Social Media Marketing

Facebook sta studiando un sistema di sottoscrizione a pagamento per le News

L’aggiornamento personale sulle notizie di attualità è molto cambiato nel corso degli anni. I Social Network hanno spostato il giornalismo ad un livello superiore, quello del real time.

Un cambiamento questo che ci  ha portato ad assistere, anche ad un’evoluzione della figura del giornalista che, soprattutto online, oltre ad esser d’assalto, deve cercare di produrre immediatamente del materiale che permetta di ottenere il massimo delle prestazioni in termini di condivisioni e traffico verso il sito della testata, con l’obiettivo di monetizzare dalle sponsorizzazioni.

Facebook rappresenta il principale punto di partenza in questo percorso di cambiamento, è qui che il popolo dei Social vive di più ed è costantemente connesso. Anche in mobilità l’utente tipo trova sempre il tempo per controllare quell’aggiornamento o la notifica, ma soprattutto ha modo di aggiornarsi ed informarsi.

Facebook, dunque, è il re delle news! Facendo un’analisi sulle nostre abitudini nella quotidianità possiamo velocemente renderci conto che, la maggior parte delle volte, atterriamo su una notizia mentre siamo persi sul canale.

Però, per parlare con cognizione di causa, abbiamo delle conferme provenienti da alcune indagini che affermano questo: nello scontro tra canali informativi Facebook vince!

Emarketer parla ed ha rilasciato dei dati che hanno studiato il fenomeno “informazione online” scoprendo che tra tutti i canali, Social e non Social a disposizione, Facebook stravince per quanto riguarda le news fresche.

I canali presidiati ovviamente sono quelli più comuni, quelli su cui è più facile interfacciarsi nella quotidianità, per citarne alcuni parliamo di Social, Siti Web o App, News Aggregator, e-mail o audio/video. Questi rappresentano tutti mezzi abbastanza diffusi e usuali che la gran parte degli utenti conosce e che diventano assidui compagni delle nostre giornate.

Approfondiamo la questione citando i dati dell’indagine rilasciata. Alla domanda “quali sono gli strumenti utilizzati per le news la mattina via smartphone” il parere degli utenti è unanime e conclude che Facebook surclassa tutti i canali diventando la fonte principale di informazione quotidiana.

Con una percentuale del 37%, il Social blu conferma la sua predominanza per il settore informativo, seguito solamente dai siti di news e dalle App dedicate, nonché dagli aggregatori di news.

Il problema dell’informazione su Facebook

Quando si associa Facebook all’informazione, verrebbe un po’ da storcere il naso. Uno dei vantaggi d’uso del canale dal punto di vista informativo è che non ho bisogno di cambiare ambiente o di esser per forza alla ricerca di news, per essere aggiornato, sono lì nel News Feed e le leggo. Tuttavia dall’altro lato si affaccia uno dei problemi più grossi di questo canale: le fake news.

Si parla tantissimo di fact checking, di bufale e di pagine nate per diffondere espressamente disinformazione, ma Facebook sappiamo che sta lavorando, pian piano, per arginare il fenomeno, anche se al momento sembra ancora ben solido, almeno in Italia.

Ciò nonostante Facebook funziona e i publisher lo sanno. La notizia dunque che Facebook sia al top dal punto di vista dell’informazione è molto importante, perché fa emergere nuovi scenari per i publisher che, interrogati dai piani alti di Facebook, aprono nuovi ed interessanti spiragli su nuove funzionalità future di informazione.

Facebook ascolta i publisher e agisce

Come sappiamo il canale è molto attento nell’ascoltare le opinioni dei suoi utilizzatori, sia utenti che amministratori. In una conferenza Campbell, Head of News Partnerships per Facebook, ha espresso le opinioni che gli sono arrivate, proprio dai publisher, le quali vertono sull’importanza di avere a disposizione uno strumento che permetta agli utenti di “abbonarsi” ai servizi di news all’interno del canale.

Secondo quanto espresso dai giornalisti, uno dei problemi più grandi delle testate online che sfruttano Facebook è che non è possibile monetizzare dai contenuti postati nel Newsfeed. Alla luce di questo pare che Facebook sia al lavoro per creare un sistema di abbonamento alle news che permetta di ricevere tutte le notizie, da una testata presente sul Social, a fronte del pagamento di una fee che sarà stabilità sul singolo contenuto in modo del tutto autonomo dal publisher. La logica è del tipo visualizza 10 articoli al mese, per visualizzarne 11 bisogna pagare.

Questo farebbe molto felici i publisher ma anche Facebook. Entrambe le figure beneficerebbero di un nuovo modello di revenue che potrebbe funzionare.

Tuttavia un’osservazione nasce spontanea: in un modo del Web, per lo più gratuito, siamo sicuri che l’utente sia alla ricerca di un sistema come questo? L’utente ha bisogno di ottenere informazioni online pagando? A priori non possiamo dire se funzionerà o meno, ma a meno che l’utente non sia super affezionato verso una testata, per quale motivo dovrebbe pagare un abbonamento se la stessa news la può leggere gratis ovunque?

Che ne pensate?

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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Area di discussione: dicci la tua!

  • Secondo me l’utente raramente è disposto a pagare. Sarebbe molto meglio invece che Facebook riconoscesse una percentuale sugli incassi pubblicitari ottenuti sulla pagina della testata.

    • La penso anche io così. A parte che i publisher ottengono già parecchio dai Social e questo è di per sé un guadagno (indiretto), ma far pagare gli utenti che sono la ragione della loro sopravvivenza sfiora l’assurdità.

      • D’accordissimo. Però questo scenario, che è l’attuale, va bene con anteprima post con link. Ma se la testata volesse pubblicare l’intero articolo su FB, senza portare l’utente sul suo sito, Facebook potrebbe/dovrebbe riconoscere una parte dei proventi pubblicitari. Sarebbe insomma un giusto premio per chi crea contenuti DENTRO Facebook, con la possibilità graditissima a Zuck e soci di non far uscire l’utente.

        • Giusta osservazione, resta però un dubbio enorme: l’utente pagherà mai per notizie che viaggiano ovunque? Staremo a vedere…

Grazie per lo share!

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