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L’esplosione del Content Marketing [INFOGRAFICA]

Nel corso del 2011, come abbiamo visto in un recente post, il Content Marketing è stato sottoposto ad analisi, per verificare l’effettiva efficacia dell’utilizzo dei contenuti in modo mirato e studiato, per veicolare messaggi da un sito verso i social e viceversa per colpire il target promozionale di riferimento.

Il content marketing ha affondato definitivamente il colpo sull’advertising tradizionale, generando proprio una crisi del settore di promozione tradizionale. E c’è più di un motivo alla base di questo cambiamento. Il content marketing permette, infatti, di sfruttare più efficacemente il contenuto prodotto perché fornendo informazioni utili e che generano interesse, in tempo reale, si riduce il rischio che il messaggio non venga captato o non letto, e favorisce l’aumento della fiducia dagli utenti. Senza contare poi che permette di coltivare la community di clienti e misurare anche più efficacemente l’interazione e anche il ROI se i contenuti sono utilizzati per promozioni o sconti.

Una infografica realizza da Mashable, ci offre una panoramica generale sui contenuti e sul ruolo che hanno occupato nel precedente anno, sia per il B2B che per il B2C. Emerge, a conferma dei dati che riportati in questa ricerca, che i marketer, stanno sempre più investendo fondi per la produzione di contenuti e che il podio per le strategie più utilizzate se li aggiudicano la pubblicazione di articoli (79%), la produzione di contenuti per i social media (esclusi i blog) (74%), e i post dei blog (65%). Seguono con percentuali inferiori ma comunque superiori al 50% le e-newsletter, i casi di studio, i video, i white paper e sbuca anche l’evento offline. A percentuali ancora inferiori troviamo i webinar, micrositi, e-book, podcast, mobile content, tra gli altri.

Gli obiettivi per il quale si attua una strategia di content marketing, con percentuali abbastanza omogenee, sono:

  • brand awareness (69%)
  • acquisizione di nuovi clienti (68%)
  • lead generation (67%)
  • customer retention o aumento della loyalty (62%).

Qualità dei contenuti è la chiave di volta

Il contenuto, è chiaro che rappresenta l’elemento cardine che favorisce l’interazione: quale utente interagirebbe da solo con una pagina? O meglio, forse è pensabile che lo farebbe, ma solo per lamentarsi di questo o quel prodotto o di questo o quell’errore commesso dall’azienda.
Ciò che bisogna assolutamente far, in fase di scelta del contenuto, è controllare che sia di reale valore, cioè che sia paragonabile ad un contenuto di qualità. Cosa vuol dire? Un contenuto di qualità è composto da diverse componenti tra cui deve essere piacevole da guardare o da ascoltare e racchiudere in se componenti di viralità, ma soprattutto deve possedere una delle seguenti caratteristiche:

  • essere una novità;
  • avere carattere di utilità (fornire spunti di riflessione, o di aiuto per il cliente);
  • fornire incentivi (sconti o promozioni);
  • suscitare emozione (divertire, affascinare, ecc..);
  • che richiami all’azione.

Importanza delle content strategy

Si capisce quindi dai dati che, l’analisi del contenuto da diffondere assume una notevole importanza, come importante è anche pianificare, per tempo, una content strategy per i profili social, ma anche per i canali che l’azienda mette a disposizione per il web, che miri a diffondere conoscenza dall’azienda ma che fornisca anche un margine di azione per gli utenti.

Intendi sviluppare una campagna di Content Marketing che abbia l’obiettivo di sviluppare il brand e aumentare la naturale acquisizione di links al tuo sito? Siamo a disposizione per realizzare il tuo progetto!

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Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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  • Molto interessanti e approfonditi questi articoli sul content marketing. Complimenti davvero all’autrice, che dimostra competenza e passione.

    • Ti ringrazio Alessando! 🙂 In effetti non nascondo che è un argomento del quale sono molto interessata e cerco di tenermi aggiornata sui nuovi andamenti. E’ un settore, come avrai letto nel post, in forte sviluppo per questo ne parlo spesso e volentieri!

      Grazie ancora. 

