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Fred/Panda Update: analisi del nuovo quality update di Google

Ogni qualvolta avvengono dei terremoti nelle serp attendo prima qualche giorno, a volte settimane, prima di esprimermi e valutare cosa accade nelle serp. Google implementa così tanti update in un anno, che quelli di cui ci accorgiamo realmente sono davvero pochi. Molti degli update sono di tipo infrastrutturali e hanno l’obiettivo di migliorare la “qualità” dei risultati organici offerti all’utente. Tutti gli update rilasciati da Google, anche quando sono di tipo “antispam” non hanno che l’obiettivo di migliorare i risultati offerti all’utente.

Google deve tenere al top il suo prodotto principale, la ricerca e per farlo deve offrire sempre la migliore soluzione informativa all’utente.

Faccio una premessa: l’analisi che segue è puramente basata su stime e considerazioni statistiche, ma frutto soprattutto, di considerazioni personali. Nulla di quello che segue è dunque avallato da sigillo di certezza, se non i dati a disposizioni, basati a loro volta anche su stime di traffico, tranne in alcuni isolati casi confrontati e confermati direttamente con Google Analytics. La certezza sulla correlazione tra uno o più fattori e uno scenario reale potrei averla forse solo lavorando in Google. E non è garantito.

Torniamo indietro di qualche settimana. A partire da fine Febbraio c’è un tumulto nei forum, nei gruppi SEO e anche nelle serp, comprese quelle italiane. Si parla di update dapprima legato ai link che viene segnalato su Seroundtable, sito di para-informazione SEO in cui John Mueller trolla anche l’autore del post. Il nome “Fred” è suggerito in un twit dallo stesso Gary Illyes di Google.

Col passare dei giorni nella blogosfera e nei forum emergono però altre interessanti informazioni: i link non centrerebbero proprio nulla, ma sarebbe un update legato alla qualità.

Chi si occupa di SEO da un po’ di tempo, saprà benissimo che già nel 2011 Google lanciò un update chiamato Panda, il cui primario obiettivo era proprio quello di migliorare la qualità dei risultati di ricerca colpendo siti costruiti più pensando alla monetizzazione, che alla risoluzione dei problemi informativi dell’utente.

Nel corso del tempo Panda è stato aggiornato varie volte, diventando uno degli update più temuti dai SEO.

Il Fred Update è l’evoluzione del Panda/Quality Update

Il modo migliore per cercare di capire come possono impattare gli update antispam è sempre stato quello di leggere nelle linee guida di Google. Quando nel 2011 fu lanciato il primo Panda, qualche settimana dopo sul blog ufficiale fu postato un articolo che, leggendolo dietro le righe, conteneva una serie di segnali riferibili al Panda.

In questi giorni mi è capitato di osservare bene un caso di studio di sito che ha perso traffico e mi sono poi messo alla ricerca di siti simili per analizzarne le caratteristiche e vedere che correlazione potesse esserci.

La prima cosa che ho notato, insieme ad altri SEO prima di me, è che i siti di news sembrano essere quelli maggiormente colpiti.

Aspetta però. Di quali siti di news parliamo? Di tutti? No, solo di quelli che trattano l’informazione in un modo particolare, senza cioè offrire realmente un’informazione utile, veritiera e soddisfacente all’utente.

Siti per i quali l’obiettivo principale è monetizzare e, soltanto dopo, fornire informazione all’utente. Sul concetto di qualità dell’informazione ne parlo meglio a breve, in quanto la nuova mossa di Google è proprio rivolta nel contrastare la “cattiva” informazione.

Il legame col Panda che mi spinge a pensare che sia un rafforzamento dell’algoritmo e non un nuovo algoritmo è subito evidente.

Le speculazioni sui pattern del Panda sono:

  • pagina/sito che presenta eccessiva e intrusiva pubblicità per l’utente al punto da non permettergli di fruire del main content;
  • contenuti di bassa qualità. Bassa qualità intesa come contenuto scarno e/o duplicato/ripreso da altre fonti più autorevoli. Contenuto che in generale non soddisfa l’utente e lo spinge a cercare altrove risposte alla sua query;
  • affiliazioni e affiliazioni. Specie quando viene fatto transitare PageRank nei link
  • sovraottimizzazione on-site

Siti con questi pattern registrano spesso bounce rate elevatissimi, tempo di permanenza medio sulle pagine molto basso e click sulle affiliazioni alti. Siti del genere non rappresentano la qualità per Google e non possono essere mostrati al top delle serp per ricerche volumetriche.

