Social Media Marketing

Sui social conta il QUANDO e il COME, ma anche il QUANTO. Un’ipotesi di frequenza di pubblicazione

I problemi che maggiormente attanagliano chi si appresta ad intraprendere una strategia “nuova” di social media per un brand, o per sé stessi, sono sicuramente legati al cosa postare, con che linguaggio farlo e quando postare. Giustamente i primi tempi, quelli successivi al lancio della pagina, quando ancora nessun utente la conosce, ma la cui voglia personale è di urlare e farlo sapere a tutti, sono periodi di rodaggio.

In questa fase infatti, tutto rappresenta un test, un periodo di conoscenza o se vi piace di più startup, per i follower che probabilmente si aspettando di vedere determinati contenuti postati su quella specifica pagina che, per interesse, hanno deciso di seguire. Il compito arduo è riuscirle a capire la psicologia dell’utente immersa nel contesto della propria pagina.

Per questo, un’analisi, quella iniziale, può durare settimane o addirittura mesi. Se consideriamo social come Facebook ad esempio, prima che si possa riuscire a cogliere qualche frutto, parlo organicamente, occorre molta molta pazienza e l’accontentarsi di quelle poche visualizzazioni o sprazzi di interazione. Ma, attenzione, saranno proprio quelle piccole risposte, poche ma buone (un like, una condivisione), da intendersi come dei segnali che permetteranno effettivamente di capire quanto un contenuto di quel tipo, associato a una pagina, possa incontrare i consensi del pubblico.

E il quanto?

Insieme al cosa e quando, anche il quanto diventa determinante per una buona riuscita di un piano editoriale social.

Contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, postare con frequenza non è motivo di maggiore visibilità dei contenuti, ne può significare che l’utente ha più possibilità di interagire perché vede più post provenienti dalla stessa fonte. L’idea di inondare gli utenti di informazioni è in assoluto una scelta deleteria perché, se è vero che non tutti gli utenti possono esser all’ascolto al momento della pubblicazione, è anche vero che ne esistono altri che sono magari lo sono sempre e che probabilmente sono quelli più interessati.

La conclusione è che per l’utente, assistere alla visione di diversi contenuti provenienti tutti dalla stessa pagina, non è nient’altro che un ronzio continuo nel proprio svago, che crea appunto disturbo. Esiste una regola che definisca quanto sia giusto postare?

Direi che una regola non esiste, ma semplicemente per il fatto che dipende dalla tipologia di pagina promossa. Nel caso si tratti della “Sagra del polpo” stagionale, è chiaro che una pubblicazione frequente durante i giorni prossimi all’evento è importante considerarla, stessa cosa se parliamo di testate giornalistiche che per avere una copertura quotidiana, per tutte le aree tematiche (spettacolo, cronaca, esteri, ecc…) devono per forza di cose agire postando con maggiore cadenza. Diversamente, se a parlare è una piccola realtà locale, tipo una pizzeria, un paio di contenuti al giorno sono più che sufficienti per poi incrementare in prossimità dei weekend o festività. È insomma, tutta una questione di astuzia commerciale e tatto. Mettersi nei panni dell’utente ascoltatore, interpretare i suoi pensieri, è la strada giusta.

Vorrei a tal proposito proporre una infografica realizzata in collaborazione con Buffer una realtà che, manipolando quotidianamente dati provenienti dalle condivisioni su pagine, ha permesso di portare avanti un esperimento proprio sulla frequenza di pubblicazione dei post sulle pagine, tradotta poi in risultato. Molto carina l’idea di immaginare i post come la benzina che permetta ad un canale di vivere e l’ipotesi del chilometraggio coperto sulla base dei contenuti postati. I canali scelti sono stati Pinterest, Twitter, Google+ e Facebook, Instagram e Linkedin elencati in ordine di maggior successo per pubblicazione. Spuntano anche dati riguardanti la frequenza di contenuti dal blog.

La classifica Social per frequenza di pubblicazione

1. Pinterest al primo posto è il canale che permetterebbe ai brand di riscuotere maggior successo. Il canale si distingue dagli altri perché, ad una maggiore frequenza di pubblicazione, corrisponde una maggiore popolarità e successo del profilo. L’ideale è pubblicare 5 post al giorno.

2. Al secondo posto troviamo Twitter, a mio avviso il canale per eccellenza per difficoltà di individuazione del numero di post ideali. Secondo l’indagine sarebbe necessario cinguettare 3 volte al giorno come massimo dato che, come evidenziato, l’engagment tendenzialmente tende a ridursi dopo il terzo twit.

3. Nell’ultima postazione del podio troviamo Google+ che, con una frequenza di 3 post al giorno, diventa il canale dove è importante mantenere una frequenza di pubblicazione per pagina costante. Aumentare la quantità di post non porta valore, come non porta valore diminuirla drasticamente. Sono stati registrati casi di pagine in cui le visualizzazioni sono crollate del 50% proprio perché veniva postato meno del normale.

4. Fuori dal podio troviamo Facebook. Due post al giorno sarebbe la frequenza ideale per mantenere attiva la pagina. Un drastico cambiamento di rotta porterebbe ad un crollo dei commenti e dei like molto velocemente. Ammesso che li si riesca ad aggiungere.

5. Su Instagram stessa sorte che per Facebook, due post al giorno sono la quantità ideale per mantenere costante l’engagement. Più pubblicazioni non vuol dire più engagement dunque attenzione a dosare il photo posting, qui più che mai vale la regola di poche foto, ma buone!

6. Linkedin è il canale sul quale si consiglia di postare poco, perché quel poco raggiunge un gran risultato. Si tratterebbe infatti di pubblicare un solo contenuto al giorno, ma durante la settimana lavorativa. Perfettamente in coerenza con le finalità del social, postare durante le ore di lavoro permette di raggiungere un’audience del 60%!

7. Infine, parliamo di content e non di social, il blog. I contenuti prodotti dal blog mensilmente dovrebbero aggirarsi intorno ai 6-8, 2 per settimana. Postare questa quantità di post permette di aumentare la leads del doppio!

Concludo questo post, lasciano a voi la una domanda:

“Quanto è opportuno postare sulle pagine?”

Abbiamo creato un piccolo sondaggio su Google+ a cui potete partecipare riportando magari l’esperienza sulle vostre pagine personali e mi piacerebbe molto che ci confrontassimo sull’argomento. Che ne dite si può fare? 🙂

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Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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