  • Ciao!
    Anche io sono molto interessato agli sviluppi di questo tipo di strategia e questo articolo è davvero interessante. Tuttavia mi chiedo: davvero gli articoli “spaccano” così tanto? Presumo che si tratti del buon vecchio article marketing, che spesso è tanto tanto sottovalutato… sono rimasto impressionato nel vederlo primeggiare!

    • Ciao Giovanni grazie per il tuo contributo. Credo che ci sia un po’ di confusione di termini, l’article marketing è una tecnica utilizzata principalmente per il SEO per la pubblicazione di contenuti su siti (a tema) gratuitamente per favorire lo scambio link, mentre il content marketing possiamo definirla come una strategia di promozione che utilizza come strumento principale la pubblicazione di contenuti (che possono anche non essere promozionali, su blog o canali social) al fine di creare relazioni tra utente-azienda creando un rapporto di fiducia che può convertire per l’azienda.

      • Ti ringrazio Maria Pia per la precisazione! In effetti la cosa mi aveva lasciato un tantino perplesso… 🙂 Però – per dirla tutta – la perplessità un po’ rimane, dal momento in cui alla voce “articoli” sono stati tolti i post su blog. Ciò che non capisco è a quali articoli si riferiscono nell’infografica, dato che gran parte dei contenuti pubblicabili rientrano in almeno una delle altre categorie…

  • I contenuti di qualità saranno sempre vincenti, ma la questione ormai verte sul concetto di “qualità”.

    Cosa è un contenuto di qualità? Un tutorial chilometrico o una news di poche righe?

    Impossibile (e dannoso) valutare in base alla lunghezza: posso scrivere il miglior tutorial del web ma se l’argomento è già stato trattato mille volte probabilemnte non avrà successo. Allos tesso modo una news microscopica o un’idea sconosciuta alla massa può portare grandi vantaggi all’autore.

    E’ il tuo target a definire cosa è un contenuto di qualità (se è utile, divertente, informativo…) e lo fa inserendo dei link, ma soprattutto condividendo sui social.

    Il content marketing si muove su questa linea, almeno credo 🙂

    Ciao e complimenti per il post!

    • Sono d’accordo con quanto hai appena scritto non sono la verbosità o la sintesi che rendono un contenuto ottimale per gli utenti. Diciamo che anche per me, il successo è decretato dal pubblico (condivisioni, like, retweet) ma ritengo che per costruire una strategia basata sui contenuti che sia di qualità (quindi di successo), a livello aziendale, c’è bisogno dello studio dell’audience (o meglio target) di riferimento, la tipologia di contenuto, il canale sul quale si sta comunicando ed è importante anche la frequenza di aggiornamento. 

      In fase preliminare secondo me, vanno valutate attentamente queste variabili, una volta individuate tutte queste si avrà probabilmente in mano una strategia di qualità che produrrà contenuti di qualità! 

      Grazie per il tuo contributo. 🙂 

  • Davvero un articolo interessante!In effetti proprio i contenuti riescono ad attirare l’attenzione degli utenti e sono, come dici tu, la chiave di svolta. Nuovi servizi come Pinterest possono diventare un nuovo canale di svolta. A mio avviso Pinterest è una perfetta evoluzione del “Condividi” di Facebook, ma sicuramente con una marcia in più, in quanto può far aumentare la sorgente di traffico diretto ad un sito facendo guadagnare visibilità. Complimenti per l’articolo!

    • Pinterest lo possiamo includere all’interno dei canali di diffusione dei contenuti. Può essere utile per le aziende per promuovere “visivamente” i propri prodotti, o perché no diventare un canale attraverso il quale promuovere il propio territorio (nel caso di attività ricettive). Sicuramente è uno strumento che incanala parecchio traffico verso il sito, come dici tu, a patto di una gestione coerente e che anche in questo caso le immagini (i contenuti) siano di qualità.

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  • Molto brava non c’è che dire 🙂

    Stavo per produrre un contenuto per pubbllicizzare il nostro servizio di content marketing e sono inevitabilmente incappato in questo post.

    Dovrò darmi da fare per fare qualcosa di accattivante 😀

  • Ho creato anch’io una pagina che si riferisce alla creazione di contenuti:

    http://guadagnareonline.marketing/content-marketing/

Grazie per lo share!

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