Ricerche

L’Influencer dà più valore al prestigio che al guadagno [Ricerca]

Se dovessi pensare alle tre strategie che al momento funzionano più di altre per promuoversi online direi: blog, social, influencer.

Mentre le prime due sono strategie continuative e che hanno valenza solo se si fanno con qualità e costanza, con alla base una ottima pianificazione, il coinvolgimento di influencer occupa il ruolo di “azione occasionale” studiata per la diffusione capillare di un messaggio promozionale, con una connotazione più esclusiva.

L’influencer, come discusso in questo post, è un ruolo cruciale per il marketing, questo è ormai riconosciuto, ha importanza perché permette di alzare il tono della voce di un brand per migliorare la diffusione di un messaggio, dando credibilità e valore, per questo dovrebbe esser tutelato.
Dall’altro lato però bisogna comunque maturare la convinzione che non tutti possono diventare popolari in rete, per ragioni di varia natura tra cui relazionale, comunicativa e creativa, ma si può imparare a diventare influencer.

Come? Prima di tutto riconoscendo le proprie potenzialità, cioè sapere quali sono i punti di forza della propria conoscenza, e poi attraverso lo studio delle strategie legate al personal branding, che permettono a quella conoscenza di esser mostrata e divulgata a dovere, cercando consensi.

Certo il momento storico-economico che viviamo sta spingendo molti utenti ad intraprendere questa professione abbastanza ambita perché, a conti fatti, permette di lavorare divertendosi, e lavorare in alcuni casi vuol dire guadagnare, ma bisogna scontrarsi con un universo web sempre più capace di mostrare il proprio valore, e con una ottima perseveranza/costanza nel perseguire la strada.

Nel corso della storia del web molte sono le figure che sono emerse proprio grazie alle proprie capacità, costruendo piano piano una nicchia di utenti (follower) che li seguono con costanza, pensiamo alla moda e al fashion Chiara Ferragni, Clio Makeup solo per fare alcuni esempi italiani. Alcune personalità emergono così tanto, in determinati settori – solitamente quelli più ricchi di budget – così tanto da trasformare un utente popolare in una vera e propria star, acclamata da fan e super ambite dai brand.

Ma cosa spinge gli influencer a perseguire la propria strada?

Molti penseranno banalmente il guadagno, talune volte ritenuto “facile”, il fatto di godere di benefit esclusivi o ancora la soddisfazione di esser riconosciuti nella rete da una stregua di follower ed il pavoneggiare altissimi livelli di interazione Social. Tendenzialmente tutte queste sarebbero motivazioni plausibili, ma qual è la più riconosciuta dall’”influencer professionista”?
Emarketer ci riporta una ricerca che ha coinvolto proprio la figura della “star del web” per indagare, con un livello di dettaglio maggiore, le motivazioni che li spingono a collaborare con determinate aziende mettendo a disposizione la propria audience. Le caratteristiche dei 268 top influencer americani intervistati è quella di avere una reach di almeno 259,000 utenti.

Perchè un influencer collabora con un brand

Innanzitutto è stato messo in luce che non esiste un unico fattore che spinge l’influencer a valutare la collaborazione con un brand, ma diverse. Principalmente è emerso che tra tutte la più importante è la vicinanza ai valori del marchio (+41%).

Un influencer determinante in un settore, dunque, prima di tutto fa una scrematura tra le proposte ricevute, per concentrarsi esclusivamente su quei brand che operano nello medesimo settore o che abbiano e che mostrino vicinanza con la propria personalità. Basta questo? Dalla ricerca sembra proprio di no. Oltre ad avere valori comuni, ricopre un ruolo rilevante anche l’importanza che ha il brand con cui si andrà a lavorare, in particolare si fa riferimento alla popolarità del brand e quanto esso sia riconosciuto online/offline.

Infine, essendo i progetti di Influencer Marketing molte volte ben sponsorizzati e promossi, espongono gli influencer coinvolti in modo ancora più massiccio, per questo tra le motivazioni ritroviamo anche la forte componente legata alle opportunità di crescita. C’è, infatti, una piccola percentuale di influencer che decide di accettare un qualche accordo commerciale per i termini di crescita della fanbase che l’azione potrà garantire.

influencer_collaborazioni

 

Perchè un influencer dice NO ad un brand

Una seconda parte della ricerca, invece, ha preso in esame le ragioni che spingerebbero gli influencer a non collaborare con un brand. Anche se l’11% afferma che la ragione economica, cioè un pagamento non adeguato a quello che si reputa di valere, è la seconda causa che fa desistere dal collaborare con un brand, emerge ancora una volta che il fattore legato alla non vicinanza ai valori del brand o alla non corrispondenza del brand con il settore di riferimento dell’influencer (quasi al 50%), sia la prima causa che impedirebbe la creazione di un rapporto di lavoro.

Ma ci sono ancora altre cause. Una ad esempio è legata alle linee guida del progetto troppo restrittive nella pubblicazione dei contenuti o i fattori politici, che spingerebbero l’influencer a schierarsi. Tra le altre, spiccano anche l’inconsistenza degli obiettivi da raggiungere o le tematiche da diffondere sono troppo controverse.

influencer_motivazioni

L’analisi di questa ricerca ci ha permesso, ancora una volta, di appurare che l’influencer professionista è diverso dell’approfittatore del web, ponendo ancora di più i paletti su questa distinzione.

Come possiamo facilmente dedurre, una persona professionale non cerca mai solo il guadagno, ma valuta a fondo – anche in base al prestigio e alla qualità del marchio proponente – i ritorni che una determinata collaborazione avrà, o meglio porterà (nuove collaborazioni, un portfolio storico di progetti, prestigio). Il vero influencer si pone degli interrogativi: cosa porterà una collaborazione? Quali sono le potenzialità della campagna?

Insomma l’influencer è prima di tutto un marketer, conosce le dinamiche del web e le potenzialità, e semplicemente non cercherà mai solo di dar voce a dei fatti in cambio di spiccioli, ma avrà prima di tutto piacere nel farlo, perché avrà valutato già preliminarmente il valore di una determinata iniziativa ed avrà valutato il miglioramento della sua immagine.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

Guarda tutti i post di

Area di discussione: dicci la tua!

Grazie per lo share!

Puoi decidere di non perdere neanche un contenuto del nostro blog!

Iscriviti alla nostra newsletter genuina.
Promettiamo solo 2 contenuti a settimana, e solo post! (NO SPAM, NO MAIL PROMOZIONALI)

Inserisci la tua mail