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Google+ engagement al +281% con i contenuti

L’engagement, la famosissima metrica social utilizzata per valutare il successo di una pagina sulla base del coinvolgimento sui contenuti, è uno dei crucci principali di chi fa community management sui social media. Quotidianamente raggiungere un livello di interazioni sulle pagine business permette di definire se la pagina sta avendo successo o meno, diventa un modo per valutare se si stanno pubblicando contenuti in linea con il target, aiuta a comprendere i livelli di interesse che gli utenti mostrano per quello che si sta promuovendo.

Mentre su social come Facebook, organicamente, raggiungere l’obiettivo di un engagement elevato sta diventando sempre più un’utopia (need cash), ci sono canali nel quale il coinvolgimento è quasi scontato o meglio regalato.

Recentemente sono incorsa in post di Martino Mosna che raccontava di un minitest fatto per il suo sito in fase di lancio, in cui si evidenziava come, a differenza del grande Facebook, Google+ regala engagement cioè permette semplicemente esponendo un proprio contenuto al pubblico, intendo impostando la visibilità a tutta la rete Google+, di ottenere delle interazioni anche quando il proprio bacino di utenti è 0!!

Parliamo di un contenuto fotografico (un album precisamente) e non credo sia anche giusto parlare di coinvolgimento quando le interazioni si riducono ad una sola, ma è un caso emblematico che ci pone un interrogativo: quanto questo sarebbe stato possibile su una pagina business Facebook? Praticamente impossibile se ci trova a lottare continuamente con il reach dei post!

E’ meglio allora partire ricapitolando come sia organizzato Google+ a livello di utenza e contenuti.

  • 500 milioni di utenti registrati, 63% dei quali sono uomini e 37% donne;
  • 300 milioni di utenti attivi mensilmente;
  • 1.5 miliardi di foto uploadate ogni settimana;
  • il 48% delle 100 aziende più importanti a livello globale e il 40% dei marketers utilizzano Google+ per la promozione.

Numeri globali interessanti che ci fanno riflettere sul perché il mercato italiano non abbia ancora abbracciato a pieno il canale e sul perché quei pochi che lo fanno, scopro tristemente, sono anche soggetti ad azioni di compravendita di +1 e follower :/

Come mai non dedicare un minimo di attenzione al canale, se è possibile portare l’engagement al +281%?

281%? Si proprio così. Questo è quanto emerge da quanto trascritto in una infografica di QuickSprout che analizza i contenuti che principalmente vengono apprezzati su Google+ a livello di ricondivisioni e +1. Parliamo ovviamente di prodotti divertenti, che attirano l’attenzione e si prestano ad essere condivisi immediatamente, quelli che hanno l’”engagment segnato” e dunque sono di sicuro successo. In particolare parliamo di:

  • le gif animate occupano il primo posto che con il 39% in più di +1 rispetto ad altri contenuti sono quelli più apprezzati;
  • al secondo posto ci sono i video che con il 28.6% in più di +1;
  • medaglia di bronzo alle citazioni che con il 16% sono il terzo contenuto che riceve maggiori +1 in più;
  • vincitore morale anche se mi sorprende, proseguendo la lettura capirete il perchè, sono le immagini che ricevono il 9.4% in più di +1.

Questi sono ancora dati che forse potrebbero non sorprendere perché diciamo che nelle percentuali siamo abbastanza in accordo, soprattutto per chi utilizza molto il canale ed ha imparato bene ad usarlo, ma c’è un contenuto più di altri che supera ogni aspettativa di interazioni e questa volta a livello di commenti su Google+: le domande.
Le domande negli status fanno registrate un +118% di commenti rispetto agli altri contenuti. Banale come conclusione? Forse, una domanda stimola l’interazione, attiva la voglia di partecipare e dire la propria o se vogliamo diventare protagonista della conversazione ed emergere.

Cosa ho osservato

Effettivamente questi dati, osservando le interazioni con il mio profilo personale, sono abbastanza riscontrati. Le domande coinvolgono di più, le immagini interessano e divertono, ma le gif non molto, probabilmente per la conformazione che ho dato alle mie cerchie. Tuttavia, i contenuti provenienti da link esterni non menzionati nella ricerca, riscuotono anche un discreto successo, ma va molto meglio quando il contenuto testuale con annesso link è accompagnato da un’immagine. La conclusione è che le immagini nel mio caso specifico funzionano meglio rispetto a tutti gli altri contenuti.

Detto questo mi sento di fare un ultimo riferimento alla distinzione tra Facebook e Google+, riportandovi il caso di un’immagine trovata su Facebook e migrata su Google+. A fronte dello stesso contenuto pubblicato sui canali, nel primo caso ricondiviso e nel secondo ripubblicato, i risultati a livello di interazione sono stati i seguenti e parlano da soli…

Facebook-Vs-Googleplus-engagement

A voi la lettura dell’infografica.

IncreaseGooglePlusEngagementBy-28PercentInfographicFINAL

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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Area di discussione: dicci la tua!

  • Opinione personale: Google Plus è molto più interessante da sfogliare rispetto a Facebook. Puoi crearti dei canali di informazione, puoi lavorare con le cerchie e trovare sempre contenuti utili. Poi, se vuoi i gattini, vai sui temi caldi.

