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W Google+. Alcune riflessioni sull’immortalità del canale

Forse tra tutte le cose più assurde che possono succedere nel web, quella di gridare alla morte di qualcosa è la più gettonata di tutte! Le vittime sono spesso i più grandi colossi che popolano lo scenario del web e social, vittime di giudizi universali devastanti. É sufficiente un cambiamento, una modifica o semplicemente una valutazione personale, ottenuta magari da scarsi risultati raggiunti su progetti, per decretare la fine imminente di un canale.

Poco male. Mettere la pulce nell’orecchio non è deleterio perché, dal mio punto di vista, crea un velo di interesse in più verso quel social decretandone così una maggiore attenzione, accendendo una voglia di analisi verso quel canale, che ovviamente lo riporta in vita!

Il caso ultimo, ma che ha visto un’alternarsi di vita-morte a periodi alterni, ha riguardato Google+ da sempre nell’occhio del ciclone a causa dell’importanza del colosso che l’ha lanciato e per la sua ovvia competizione con Facebook. Non toccare l’utente amante di Facebook!

 

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Emblematica presentazione del canale in un articolo

 

Fatto sta che in questi anni mi sono convinta che l’idea di base, quando si parla di Google+, è: chi non ci è (o fa finta di esserci) lo demonizza, chi ci è lo impara a conoscere ed amare giorno dopo giorno. Banale? Forse si, ma una conoscenza approfondita determina per forza una maggiore conoscenza e un passo avanti nel conoscerne le potenzialità e i vantaggi derivanti.

Detto questo, la disputa sul futuro di questo moribondo Google+, questa volta, è nata dal fatto che Google abbia deciso di separare l’area dedicata ai prodotti Google da quella propria del social network Google+, con due login differenti.

Essenzialmente la separazione definitiva permetterà di differenziare l’accesso a Google e a tutta la sua suite, da quella di Google+, ponendo fine definitivamente all’annosa questione che legava, in modo illogico, account Google a quello Google+, tutto questo non senza cambiamento. Come si legge dalla nota di Google, questo aggiornamento comporterà un nuovo modo di gestione della privacy dei profili Google che, dopo lo switch, non saranno ricercabili (o visibili) nelle SERP ne followabili, a differenza dei profili pubblici di Google+ che continueranno ad esser presenti nei risultati, con possibilità di accerchiamento.

Il processo di distaccamento del profilo Google+ partirà da Youtube dove, nel corso dei prossimi mesi, sarà possibile tramite una procedura guidata rimuovere il collegamento tra i due profili.

La domanda alla luce di questi cambiamenti è: sarà ora in grado Google+ di produrre ancora numeri confortanti sulle iscrizione come avvenuto sino ad oggi? Quanti utenti decideranno effettivamente di rimuovere il proprio account Google+ da Youtube?

Ad oggi sappiamo che gli utenti totali iscritti su Google+ sono circa 2.2 miliardi di cui 10.7 milioni sono in Italia, dove il canale occupa il secondo posto tra i social più utilizzati, ma recenti ricerche hanno dimostrato che poi l’utenza non è così attiva, il 0.2% – 0.3% ha prodotto post pubblici nel 2015 e solo il 9% dei post non rappresentano contenuti postati sui YouTube, determinando essenzialmente una carenza di attività e partecipazione sul canale, se non finalizzate principalmente a scopi promozionali.

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Riflettiamo…

I dati sono abbastanza scoraggianti, se non che dobbiamo riflettere sul fatto che probabilmente con questi cambiamenti, molto sostanziali, Google ha fatto autocritica e ha imparato a dare più attenzione all’interesse dell’utente online, piuttosto che ai suoi scopi di competizione.

Tutto questo, dal mio punto di vista, sembrerebbe la preparazione ad un nuovo assetto al canale, molto più concentrato sull’attività dell’utente e sugli obiettivi per il quale un canale sociale debba esser utilizzato, piuttosto che a creare un intreccio enigmatico tra tutti i prodotti (la search, youtube e luoghi) finalizzato a collezionare numeri.

Cambiamenti di questo tipo, se ci riflettiamo, permetteranno una più ampia libertà di scelta per gli utenti che, si iscriveranno al canale, solo se realmente ne avranno volontà, producendo un risultato miogliore che si ripercuoterà poi su sul miglioramento delle statistiche sull’uso del canale.

In più, notiamo anche movimenti interni al canale che riguardano My Business. É di qualche giorno fa la notizia delle “grande pulizia d’estate”, avvenuta a tutti gli effetti il 28 luglio scorso, che ha determinato la rimozione di tutte le pagine Google+ locali che non sono state adeguatamente verificate, considerate spazzatura per l’utente, dunque prive di qualsiasi valore informativo.

Alla luce di questi cambiamenti, rilevanti e rivoluzionari, urlare nuovamente alla morte di Google+ è abbastanza azzardato soprattutto osservando l’impegno che il team ci sta mettendo per cercare di rendere il canale quanto più utile a quelle che sono le volontà dell’utente.

L’apertura al dialogo di Google con l’utente stesso, non può far altro che portare alla creazione prodotti per il social web molto più adatti alle esigenze comuni e di tutti. Dunque, cambiamenti o meno, tutto quello che è stato prodotto o che verrà prodotto sarà da etichettare come fonte di rinascita, piuttosto che di morte.

Per me è un W Google+!

Voi, che idea vi siete fatti?

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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  • GIOVANNI

    Articolo dettagliato e ben argomentato. Anche a mio parere sono sempre troppo azzardate le ipotesi di morte di un social, che non conta solo gli utenti di una nazione, ma di varie realtà. Sono pronto a scommettere che all’estero si trova maggior affluenza di utenti. Reputo che G+ sia un social anche per Geek e appassionati di tecnologia, rispetto a Fb. Ho trovato più facilmente contatti con i miei stessi interessi (anche se non conosco nella realtà) rispetto a quelli che ho incrociato sul social network azzurro.

    • Grazie mille!! 🙂

      Probabilmente chi demonizza un canale non ha del tempo per approfondire o semplicemente da dedicare allo sviluppo di strategie su quel canale, poco male meglio non esserci che esserci in modo approssimativo. 🙂

  • Ottimo articolo, compimenti 😉

  • Io credo che G+ sia un social network come altri, nè più nè meno.
    La gestione delle pagine è di uno scomodo impressionante. Non esiste un’app dedicata per il controllo remoto delle stesse. Secondo me, G+ deve farsi ancora un po’ di palestra.

  • Cardi Chievo

    Probabilmente Google+ non è stato capito per prima cosa da Google. Troppi aggiustamenti di strategia finora.

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