E qui arriviamo a ciò che mi spinge a pensare che il “Fred” non è un nuovo algoritmo ma un aggiornamento del Panda.

Credo che abbiano aggiornato l’algoritmo introducendo nuovi segnali e, probabilmente (ripeto, la certezza non ce l’ho) hanno rafforzato anche i segnali precedenti, rendendo l’algoritmo più temibile di quanto fosse prima.

Il nuovo segnale si rivolge proprio al contrastare la notizia di non qualità.

Non dovremo stupirci se Google voglia intervenire su questo campo, in un periodo in cui anche Facebook sta cercando di contrastare il fenomeno delle fake news e in Germania si parla di multe in arrivo per chi non le contrasterà.

Come dicevo sopra, il modo migliore per capire quali sono/saranno le aree della Search su cui Google intende intervenire per migliorarne la qualità è quello di indagare nelle linee guide per i webmaster e quelle per i quality raters, le persone che hanno l’obiettivo di monitorare le serp e valutare il riscontro di determinati risultati con la query dell’utente.

Proprio ieri sono infatti state aggiornate le linee guida sulla qualità per i quality raters. Il documento completo, di 160 pagine, è accessibile a questo link.

Su un post pubblicato su The Sem Post, segnalato da Enrico Altavilla, vengono estratti i punti aggiunti al documento, a cui presterei molta attenzione per esaminare i siti che vedremo dopo e con i quali c’è, a mio avviso, un’elevata correlazione con quanto sta accadendo nelle serp in questi giorni.

“Your Money or Your Life”

Sono le pagine che potrebbero influenzare la felicità, il benessere, la salute e la stabilità finanziaria degli utilizzatori.

Google intende siti quali:

  • pagina da cui poter effettuare transazioni commerciali;
  • pagine di informazioni finanziarie (consigli su acquisto case, investimenti, tassi, ecc.);
  • pagine che forniscono informazioni mediche;
  • pagine che forniscono informazioni giuridiche;
  • articoli di notizie, compreso informazioni locali, nazionali e internazionali, nonché notizie politiche e governative;
  • altro: come pagine che informano circa le adozioni sui bambini o la guida in sicurezza.

Interessante è inoltre notare quali sono i segnali aggiunti alle pagine di News che devono essere valutare di bassa qualità:

  • siti che imitano altri siti molto noti, tra cui siti di notizie;
  • siti che si presentano come siti di notizie, ma contengono di fatto contenuti inesatti, volti a far guadagnare una persona o un’organizzazione in qualche modo;
  • siti che deliberatamente creano disinformazione e inganno presentando contenuti inesatti;
  • siti con teorie di cospirazione o falsi allarme infondati;
  • siti che presentano notizie scientifiche di dubbia attendibilità;
  • siti che promuovono odio o violenza contro un gruppo di persone.

Sempre nel documento, sono stati aggiunti degli esempi di pagine/siti di news che devono essere valutati di bassa qualità.

Ho aperto i primi 2 siti, hngn.com e newseveryday.com e, oltre a notare come nell’ultimo mese, subiscano entrambi dei cali di traffico organico stimato, hanno tutte le caratteristiche dei siti di news che in questi giorni perdono traffico.

Nel documento riportato, nel caso di newseveryday.com, si parla di:

  • titolo fuorviante che non riflette il contenuto della pagina (ti suona nell’orecchio la parola “clickbait”?);
  • il contenuto principale non spiega come sbarazzarsi delle tossine (quindi non soddisfa la promessa fatta all’utente);
  • la qualità della scrittura è scarsa e l’articolo presenta affermazioni senza senso;
  • non vengono citate le fonti (su questo porrei un  bell’accento, pensando a tutti i siti di news che riprendono articoli da siti di news più autorevoli, senza menzionarne la fonte).

