SEO

I fattori di ranking per Google secondo… la gente normale!

Le ricerche sui fattori di ranking sono sempre qualcosa che attirano l’attenzione del mondo seo, sia perché potrebbero apportare novità nell’ambito di quello che si sa, o si presuppone di sapere su quanto riguarda la risposta di un motore di ricerca in relazione all’influenza umana di determinati fattori onsite e di popolarità, sia perché se dalle ultime ricerche emerge che i social media sono i fattori di ranking più importanti, chi non sa una cippa di seo e si occupa esclusivamente di social media potrebbe essere indotto a pensare che sia sufficiente far prendere a una pagina web o a un post di un blog 40-50 likes, tweets o +1’s e metterci 2 parole chiave nel titolo che questa supererà tutte le altre nella classifica per le parole di interesse.

“Correlation is Not Causation!”

dicono gli esperti d’oltreoceano, che in parole povere vuol dire che potrebbe esserci una correlazione statistica tra il fatto che una pagina con molti segnali sociali abbia un buon posizionamento, ma semplicemente perché l’esposizione mediatica e sociale generata da tali fattori potrebbe generare più link e citazioni in entrata (quella che si dice “link earning” che è poi osservata in siti web con alto livello di social shares) ma questi segnali non sono la causa di un miglior ranking nelle serp. Una lettura molto interessante sull’argomento proviene dal blog di Enrico Altavilla, che vi consiglio di leggere.

Dal canto suo, come ho riportato in una mia slide all’ultimo WebReevolution, Google col suo portavoce Matt Cutts ci tiene ancora a ribadire che il vero segnale che viene ancora utilizzato è il link e che pur prestando molta attenzione al valore dei segnali sociali, il link rimarrà comunque il fattore più importante per i prossimi anni.



Ho deciso quindi di proporvi uno studio dei fattori di ranking fatto non più da seo, agenzie di web marketing o espertoni che spesso generano correlazioni che si rivelano essere inesatte, bensì un’indagine su un campione di utenti, con nessuna esperienza in ambito seo, quindi “gente normale” al quale è stato chiesto che rilevanza avessero determinati fattori di ranking.

Il campione intervistato era di 1000 cittadini statunitensi e quello che segue è quanto è emerso e la ricerca organizzata dall’agenzia seotraininglondon

1) Possibili fattori di ranking.

E’ stato chiesto agli utenti di estrarre una lista di possibili fattori di ranking che credevano potesse influenzare la serp. Il 56% di loro ha optato per la rilevanza della pagina con il termine di ricerca, mentre il 49% per la popolarità della pagina, in termini di visitatori che la pagina riceve. Altri fattori di ranking ipotizzati il click-throug rate per il 33% e, fate attenzione, solo un 18% di risposte dava qualche importanza ai links in entrata :D, quasi quanto ai segnali sociali, pari al 13%.

E’ stato chiesto agli intervistati anche quanto sarebbero portati a cliccare su un risultato di ricerca organico rispetto a quelli a pagamento ed è venuto fuori che il 37% di questi li preferisce agli ads sponsorizzati.


2) Importanza del ranking nelle serp

Circa l’influenza dei risultati sui comportamento dei ricercatori viene fuori che il 59% è più propenso a cliccare sul primo risultato di una serp rispetto agli altri risultati che vengono successivamente e il 44% ritiene che i risultati che si presentano nelle primissime posizioni siano più autorevoli (e meritevoli di esserci).

Infine (e questa notizia è molta importante) il 37% afferma che notando un brand riconoscibile nelle serp è più propenso a cliccarci su.


3) Google AdWords e personalizzazione dei risultati di ricerca

Per il 65% dei rispondenti gli annunci sponsorizzati sono visti negativamente rispetto ai risultati organici e il 63% di questi sarebbe più propenso a cliccare su quelli organici e non su quelli sponsorizzati.

Sorprendenti le risposte circa la personalizzazione dei risultati. Il 64% degli intervistati era all’oscuro del fatto che Google personalizzasse i loro risultati di ricerca mentre il 54% non è d’accordo sul fatto che Google debba tracciare le loro attività online per personalizzare i loro risultati di ricerca.


4) Social Search

Anche qui, stupiscono un po’ le risposte degli intervistati. Al di là di quello che noi web marketers potremmo pensare, sembra proprio che gli utenti normali non ritengano utile vedere siti web raccomandati dai propri amici nei social network (76%) ma anche di utenti esterni alla proprie cerchie/amicizie (73%) e udite, udite, l’83% degli intervistati non utilizzerebbe Facebook e Twitter per cercare prodotti e servizi.


5) Significato di SEO

Volete sapere cosa significa la sigla SEO per gli intervistati? 😀

  • Search Engineering Optimization (5%);
  • Software Engineering Optimization (3%);
  • Search Engine Officer (2%).

In linea di massima il 60% non conosceva il reale significato del termine SEO.

Per concludere, vi basti sapere che il 31% dei rispondenti non vorrebbe che i seo modificassero le pagine web dei siti per favorirne un mglior ranking nelle serp.

Chiaramente, come per tutti gli studi/ricerche/indagine il consiglio è di prendere anche questa con le pinze. Un campione di 1000 utenti è comunque piuttosto ristretto ed è geolocalizzato soltanto negli Usa. Però era divertente sapere cosa ne pensasse la gente normale della SEO 😉

Ecco l’infografica completa.

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Ma parliamoci chiaro. Google è programmato per dare peso ai contenuti più rilevanti, però finché sarà un software (e credo continuerà ad esserlo) potremo sempre osservarlo e comprenderne il funzionamento. Noi SEO siamo in cattiva fede anche quando siamo in buona fede, perché “facilitiamo” il processo virtuoso della generazione dei link naturali anche per progetti web che creano autentico valore, ma che nella fase iniziale o a causa dei COLLEGHI che giocano per la concorrenza, non sono ancora visibili.

  • Francesco Greco

    l’algoritmo

  • Francesco Greco

    proprio di recente ho posizionato il sito preventivositoweb.name puntando solo sui link ed escludendo i social, il risultato è che in 2 mesi sono in prima pagina per keyword come preventivo sito web, preventivi siti internet, ecc. tutte keyword competitive superando siti con pagerank alti. Ma bisogna saper scegliere i link!

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