    Per approfondire il discorso relativo alle immagini su Google Plus c’è questa ricerca pubblicata (ormai quasi un anno fa) da un gruppo di ragazzi italiani http://goo.gl/oUc8dV

  • Giorgio Taverniti

    C’è una considerazione da fare: se un contenuto su Plus diventa popolare grazie al meccanismo dei temi caldi può ottenere una visibilità molto elevata. Con Facebook puoi farlo solo pagando.

    • Esattamente Giorgio, è proprio quello che ho voluto dimostrare con questo esempio.

      Per me Facebook resta chiuso e incomprensibile a livello di visibilità organica e risultati come quelli che ho ottenuto con G+ non li ho mai ottenuti con Facebook un motivo alla base ci sarà (e non è legato al numero di accerchiamenti).

      • Giorgio Taverniti

        Eh si, io spero che le persone che investono tempo in Facebook capiscano quanto prima che non c’è modo di fare investimenti in contenuti che nel tempo possano portare alla creazione di un “gruppo di persone” che ci seguono e possono aiutarci nel rendere molto visibile un contenuto. Facebook è l’unico che limita questa cosa…

  • Tu hai oltre 15000 persone che ti seguono su Google Plus: secondo me quello che dici è valido per numeri del genere. Lo faccio io, con meno di 900 persone, e il risultato è scarso.

    Parlate sempre del grande potenziale di G+, ma è grande solo per chi ha grandi numeri. Ora mi direte: noi li abbiamo perché abbiamo condiviso e pubblicato molto su G+. Ma è davvero così?

    Secondo me no. Google+ è nato da poco e chi ha numeri del genere – correggetemi se sbaglio – li ha raggiunti in poco tempo perché già conosciuto prima in altri canali.

    Quindi parlare del gran numero di utenti che usano G+ è relativo. Relativo al numero di persone che effettivamente ti hanno nelle loro cerchie.

    Su Google Plus continuo a essere molto scettico. Lo vedo come un sistema chiuso, con poco coinvolgimento. Raramente trovo qualcosa di interessante.

    • Io si ho 15000 accerchiamenti, ma il mio test era finalizzato a dimostrare come un contenuto condiviso pubblicamente su un profilo Facebook non ha la stessa visibilità di uno condiviso pubblicamente su su Google+ e questo è indipendente dagli amici che si hanno. Una grande percentuale degli utenti che hanno interagito – commentato, ricondiviso e fatto+1 – con il mio post sono persone che non sono presenti nelle mie cerchie (provenienti probabilmente dai temi caldi) dunque esterne che sono state esposte al mio contenuto indipendentemente dal legame con il mio profilo.

      Quanto questo su Facebook sarebbe stato possibile dovendosi scontrare con edgeRank, una ricerca dei contenuti poco efficace e, nel piccolo, con l’affinity tra i contatti?

      Può dipendere dal fatto che i miei 15000 contatti possono innescare il meccanisimo di condivisione del contenuto, ma il contenuto condiviso pubblicamente viaggia liberamente senza limitazioni di visibilità.

      • Indubbiamente su Facebook è come dici. Ma anche prima, secondo me.

        E è come dici che un contenuto condiviso pubblicamente può raggiungere tutti. Però, caso strano, solo chi ha quei numeri altissimi riceve più commenti e condivisioni degli altri. Come te lo spieghi?

        Fra +, commenti e condivisioni i numeri che hai ricevuto sono tanti, troppi, se vogliamo, per un’immagine che è sì carina – e condivisibile, per me – ma che non è certo un contenuto che ti cambia la vita.

        Ecco, questo vorrei capire di Google+. Finora, a quanto ho visto, chi ha i numeri ha “vita facile”, gli altri devono accontentarsi delle briciole. Comunque farò delle prove, postando anch’io qualcosa di simile a quello che hai pubblicato tu.

  • Nina Catalano

    Google Plus grazie alle community e alle cerchie, è molto più potente e molto più settoriale. Il Target lo si colpisce in pieno, basta sapere come fare. Il confronto sul perché “Facebook no” e “Google Plus si” non ha, a mio avviso, alcun senso. Sono due cose molto diverse, soprattutto quando parliamo di engagement.

    • Google+ ha degli elementi di forza che Facebook non ha, ma il confronto tra i canali (dato che sono quasi competitor diretti) è per mio avviso d’obbligo. I canali sono diversi si, ma se vogliamo ragionare in termini di business si deve sapere dove è meglio fare investimenti e per me Google+ può essere un forte supporto per le aziende (per come sta crescendo attualmente).

      Forse escludere un canale rispetto all’altro è sbagliato nel senso che si può trarre il bene da ognuno dei due e confrontarli aiuta proprio a capire come usarli al meglio e per quali obiettivi.

    • roberto mattinelli

      Puoi specificare meglio ..Target lo si colpisce in pieno, basta sapere come fare….
      per un’azienda che vuole farsi conoscere google+ può essere efficace, ma in ITalia é diffuso abbastanza?
      Roberto Martinelli

Grazie per lo share!

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