Infine, come puoi vedere qui nell’immagine, presa dal documento, è anche bello pieno di advertising.

Ecco, queste informazioni, piuttosto nuove, sono riflesse abbastanza fedelmente in quello che sta accadendo in questi giorni.

Vediamo qualche dato tutto italiano.

Alcuni siti vittime del Fred/Panda/Quality Update di questi giorni.

Blastingnews.com

 

Notizie.it

 

ilsussidiario.net

 

forexinfo.it

Ce ne sarebbero tanti altri, chi subisce perdite di traffico più marcate, chi meno e in realtà ci sono anche tanti siti minori e non proprio siti di news, ma magazine piuttosto noti e con un’alta frequenza di pubblicazione.
Quindi non è da credere che questo nuovo update colpisca solo siti di news. Anche magazine molto verticali e siti con pattern classici del Panda, sono stati colpiti.

Non posso verificare l’attendibilità delle notizie pubblicate su questi siti ma di certo presentano tutti (anche) gli altri pattern del Panda, che, a mio avviso, con questo update sono stati rinforzati; è stato cioè dato più peso ai fattori “vecchi” del Panda.

Questo è la schermata di articolo di un magazine colpito dall’ultimo update, denso di ads.

 

Quello che però mi interessava capire, è se i siti propriamente noti come siti di “bufale” fossero stati interessati da questo update.

Ecco alcuni dati interessanti.

ilmattoquotidiano.it

 

ilcorrieredellanotte.it

 

 

Poi spuntano i casi paradossali, che mi fanno capire come l’algoritmo non sia ancora “perfetto” e, probabilmente, non lo sarà mai. Un sito di bufale che acquisisce traffico, probabilmente per le posizioni strappate a qualche competitor.

ilfattoquotidaIno.it

 

 

Oppure uno di pseudo-news costruito al solo scopo di monetizzare.

 

Meteoweb.eu

 

Capire dove sia il “main content” non è semplice in quel marasma di ads.

 

Come colpisce il nuovo update?

Onestamente non lo so. Ho però notato che per i siti di news vengono tolte posizioni/spazi di rilievo in Google News e questo conferma quanto Paul Haahr, ingegnere di Google, afferma a Jennifer Slegg di the SEM Post, ovvero che l’impatto potrà aversi proprio in Google News e che potrebbero essere aggiornate anche le linee guida di Google News.

A perdere traffico sono però anche pagine di notizie non recenti, pagine tag, ecc., quindi non lo legherei soltanto a Google News.

L’evoluzione in cui sta andando Google

Non potremo mai sapere come viene ideato e sulla base di quali segnali viene sviluppato un update sulla qualità, ma sono sempre più convinto che tutto parte dai segnali attribuiti dai quality raters, motivo per cui dovremmo sempre tutti sviluppare progetti web tenendo ben presente questo documento.

Quello che però mi preoccupa è l’abuso di posizione che potrebbe nel tempo sviluppare Google. Il concetto di “qualità” dell’informazione è molto labile, soprattutto se pensiamo che la qualità è spesso soggettiva. Vedremo come andrà.
Di certo sembra che il rollout siano ancora in corso, almeno nelle serp italiane.

Le mie raccomandazioni nello sviluppo di progetti web editoriali ed informativi sono sempre le stesse:

  • scrivi contenuti originali e non scarni, o troppo brevi. Non limitarti a riportare notizie/informazioni già presenti su decine di altri siti;
  • non spingere troppo l’acceleratore sulla monetizzazione. Tre, quattro annunci di affiliazione per pagina per testi di poche righe sono decisamente troppi;
  • non puntare a titoli clickbait se poi l’informazione non mantiene la promessa fatta al lettore;
  • non fare falsa informazione e non scrivere se non sei certo dell’attendibilità di quella notizia;
  • cita le fonti! (e linka, che fa bene).

Di solito non lo chiedo mai, ma stavolta lo faccio. Ho dedicato molto tempo all’analisi di questo update e alla ricerca di informazioni e scrittura dell’articolo. Ho condiviso conoscenza, che molto spesso viene celata nell’ambiente, per far si che anche in Italia si combatta la cattiva informazione SEO. Se ti è piaciuto e trovato utile questo articolo ti chiedo di condividerlo nei tuoi canali sociali!

