Chi lavora nel marketing e nella comunicazione (offline) conosce l’importanza che hanno i colori nel comunicare stati d’animo. I colori infatti diventano un potente strumento che amplifica l’emozione e il comportamento umano verso l’accettazione di un determinato prodotto.

Ma perché? La risposta è che alla base della teoria dei colori c’è una forte componente psicologica che ha influenza soprattutto sulle componenti dell’umore. Ecco che quindi, creare dei prodotti che abbiamo un colore che stimoli lo stato d’animo di acquisto, probabilmente porta a conquistare potenziali clienti. In questo, le aziende sono disposte a investire molto sullo studio dei colori, infatti, è solo conoscendo come usarli che si ha la possibilità di trasmettere un determinato sentimento al proprio pubblico e creare in lui un’esperienza che aiuterà a concretizzare una futura strategia di vendita. Basti pensare che le grandi aziende, spendono per la ricerca di mercato del colore milioni, proprio perché, gli psicologi sono convinti che la sensazione che trasmette un colore può determinare fino al 60% della accettazione o il rifiuto di un prodotto o servizio.

teoria dei colori

La psicologia alla base della teoria dei colori, che per anni si è occupata (e continua a occuparsi) dei colori nell’ambito della comunicazione offline, fa teoria e diventa utilissima quando si tratta di applicare quella stessa teoria sul web.

Diffusissimi sono su internet ricerche che riguardano la comunicazione dei colori nel web, in particolare i significati possiamo sintetizzarli come “colori caldi” (rosso, arancio e giallo) sono “eccitanti”, mentre i “colori freddi” (viola, blu e verde) trasmettono “calma”. Tenere ben a mente questie regole quando si progetta un sito web, o un marchio o qualsiasi prodotto web, diventa un modo per costruire un prodotto vincente che faccia presa sul navigatore. Quindi prima di tutto nella scelta dei colori, bisogna chiedersi “Come vuoi che i visitatori a reagiscano alla visione del design di un prodotto web”. Capire quindi che, il messaggio si vuole comunicare e il web design, non sono entità separate, ma intrecciate tra loro ed estremamente influenti nel comportamento e sentimento del visitatore.

Alla luce di queste considerazioni, possiamo dare un’occhiata a come (e se) molti social network che conosciamo, facciano uso (probabilmente) di questa teoria dei colori, al fine di trasmettere comportamenti e stati d’animo negli users.

Vorrei analizzare il caso esemplare, e forse il più eclatante, del colore blu.

  • Avete mai notato di come, molti social network, utilizzano le tonalità del blu come colore principale?
  • Vi siete mai chiesti come mai proprio quel colore?
  • Perché quando si parla di Web 2.0 il primo colore che ci viene in mente è l’azzurro/blu?
  • Può esser che la scelta che si è fatta del colore, sia una delle componenti che ha determinato la fortuna di queste piattaforme?

Leggendo su internet ho trovato un’intervista a Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, dove alla domanda del perché avesse scelto il blu per il suo design del sito ha risposto:

“Sono daltonico, è l’unico colore che posso vedere”.
cit. Mark Zuckemberg


E la storia la conosciamo tutti.. Ora 500 milioni di persone in tutto il mondo restano connesse a un sito web “totally-blu” per ore ogni settimana.

Probabilmente Mark avrà fatto una scelta del tutto casuale (ma non banale), ma da questa sua scelta è partita un’azione da parte del web che ha portato a scegliere questo colore in modo diffuso da altri brand anche se, magari valutando, studiando e analizzando “il colore”, per poterlo adattare alle proprie esigenze di mercato.
Questo ha portato a un massiccio uso di quel colore, determinandone anche la diffusione.

A seguito della diffusione a macchia d’olio del colore blu tra i vari social network, si è determinata la correlazione tra il colore blu utilizzato delle piattaforme e il web 2.0. Insomma, si è generata una sorta di tendenza (o passaparola del colore), o se vogliamo definirla “moda” nella scelta del colore. Pensiamo ad esempio a come Foursquare o a FriendFeed (vedi inforgrafica), piattaforme nate successivamente, abbiano sfruttato le gradazioni di blu per i loro loghi.

Andando avanti, secondo me, molte start-up continueranno a utilizzare questo colore “dominante” nel mondo del web, per la voglia di condividere le associazioni positive correlate al colore , create e radicate nel web, dai loro fratelli più grandi.

Quello del blu di Facebook è solo un esempio, però la conclusione spontanea è che le scelte sui colori molto spesso son casuali da chi le fa per primo, ma è proprio quella scelta casuale che influenza le tendenze d’uso dei colori come un moda.

Quindi la scienza si scontra con la tendenza.. E chi vince? Probabilmente (o sicuramente) la tendenza.

Vi lascio un bellissimo pdf con la teoria dei colori in sintesi dal sito Paper Leaf da stampare..

.. e una infografica, molto interessante, sui colori utilizzati dai brand più diffusi nel web.

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..sull'autore,

Laureata in Informatica con una passione sfrenata per la grafica e il web design, che ha coltivato da autodidatta. Si occupa di Sviluppo e Design di sitiweb. E' una forte sostenitrice del Web 2.0, crede in Internet, e riconosce nel web un’opportunitá di crescita, di miglioramento e di socializzazione.

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