un vero e proprio boom del blog e l’affermazione della figura del blogger che, per esperienza e bravura, diventa un vero e proprio punto di riferimento per la raccolta di opinioni, storie e argomentazioni per ogni determinato settore.

Ad oggi, i blog sono milioni e milioni e coprono qualsiasi nicchia dalle più gettonate come turismo, benessere, viaggi, fashion o i tanto discussi blog politici a quelle più ristrette come la caccia, sport particolari come il curly, filosofici, ecc… È sufficiente pensare un argomento e sicuramente c’è chi ne parla in rete.

Tuttavia, esser dei blogger può sembrare agli occhi di chi legge (o chi non ne cura uno personale) un passatempo divertente e stimolante, e lo è, ma mantenere un blog attivo, con un livello di qualità alto, e che non deluda l’aspettativa del lettore affezionato è un vero e proprio mestiere.

Per capire questo aspetto, legato all’impegno dedicato alla redazione di articoli per i blog, vorrei riportarvi una ricerca interessante di Orbit Media Studios, a cui con piacere ho partecipato anche io, che ha avuto lo scopo di analizzare, nonché evidenziare, le abitudini e l’impegno dei blogger verso i propri blog.

La ricerca è stata condotta come survey, libera per tutti online per qualche giorno, costituita da 11 domande a cui hanno risposto complessivamente 1033 blogger di 37 nazioni più tutti i 50 stati degli US. Considerando il numero complessivo di blog presenti nel mondo la ricerca, si specifica, potrebbe avere il 3% di margine di errore.
Analizziamola meglio…

Quanto e dove si preferisce bloggare

Dall’analisi dei risultati emerge che la maggior parte dei blogger, nel 56% dei casi, dedica da 1 a 3 ore per la redazione di un post e che quest’attività è spesso condotta durante le ore di lavoro (50%) e sul posto di lavoro, principalmente da casa o ufficio a casa (81%), sinonimo che per molti, creare un prodotto testuale di valore, richiede un impegno che va al di là del passatempo quotidiano e che probabilmente chi svolge questa attività ha un lavoro non da dipendente e ha come scopo l’ottenere contatti lavorativi anche attraverso il blog.

tempo

Ore dedicate alla redazione di post

dove

Da dove si scrive un post

Questa osservazione è anche supportata dal dato che riporta la paternità dei post pubblicati. Secondo quanto si evidenzia dai dati, il 47% dei post pubblicati sono “per se stessi”, cioè scritti specificatamente per il blog personale, e non sono redazionali per i propri clienti. L’interpretazione dei restanti dati, fa supporre che molti blogger che scrivono per dei clienti lo fanno anche per se stessi.

guestpost

Post scritti per i clienti

Il dato che riporta che l’attività di scrittura è svolta durante le ore di lavoro, coincide anche con le percentuali riguardanti l’ora del giorno dedicata alla scrittura che per più della metà degli intervistati coincide con le 8 ore di lavoro giornaliere. C’è anche una percentuale inferiore, ma importante (48%), che scrive i propri post la notte e nei weekend (quasi il 40%).

ora

Ore di redazione dei post

Un dato che non meraviglia, data la tecnologia di cui attualmente abbiamo a disposizione, è che l’attività di blogging è anche mobile! Alcuni degli intervistati, sommando le percentuali circa il 26%, si dedica alla scrittura nelle caffetterie, in treno, in aereo, in auto con la registrazione vocale e c’è chi ha scritto anche a casa di amici e in un’ingloo!

dove

Luogo di redazione dei post

Si evidenzia anche che, in media, un post ha la lunghezza di 800 parole. Ci sono blogger che si attengono sempre alla stessa lunghezza (500-1000 parole) nella maggior parte dei casi, mentre ci sono anche blogger che scrivono meno di 500 parole.

Piccolissime percentuali invece per chi crea dei post che vanno dalle 1500 alle 2000 parole.

lunghezza

Lunghezza del post

Frequenza di aggiornamento del blog

Altro dato interessante riguarda la frequenza di pubblicazione di contenuti sul proprio blog. Dalla ricerca si legge che molti dei rispondenti pubblicano dalle 2 alle 6 volte a settimana, dunque c’è un impegno costante e dedicato a quest’attività eppure ci sono blogger che lamentano di trascurare il blog e di dedicargli troppo poco tempo.

