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LinkedIn ADS: panoramica della piattaforma e il nostro test sugli aggiornamenti sponsorizzati

Avete mai lanciato e gestito campagne di advertising su LinkedIn? Noi finora non lo avevamo mai fatto, sia perché non era mai capitato dover valutare un investimento in questo canale per qualche cliente, sia perché i costi che si prospettavano, in relazioni anche ai potenziali ritorni dell’investimento, appariva molto alti.

Ho avuto la possibilità di sfruttare un codice promozionale di 35€ come budget per una campagna. Pochi in realtà, ma mi hanno dato molto quantomeno di analizzare il funzionamento dell’Ads Manager di LinkedIn per comprendere anche quali sono le tipologie di campagne attivabili, le possibilità di targetizzazione, i costi e i metodi di pagamento che le campagne utilizzano.

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Partiamo dalle tipologie di campagne attivabili. Su linkedin sono due, una è la classica campagna ad annunci, profilabile e la cui creatività comprende testo, immagine e/o video e l’altro, che rappresenta una novità recente, è la sponsorizzazione degli aggiornamenti.

tipologia campagne linkedin

Il coupon sconto che abbiamo ricevuto ci permetteva di testare gli aggiornamenti sponsorizzati, ma è stato comunque utile per dare un’occhiata alle possibilità di targetizzazione offerte dalla piattaforma.

Dopo aver creato l’account business collegandolo alla pagina aziendale di Webinfermento, lo step successivo è stato quello di iniziare a profilare l’annuncio.

Opzioni di targeting

Il targeting geografico, relativamente al mercato italiano, è migliorato rispetto agli anni precedenti quando potevi selezionare soltanto l’Italia, in quanto ora le città che è possibile targetizzare sono Bologna, Milano, Roma, Torino e Venezia. Sono ancora poche in realtà.

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Se spuntiamo sull’Italia ci vengono fuori circa 5 milioni e duecentomila membri LinkedIn.

La schermata successiva del targeting ci permette di selezionare la tipologia di aziende per settore e/o dimensioni, per funzione lavorativa e anzianità dei membri, per tipologia di scuola o università, per gruppi e per sesso.

Il target che ho individuato io, non molto ristretto in realtà, mi stimava un gruppo di circa 415 mila membri.

targeting

Metodi di pagamento

I metodi di pagamento sono gli stessi delle altre principali piattaforme di ads, ovvero è possibile scegliere il cpc (costo per click) o il cpm (costo per mille impressions). Quello che risalta da subito, è il costo minimo piuttosto elevato sia per click, che arriva a 3€.

Infine è possibile decidere se pagare giornalmente una cifra stabilita o inserire un budget totale, se settare la campagna a tempo indeterminato o stabilire una data in cui questa terminerà.

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Altra cosa da sapere, è che Linkedin, a differenza di Facebook Ads o Google Adwords, ti fa pagare anche 4€ per l’attivazione dell’account business.

Una volta lanciata la campagna, visualizzerete l’andamento nell’ads manager, che, come potete vedere, è molto simile a quello di Facebook.

Il nostro test

Ho deciso di sponsorizzare un aggiornamento della pagina aziendale che rimandava a un post del blog da cui si parlava dell’evento Facebook Mastery. Con un budget di 39€ (35+4 di attivazione account) e 2.697 visualizzazioni dell’aggiornamento sponsorizzato, abbiamo ottenuto soltanto (ahimè) 13 clicks. Il tutto è avvenuto in un solo giorno e come risultato abbiamo acquisito 2 nuovi followers alla pagina (queste vengono chiamate “azioni sociali”, che comprendono anche eventuali likes e commenti all’aggiornamento, che non vengono conteggiate e fatte pagare da LinkedIn).

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risultati test

Considerazioni

In teoria andrebbero fatti diversi test prima di trarre considerazioni sull’efficacia o meno delle campagne su LinkedIn. I test andrebbero fatti anche per obiettivi e settori differenti e in relazione alla consultazioni di dati relativi all’utilizzo in Italia di LinkedIn, del tempo medio speso sulla piattaforma, dell’uso che l’utente medio ne fa, ecc. Dati che al momento non mi sembrano essere disponibili.
La mia convinzione è che, almeno in Italia, la stragrande maggioranza degli utenti passi poco tempo sulla piattaforma e che, dopo aver completato per bene il profilo, il restante tempo lo si trascorra ad aggiornare il proprio profilo o per ricercare posizioni lavorative aperte.

E’ proprio per obiettivi di recruitment che potrebbe essere utile investire in campagne linkedIn e forse per campagne b2b.
Purtroppo però, dati i costi di gestione elevati e il ritorno dell’investimento (relativo al tempo medio speso dall’utente sulla piattaforma) non mi consentono di poter dire che lo consiglierei quale canale preferenziale o alternativo a piattaforme ormai consolidate per l’advertising quali Facebook Ads e Google Adwords.

Avete esperienze con la gestione di campagne LinkedIn? Raccontatecele!

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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Area di discussione: dicci la tua!

  • diegofrancesco

    Secondo me come dato è poco significativo perché la campagna è stata fuori solo un giorno ed era poco targettizzata. Bisogna essere bravi a sfruttare i settori, le aziende, le posizioni lavorative, anche i gruppi per raggiungere un target mirato, nel vostro caso un pubblico potenzialmente interessato al corso.
    Lo notate anche voi che LinkedIn viene utilizzato meno in Italia rispetto ad altri social network, ma l’audience è più mirata, bisogna puntare su quello.

  • RobertoSpina

    Ciao Dario, nel frattempo avete avuto modo di fare qualche altro test?

    Avete dei feedback in merito? Anche per la gestione del content su company page..

    Grazie
    Roberto

    • Ciao Roberto,
      purtroppo ad oggi non ho avuto modo di fare altri test rilevanti.

Grazie per lo share!

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