Social Media Marketing

Facebook: ultimi dati sulla visibilità organica e i numeri del successo

Se c’è una cosa che dobbiamo recriminare a Facebook è l’impossibilità, ormai, per il canale di esser un luogo in cui è possibile entrare in contatto naturalmente con potenziali clienti che utilizzano i social. O meglio questo storicamente non è più vero. Qualcuno direbbe “son finiti i tempi d’oro” ed è proprio così, ormai esser visibili su Facebook si è trasformata in una speranza più che una certezza. Ma se ne può fare a meno?

Direi che non è pensabile non esserci sul canale o decidere che, data la scarsità di risultati, si metta tutto in standby o addirittura si decida di cancellare la propria presenza. E le motivazioni sono ben presto svelate.

  • Prima di tutto non è possibile non considerare il fatto che l’utente, anche un singolo unico utente, possa aver voglia di entrare in contatto con l’azienda per stabilire un rapporto di comunicazione, per mostrare approvazione o anche dissenso.
  • Secondo, anche se si decidesse che la strada migliore da intraprendere è il non continuare più ad usare il canale, beh, in questo caso la regola resta sempre quella della rete: comunque si continuerà a parlarne ad insaputa del brand e senza controllo.

Detto questo, il consiglio è sempre quello di lavorare con costanza, studio e dedizione in modo tale da esser pronti nel momento in cui o gli utenti saranno maturi per seguire un brand, o che Facebook smetta di esser un paid media.

Recentemente, i dati sulla visibilità non sono stati dei più incoraggianti. Dopo la pessima notizia del crollo delle visualizzazioni per i post con immagini e l’incremento delle visualizzazioni per i video, la lotta al click bait e al like bait, oggi apprendiamo che qualcosa si sta smuovendo nella reach organica dei post.
A parlare è uno studio Locowise, azienda che promuove tool per la social analysis, che ha raccolto dati provenienti da 5000 pagine Facebook con un numero variabile di iscrizioni (da 1000 a 1 milione), con l’obiettivo di valutare nell’arco di un mese la reach organica e l’engagement raggiunto con i post e capire se qualcosa sta cambiando.

Una scoperta abbastanza interessante è che la reach organica media raggiunta da pagine con un numero inferiore di iscritti, è migliore rispetto a pagine con milione di iscritti.

Dai dati sembra che la portata media aumenta, quanto più piccola è la pagina.

Reach ed engagement dei post

Da quanto si legge è stato riconosciuto che la reach dei post raggiunta nel mese di marzo, per pagine con un numero di utenti che non supera i 1000 like, si attesta intorno al 22,8% dell’audience totale, ottenendo una percentuale di interazione dell’14,2%.
Viceversa pagine con più grandi dimensioni, quelle che superano il milione di iscrizioni, registrano il 7,4% di reach a fronte di un 11,7% di engagement rate.

A livelli intermedi troviamo le pagine medio-piccole tra i 50K e i 100K like che hanno una reach nel 9,6% e un engagement del 15.5% e quelle di dimensioni medio grandi, 500K e 999K like, che hanno una reach del 9,6% e un engagement rate del 12,5%.

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Rispetto ad i dati a disposizione è stato riscontrato che, complessivamente, la crescita per pagine di grandi dimensioni è stata dello 0.5% mentre per quelle di piccole dimensioni del 1,6%, quasi il doppio!

Reach e Engagement per tipologia di contenuto

Spostando l’attenzione sulla tipologia di contenuti con il miglior numero di visualizzazioni, sarebbe il formato video quello che riscuoterebbe maggior successo. Con una reach del 30% per le pagine con un numero di like inferiore a 1.000, è il contenuto sul quale piccole e medie imprese dovrebbero investire maggiormente.
Per le pagine molto grandi, invece, funziona meglio il link (reach del 3,7%).

Per quanto riguarda il tasso di coinvolgimento degli utenti (like, commenti e condivisioni), la tipologia di contenuto per pagine grandi e piccole per engagement rate sembra la medesima, con piccolo scarti in percentuale.

Per ordine i contenuti che hanno ottenuto maggiori interazioni sono:

  1. foto;
  2. video;
  3. link;
  4. status update.

