Quando si gestisce una pagina business sui social, dopo una lunga fase di definizione del target e dei contenuti da pubblicare, diventa quasi un rito raccogliere i frutti della fase iniziale, che può durare un paio di mesi, e iniziare a comprendere meglio quali contenuti hanno raccolto maggior interesse per il pubblico di riferimento e lavorare perfezionandoli.

Come si capisce se un contenuto è interessante?

Sicuramente la risposta del pubblico è l’elemento fondamentale. Numero degli iscritti (naturali), interazioni (like, retweet, +1, repin), commenti ma soprattutto condivisioni on platform ci aiutano a capire il successo dell’attività social nelle singole piattaforme ma a questo, quando si parla di business, va associata una attenta misurazione del traffico verso il sito tramite i più comuni strumenti di analytics.

Quando si creano contenuti per i social, infatti, è sì importante divertire e interessare ma anche proporre, offrire spunti e novità. Questo lo si può fare attraverso l’inserimento di link che esternamente rimandano a proposte, meglio contenuti originali, residenti sul sito al fine di capire anche quanto traffico può esser generato partendo dai social.

Esiste una ricetta del post perfetto?

Come spesso rimarchiamo, è possibile individuare il post perfetto per il proprio target, analizzandolo in rapporto alle azioni degli utenti. Alla base comunque c’è l’idea di lavorare sull’appeal del contenuto che andrà pubblicato, il che può voler semplicemente dire che bisogna adottare piccoli accorgimenti che lo rendano migliore rispetto ad altri. Uso di immagini ad alta definizione, status emozionali o curiosi, contenuti che coinvolgono e incentivano l’interazione tra la community e valore sono alcune delle pratiche che si possono adottare.

Un bel lavoro di infografica, creato da Mycleveragency, rappresenta in modo interessante delle linee guida per la costruzione dei post social perfetti sia a livello di presentazione del contenuto ma anche in termini di timing migliore e peggiore di pubblicazione. L’infografica prende in esame Facebook, Twitter, Pinterest, Google+ e Linkedin.

Ore migliori e peggiori

Iniziando proprio dall’analisi dell’ora ideale per la pubblicazione, è evidenziato che nella maggioranza dei casi, il primo pomeriggio è il momento migliore per pubblicare sui social. La fascia migliore è quella che va dalle 13 alle 16 e vi rientrano Facebook, Twitter e Pinterest; Google+ e Linkedin sono mattutini e l’efficacia dei post su questi canali è la mattina tra le 7 e 11.

Pinterest è invece l’unico canale che funziona anche nella serata: dalle 20 all’1 di notte un post su questo canale riscuote interesse.

Tra le ore peggiori di pubblicazione, come si può ben immaginare, vi sono quelle serali e notturne. Omogeneamente su ogni canale è meglio evitare di pubblicare contenuti, pena la non visibilità, nelle ore che vanno dalle 17 alle 8 del giorno dopo.

Come costruire i social post migliori

Veniamo a come ottimizzare la creazione dei post per le pagine business. Sono piccoli accorgimenti più o meno noti che fa sempre bene rispolverare per tenerli a mente.

1. Facebook

Status.

Il post perfetto su Facebook prevede innanzitutto di sfruttare la sezione dello status update offrendo informazioni utili a chi lo legge, informazioni persuasive che invoglino all’azione, con un linguaggio positivo e divertente (abbasso la noia) e con l’inserimento di un link accorciato attraverso servizi come bit.ly per valutare i click ricevuti.

Contenuto.

Nella sezione dedicata ai media condivisi è utile sfruttare più di tutti gli altri le immagini per via della loro visibilità e attrattività nello streaming. Usare immagini HD, full size (senza ritagli o deformazioni) con colori accesi che richiamino il contenuto dello status, invoglia alla ricondivisione.

Engagement.

Monitorare i like e le condivisioni, ma sopratutto sfruttare ogni singolo commento degli utenti per innescare ulteriori interazioni con domande o nuove curiosità sul post. In questo diventa importante postare nelle ore di miglior interazione e non solo durante la fascia lavorativa aziendale per garantire una copertura social durante tutta la giornata.

2. Twitter

Contenuto.

La parola chiave, data la brevità dei messaggi, è “call to action”. Tramite i 140 caratteri ciò che bisogna sfruttare sono le parole e intere! Quindi al bando le abbreviazioni o le parole puntate per risparmiare spazio, prediligere forme semplici di discorso ma che abbiano come obiettivo spingere l’utente a fare quello che si vuole.

Come? Usare delle domande è un modo per invogliare l’interazione ma anche utilizzare i caratteri maiuscoli per enfatizzare una parte del testo ad esempio “ECCO IL LINK”, “CLICCA QUI”.. per agevolare il click.

Engagement.

Il successo del post è misurato in base al numero dei retweet ricevuti sul post ma si può anche lavorare sulle interazioni con gli influencer menzionandoli direttamente in un post o insinuandosi in conversazioni al fine di farsi notare.

3. Pinterest

Contenuto.

Pinterest è il canale delle immagini ma anche in questo caso diventa importante scegliere le migliori. E ci sono delle regole ben precise:

  • al bando i pin con immagini a bassa risoluzione o con le foto che ritraggono dei volti: è emerso che le immagini pubblicate dai brand che non contengono volti o profili umani sono repinnate il 23% in più delle volte.
  • Evitare immagini che hanno troppo sfondo. Se esso eccede del 40% la dimensione dell’immagine le possibilità di repin si dimezzano o addirittura quadrimezzano.
  • Le immagini molto colorate garantiscono tre volte più repin.
  • Le immagini con predominanza delle tonalità del rosso o dell’arancio hanno il doppio dei repin.
  • Le immagini con il 50% di saturazione sono condivise quattro volte in più rispetto alle immagini con una saturazione al 100%.
  • La tipologia di immagini che si sviluppano in verticale ha più efficacia rispetto a quelle sviluppate orizzontalmente.

4. Google+

Status.

Nella creazione di status per Google+, oltre a scrivere del testo coinvolgente è utile inserire gli hashtag per rendere il contenuto raggiungibile da maggior persone, efficace anche per trovare nuovi contatti, con associato l’utilizzo di tag o menzioni su utenti influenti che possono con il loro commento attirare l’attenzione e far aumentare di importanza il post. Infine sfruttare i temi caldi per individuare i contenuti maggiormente discussi, in tema con quanto promosso dalla pagina brand, per interagire e individuare nuovi influenti.

Contenuto.

Anche su Google+ vige la regola delle immagini. A dire la verità dopo l’ultimo aggiornamento, le immagini sono diventate sempre più importanti e nello streaming sono il contenuto che si fa più notare, dunque immagini anche su questo canale sempre con la regola della massima risoluzione, brillanti ed evocative.

Engagement.

Sfruttare al massimo le conversazioni che si possono generare per aumentare la possibilità di rientrare nei temi caldi e permettere così al post di godere della visibilità massima. In questo è importante che il contenuto sia davvero coinvolgente o facilmente condivisibile.

A voi l’infografica.

..sull'autore,

Laureata in Informatica con una passione sfrenata per la grafica e il web design, che ha coltivato da autodidatta. Si occupa di Sviluppo e Design di sitiweb. E' una forte sostenitrice del Web 2.0, crede in Internet, e riconosce nel web un’opportunitá di crescita, di miglioramento e di socializzazione.

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