SEO

Viral Link Building. Ideare contenuti esplosivi nella rete

Torniamo a parlare di uno dei nostri temi preferiti. La link building con i contenuti.
Come sappiamo e abbiamo documentato più volte, i contenuti hanno più di un’utilità nelle strategie di web marketing aziendali, uno di questi è quello di permettere a un’azienda di acquisire link di buona qualità, spontanei e di essere sicuri anche per eventuali controlli dall’antispam tema di Google.
Ci sono poi contenuti che possono fare riscuotere davvero successo per l’idea o il messaggio in essi presente.
Contenuti che pur non avendo un contenitore/formato eccezionalmente realizzato, diffondono un messaggio che ha la potenzialità di giungere a migliaia di utenti e sensibilizzarli su un argomento di interesse comune.

Sono i contenuti che tutti vorremmo sempre realizzare e i contenuti con cui vorremmo posizionare tutti i progetti, perché sono quelli che realmente permettono di acquisire centinaia se non migliaia di links di ottima qualità. Noi siamo riusciti una volta nell’intento di realizzare un contenuto premium di viral link building, come documentato in questo post, che ha veramente fatto il giro del web e tanti altri di discreto successo. Ma, come potrai immaginare, il “pezzo virale” non lo si realizza a stock e non tutte le ciambelle escono col buco.
:I contenuti virali non sono facili da realizzare e spesso non possono essere studiati e/o pianificati. Spesso cioè il loro successo è inaspettato.

Mi sono imbattuto in questo articolo pubblicato sul blog di Ahrefs dove, a seguito di un contenuto divenuto virale, principalmente in termini di acquisizione di links, vengono dati dei suggerimenti su quella che potrebbe essere una “ipotetica ricetta” per la creazione di contenuti virali finalizzati all’acquisizione di links.

L’autore ha preso in esame questa infografica pubblicata su TheRenegadePharmacist, un sito di informazione medica e salutistica.
L’infografica è stata realizzata riprendendo un articolo di Wade Meredith che spiega cosa succede un’ora dopo aver bevuto una lattina di coca cola.
Senza scendere nei dettagli, dalle informazioni dell’infografica si comprende come una lattina di coca cola faccia più male di quanto si possa immaginare.

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L’infografica viene pubblicata sul sito i primi di maggio e per due mesi non accade nulla. Fino a che, verso fine luglio, l’infografica viene condivisa su Reddit, social network molto popolare e utilizzato negli States e si genera il caso di viral link building.
Ad oggi la pagina sulla quale è presente l’infografica, conta 5309 backlinks da 999 domini unici.
Il tutto, acquisito nel giro di poco più di 30 giorni!
Considera che prima il sito non aveva backlinks.

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La ricetta

L’autore dell’articolo su Ahrefs ha studiato bene cosa possa essersi nascosto dietro al successo di questa infografica, probabilmente una delle più popolari di sempre in termini SEO e link building e ha tirato fuori una check-list.

  • 1. un’infografica decente
  • 2. la condivisione nel posto giusto
  • 3. presenza di un argomento che suscita emotività
  • 4. presenza di un argomento che suscita polemica
  • (in questo caso io direi che può potenzialmente aver successo ogni contenuto che riesce a stimolare negli utenti stati d’animo, come felicità, ironia, rabbia, ansia, ecc.)

  • 5. essere rilanciato da un sito di informazione molto popolare.
  • 6. ovviamente la base informativa (dati e informazioni) è prioritaria su tutti gli altri punti.

Questa infografica come dicevo, è stata portata all’attenzione degli utenti due mesi dopo la pubblicazione sul sito, grazie ad una condivisione su Reddit. In italia non viene utilizzato come negli States, ma di sicuro come alternative potremmo avere gruppi e pagine Facebook tematiche molto popolari. Sono infatti i social network i primi propulsori di spinta del contenuto grazie all’effetto di condivisione virale che si innesta.

L’argomento suscita poi emotività e polemica. Siamo sempre più attenti agli aspetti salutistici e vigili sulla qualità dei prodotti che consumiamo. Se poi c’è di mezzo uno storico e gigantesco brand e un lovemark come Coca Cola e passa l’informazione (veritiera o meno) che la bevanda possa nuocere alla saluta, allora la sensibilità dell’utente è toccata e si genera la condivisione.

Dalla condivisione si genera anche la redazione di articoli che rilanciano l’informazione. Le testate online sono ghiotte di informazioni come questi, perché ne carpiscono le potenzialità di accessi diretti al sito.
Se poi, come per quell’infografica, si viene ripresi anche da Buzzfeed, ipotizzando un articolo sponsorizzato (pagato) scritto per smentire l’infografica di TheRenegadePharmacist, allora l’effetto virale è amplificato ancora di più.
Per farti capire la grandezza dei risultati, questi sono alcuni dei più importantissimi siti mondiali che linkano oggi l’infografica.

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La ricetta è valida?

Come per tutte le ricette, vanno prese con le pinze.
I fattori che decretano il successo o meno, in termini di viralità, di un contenuto, sono un po’ imprevedibili.
Posso però dirti che l’infografica virale su Sesso e Cibo che abbiamo realizzato aveva proprio quelle caratteristiche.

Ovviamente la domanda fondamentale che ci poniamo è: come faccio a intercettare l’argomento da sviluppare?
La risposta è nello studio dei trend e nell’analisi dei piani editoriali dei principali siti di news relativamente a quel topic.
In questo articolo, sempre di David McSweeney sul blog di Ahrefs, viene dato uno spunto interessante.
L’autore ha replicato personalmente e con successo gli ingredienti che avevo visto essere vincenti nel caso di TheRenegadePharmacy.
Considerando che, ovviamente, l’argomento trattato deve sempre essere in linea col core business dell’azienda/sito che poi pubblicherà il contenuto, prendiamo per esempio il topic degli squali.

Cercando su Google Trend, vediamo come l’interesse di ricerca degli italiani aumenta soprattutto nei mesi estivi.

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Domanda: l’informazione italiana come reagisce ai trend in termini di piano editoriale?

Restringendo la query su Google a un intervallo di date specifico, vediamo come siti importanti di informazione parlino di squali nel mese di Agosto. E così era anche nel 2014 e negli anni precedenti.

squali

E questa la stessa ricerca nel mese di Agosto 2014.

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Ci sono determinati periodo dell’anno nei quali gli utenti cercano determinati argomenti o nei quali i giornalisti scrivono degli stessi argomenti, ogni anno!

Uno spunto potrebbe quindi essere quello di partire da un trend topic ricorrente individuato e correlato all’universo di argomenti tematici dell’azienda, realizzare un contenuto contestualizzato a livello temporale e sfruttare il trend del momento/periodo e il fatto che anche i giornalisti sono alla ricerca di informazioni di cui scrivere nello stesso periodo.

Unica controindicazione negativa e tutta italiana, è che spesso i siti di news e testate informative italiane non linkano spontaneamente, pur riprendendo il contenuto.
Ragione per cui è sempre meglio prevedere il contenuto anche in lingua inglese, studiando anche i trend negli altri Paesi, per avere maggiori opportunità di ricevere links e con maggior diversificazione.

P.s. chi dice che le infografiche sono morte non ne ha mai realizzata una di successo. L’infografica di TheRenegadePharmacist obiettivamente non è un granché. Tuttavia il messaggio veicolato è di eccezionale interesse.
Questo discorso ovviamente vale per qualsiasi formato di contenuti, dall’articolo, al video, all’infografica fino al mini-sito. Il messaggio informativo veicolato è ciò che rende realmente vincente un contenuto online.

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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