Questo dato è vero in quell’1 blogger su 6 che pubblica post a cadenze non specificate (irregolarmente, dunque non ha uno schedule specificato o un piano editoriale, ma in questi casi risulta che il tempo dedicato alla redazione del post rientra nella fascia +6 ore, sintomo che si preferisce pubblicare pochi post al mese ma di elevata qualità.

frequenza

Frequenza di pubblicazione dei post

Caratteristiche dei post e strategie di diffusione e analisi

Infine viene fatta un’analisi legata agli aspetti riguardanti il contenuto del post e strategie di diffusione in rete.

Dal lato editing la maggior parte dei rispondenti non è un perfezionista. Nei complessivi 90% dei casi, i blogger non si affidano a figure specializzate nel controllo di quanto scritto, si procede in modo informale tanto che la pubblicazione, modifica del post, e revisione viene effettuata dallo stesso creatore del post o con l’aiuto eventualmente di una seconda persona.

editor

Editing dei post

I contenuti media più gettonati sono le immagini, la maggior parte ne utilizza una (senza licenza o a pagamento e infografiche) o più di una, seguono le liste e i video solitamente embeddati da YouTube.

media

Contenuti media gettonati per post

Per quanto riguarda gli aspetti di diffusione e di analisi del successo dei post ci si affida ovviamente all’uso dei social media e ai classici strumenti di analisi del traffico.

Il 94% degli intervistati fa sapere che i canali social sono utilizzati per la diffusione del contenuto pubblicato, mentre il 50% si affida (con evidenti interventi su title e description) ai motori di ricerca. Seguono email marketing, condivisione diretta con nicchie di influencer o sfruttando, con un piccolo investimento, l’adv a pagamento.

diffusione

Metodologie di diffusione

Infine, l’analisi del successo dei post viene affrontata da 1 su 5 blogger attraverso gli strumenti classici di Analytics con molta frequenza, ma emerge che esiste un gap in alcuni che, o monitorano occasionalmente il blog o non lo monitorano affatto.

analytics

Monitoraggio dei risultati

Conclusioni

Ho analizzato con piacere questa ricerca e ho ritenuto che possa esser interessante da condividere in quanto fa emergere aspetti legati all’impegno e alla dedizione verso un blog che spesso vengono sottovalutati. Rimarco che scrivere un post, come questo, richiede diverse ore di analisi e di organizzazione del contenuto per renderlo quanto più possibile piacevole, interessante e condivisibile dal lettore che lo sta leggendo. 🙂

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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Area di discussione: dicci la tua!

  • Per me tenere un blog è uno sport estremo. Certe volte per pubblicare un articolo rischio di lussarmi articolazioni. Una volta addirittura per fare in tempo rimasi in apnea per 15 minuti. Alla fine però ho risolto con l’amaro Montenegro 😉

    • Ahah! Sport estremo è bellissima come associazione! Lussarti un’articolazione e l’apnea addirittura? 😀

  • Occorre dedicare tempo anche a rispondere agli (eventuali) commenti; banale indicazione ma spesso disattesa. Alla faccia dell’engagement (tanto prezioso, tanto frainteso…).

    • Verissimo, anche rispondere ai commenti (in modo adeguato e non banale) occupa una fetta importante del tempo.

      In effetti è strano che non ci abbiano pensato a proporlo tra le domante..

      • E’ strano che non abbiano chiesto lo scopo del blog a giustificazione del tempo perso.

        • Probabilmente perché si è presupposto che tutti lo facessero per scopi lavorativi e di personal branding, altrimenti non sarebbe giustificato tutto il tempo dedicato. Ipotizzo.

          • Non lo darei per scontato! da una mia analisi personale, ridotta a un campione di circa 3.000 blogger italiani per il 90% non è un’attività lavorativa, ma un passatempo. Mi sono limitato solo a 2 settori: moda (fashion) e cucina (food) perché seguo 2 blogger professioniste. Ho analizzato i profili di tutte quelle che commentano (altre bloggers) il 90% non ha la p.iva, ma giusto qualche banner Adsense da cui non si guadagna nulla o quasi.

    • I commenti fanno perdere molto tempo e un post che produce solo visite e/o commenti non vale nulla, deve creare contatti non engagement!

  • io mediamente per redigere un post o pagina impiego anche 30 giorni di tempo! la pagina immancabilmente si posiziona ai primi posti su Google per decine di combinazioni di keywords a conversione… social network che roba è ? boh 🙂

Grazie per lo share!

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