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Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Ciao Dario, bell’articolo. In un progetto personale di informazione, l’unico colpito in maniera sensibile da questo aggiornamento, ho notato anche un particolare da non sottovalutare: il calo del progetto (molto forte su 2 articoli dedicati ai migliori siti torrent) è stato, secondo anche il suggerimento di alcuni collaboratori, anche dovuto al calo del trust dei siti (di notizie) che linkavano il mio.
    Sarebbe proprio da approfondire questo aspetto, per capire se anche siti puliti ma connessi con queste realtà penalizzate abbiano subito un calo.

    • Secondo me, leggendo dietro le linee guide dei quality raters, bisogna fare molta attenzione al fattore Expertise, Authoritativeness, and Trustworthiness (E­A­T).
      Se ci pensi ha senso che molti siti che non facevano informazioni verticale ma generica potessero essere colpiti (es. un sito che nasce come verticale sul forex che si trasforma poi in sito di news). Non vengono colpiti i “grandi” siti di informazione perché hanno proprio più Expertise, Authoritativeness, and Trustworthiness di molti altri siti che altro non fanno che duplicare l’informazione attingendola da altre fonti.
      Quello che però non mi piace è la deriva che l’algoritmo potrebbe prendere. La notizia fake ad esempio potrebbe essere benissimo data per primo da una testata giornalistica importante.

  • Era ora che Google facesse qualcosa di più incisivo verso i siti creati solo per monetizzare e non per apportare un reale contributo all’utente. Bellissimo articolo, ma i link di approfondimento alle pagine Google danno tutte errore 404

  • Il legame con le linee guida dei quality rater è realtà, dunque.

    Interessante notare come i siti che erano molto forti in un settore verticale, andando poi ad analizzare il dettaglio, sono stati puniti ESATTAMENTE negli ambiti orizzontali dove si erano spostati.

    Giocano un “campionato a parte” i brand di network di informazione trasposti dall’offline all’online (testate).

    • si lo pensavo eppure non è detto che le grandi testate giornalistiche non diffondano fake news, anzi.

  • Giada Tiberi

    Ciao Dario, ho avuto la tua stessa preoccupazione sulla censura effettuata da Google quanto ho letto “siti con teorie di cospirazione”. Non che a me piacciano e capisco il principio generale che sta dietro questa operazione, ma si aprono nuovi scenari: chi stabilisce se una teoria è vera o è una cospirazione infondata? Chi stabilisce la differenza fra un tentativo di denuncia sociale, di sensibilizzare su temi poco conosciuti, di raccontare la verità su personaggi potenti, ad esempio? In molti casi anche ciò che non è dimostrabile può essere vero, o cmq degno di attenzione. Nuove teorie scientifiche che sembrano fantascienza? Quanti ricercatori l’intera comunità scientifica ha chiamato “pazzi”… Il punto quindi è che la libertà di pensiero potrebbe venire penalizzata in qualche modo, come danno collaterale, e questo fa un po’ 1984. Articolo ricco di spunti, complimenti!

    • sono d’accordo. Quanto dici vale anche per la news. I grandi giornali online sono spesso anche “diffusori” di notizie infondate che poi vengono ripresi da tanti altri giornali minori. Molto spesso poi, l’infondatezza della notizie viene resa nota soltanto mesi dopo la sua pubblicazione.

  • Molto interessante davvero e grazie per tutte le info che ci hai fornito, pensi che questo sia anche un attacco frontale ai siti che monetizzano in maniera white e con contenuti di qualità con fonti autorevoli come Amazon ?

    • non posso saperlo con certezza, ho notato però che laddove c’era una forte sovra-ottimizzazione on site unita a link di rimando ad affiliazioni amazon, senza nofollow, ci sono stati dei siti che sono caduti.

      • infatti, ma anche dove c’era il nofollow verso Amazon hanno colpito duro … e questa è una bruttissima notizia per il mondo delle affiliation …

  • lucazacchi1963

    Grazie, articolo utilissimo e che ho condiviso

Grazie per lo share!

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