Questo però non distoglie le aziende dalla consapevolezza che i video funzionino meglio, ora come ora, di qualsiasi altro contenuto e che dunque è il formato che deve, per forza di cose, esser maggiormente utilizzato, anche se con un engagement inferiore, ma cavalcando con affanno la famosa e bramata reach.

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I numeri

Sempre riguardo a Facebook, è interessante anche conoscere come il canale stia crescendo e modificando il suo assetto economico attraverso importanti acquisizioni. Ieri sulla pagina ufficiale di Mark Zuckerberg, sono stati diffusi i dati trimestrali riguardanti la crescita di Facebook, dei canali proprietari e del numero di contenuti condivisi.
Su Facebook si registrano 1,44 miliardi di utenti attivi ogni mese, 800 milioni sono su Whatsapp mensilmente, 700 milioni sono su l’app Facebook Groups , 600 milioni usano Facebook Messenger e ben 300 milioni usano Instagram.

Questi numeri non solo sono sbalorditivi, ma avvalorano sempre di più la tesi di quanto Facebook stia diventando dominante nel mercato online per via delle sue improntanti acquisizioni che ne fanno aumentare importanza e autorità in rete.
In più, se consideriamo la mole di informazioni che questi canali generano e gestiscono, a volte a nostra insaputa, ne restiamo impressionati. Sono 45 miliardi i messaggi inviati giornalmente e 4 milioni i video caricati sul canale, ecco l’importanza di dargli più spazio, per monetizzare ancora di più sui 2 milioni di inserzionisti.

Inutile allontanarsi da Facebook se non si può fare a meno di Facebook! Occhio!

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Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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  • Di per s’è è difficile, nel 2015, in Italia, a non pensare di far comunicare l’azienda (anche) su Facebook, perché il canale con più utenti attivi nel mondo.
    E’ chiaro che servono le dovute analisi per ogni singolo cliente, ma è più facile poter rinunciare ad altre piattaforme piuttosto che alla creatura di Zucki.

    Detto questo, i numeri registrati sono incredibili – seppur da tenere in conto che vengano da oltreoceano – e ci fanno capire, appunto come dice Maria Pia, che è inutile allontanarsi da Facebook se non si può farne a meno. E nonostante sia chiaro a tutti che sia un paid media!

    La soluzione migliore, se cerchiamo visibilità, è sfruttare le onde che ci vengono proposte: prima le immagini, oggi i video.

    • Fare tanto testing è ormai l’unica strada per cercare di ottenere qualcosa di organico sul canale. Purtroppo siamo o meglio sono le aziende ad esser sotto scacco di questo strumento che purtroppo predomina la scena promozionale online.

      Grazie per la tua riflessione @alessandro!

  • Mauro Ronci

    Santi numeri e grafici! Interessante il post (come sempre) e i dati sulle reach divise tra pagine grandi e piccole.
    FB non lo puoi eliminare dalla tua strategia di web marketing, puoi soltanto cercare di seguire i suoi algoritmi tenendo conto anche dei budget a disposizione (sempre più risicati).
    Bisogna pure dire che, in Italia, Facebook beneficia anche del fatto che altri social, come Twitter, non riescono ad attecchire come, invece, in US hanno fatto. Non pensi?

    • Sembra un sillogismo, e probabilmente lo è, il fatto che Facebook predomini è l’unico motivo per il quale le aziende continuano ad investirci come unico canale.

      Io sono sempre della fazione che prevede di sfruttare ogni canale, Twitter, Google+, Linkedin, Instagram, Foursquare, ma in modo adeguato e secondo non solo obiettivi, ma anche target di riferimento che popolano i canali senza lasciar nulla di intentato. Certo, però, che se Facebook mette i bastoni tra le ruote, l’unica idea che balza alla mente è “mollo tutto”!

      • Mauro Ronci

        Vero, ma che fatica si fa a far capire che i social vanno popolati tutti? E quanti sono disposti a pagare il tuo lavoro per stare ovunque, escluse le grandi realtà? L’è dura… l’è dura… 🙂

  • I social possono piacere o non piacere ma è un dovere esserci. I numeri d’altra parte ci fanno capire che i social, come il web, non sono altro che fogli excel(come dice il grande skande).

  • Pingback: Il peso dell’intrattenimento su Facebook | Blog – Makkie Communication Lab()

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