Social Media Marketing

Facebook aggiorna l’algoritmo: più valore a timing video e contenuti autentici

Che Facebook sia diventato incomprensibile è ormai una realtà. Sembrano sbiaditi i ricordi che ci portano indietro nel tempo, quando tutto quello che bisognava fare per sfruttare il canale era creare un contenuto, pubblicarlo e raccogliere risultati, tutto sommato buoni.

Nel corso del tempo Facebook però ha mostrato le sue criticità, delineando sempre più i contorni di quella che sembra una guerra. Ad armi impari, però. Da un lato c’è Facebook che sfodera tutte le sue armi – algoritmi di visibilità, affinity, last actor, e compagnia bella – dall’altro lato c’è il povero imprenditore con la sua paginetta, che si sforza ed arranca sguainando armi, caricate a salve, per manipolare gli algoritmi attraverso comment baiting, click baiting, tagging.

Allo stato attuale è facile rendersi conto che non c’è più modo di trovare delle ottime, o per esser realistici buone strategie, se non quelle che prevedono un cospicuo sacchetto di budget da destinare nel paid advertising, ma esistono, organicamente, solo “occasioni fortunate” in quello che sembra un percorso a tentativi ed errori.

D’altro canto però, se da un lato questo sembra uno scenario sconcertante, dobbiamo dare adito al fatto che Facebook, spesso e volentieri, è attentissimo a quello che gli utenti possono trarre come beneficio dal suo uso, più che a quello che le aziende vogliono ottenere. Per questo l’unica strada perseguibile per ottenere risultati a lungo termine è quella di abbandonare totalmente l’ottica commerciale/aziendale per abbracciare unicamente quella dell’utente.

Detto questo, apprendiamo dalla newsroom che nel corso dell’ultima settimana Facebook ha dato forte impulso alla modifica del suo algoritmo proprio per preservare l’utilità dello strumento, e lo ha fatto rilasciando due modifiche a distanza di cinque giorni l’una dall’altra che hanno introdotto nuovi “segnali” per migliorare le performance degli streaming utente.

Segnale numero uno: i video

Partiamo con ordine. La prima importante modifica all’algoritmo del News Feed riguarda i video, in diretta e non. Come sappiamo i video sono, dato il forte impulso ricevuto, il formato più utilizzato sul Social. Cosa sta accadendo? Che c’è un overloading di informazioni filmate, non tutte di qualità, non tutte interessanti per tutti, non tutte pertinenti con i profili.
L’impegno che Facebook sta avendo da molto tempo è quello di rendere sempre più efficace l’esperienza utente con i video, e lo fa presidiando le azioni che gli utenti hanno con il contenuto. In particolare due elementi che ne decretano la qualità, già messi in luce, sono:
1- il suono del video, se viene attivato o disattivato durante la visione;
2- il tipo di visualizzazione: se il video è visto a schermo intero o in formato ridotto.

A questi due tasselli oggi se ne associa uno nuovo, un segnale, rilasciato qualche giorno fa, definito “percentage completion”, ossia durata del video.

Quanto tempo le persone decidono di visualizzare un video? Poco? Molto? Questa informazione permetterà di assegnare un ulteriore punteggio al contenuto, per cui un video che accumula un punteggio più elevato per timing di visualizzazione, otterrà una posizione migliore nello streaming dei contenuti degli utenti, perché ritenuto più interessante.

Tutto questo però facendo una distinzione tra video brevi e video lunghi, per evitare di penalizzare maggiormente questi ultimi che richiedono un tempo di comprensione iniziale, e quindi di visualizzazione, più lungo.

Quali cambiamenti si avranno nelle pagine?

Per la modifica algoritmica sui video, le pagine che sfruttano questo formato potranno notare un lieve miglioramento nelle visualizzazioni. In particolare il miglioramento riguarderà i video più lunghi dato che sono quelli che accumulano un miglior tempo di permanenza dell’utente nella visualizzazione.

Di contro i video più brevi potranno subire una leggera flessione nelle visualizzazioni, dovuta probabilmente ad un abbandono più repentino degli utenti nei primi secondi di fruizione.

Segnale numero due: relevant stories

La seconda importante modifica, che ricordiamo avviene a cinque giorni da quella che riguarda i video, è legata principalmente al miglioramento dei contenuti rilevanti per gli utenti visualizzati nel News Feed.

Quello che Facebook vuole fare è dare rilievo a quei contenuti che sono ritenuti più autentici, cioè quei contenuti veritieri e genuini lontani da spam, bufale dal tono sensazionalistico. Facebook si è resa conto che il contenuto autentico è quello che più interessa l’utente e che non gli fa subito abbandonare la risorsa.

Agendo sui contenuti spammosi, ovviamente, si vuole attaccare il “marcio” che c’è nel canale, dunque l’azione vera e propria si ripercuoterà sulla visibilità dei post di pagine spam. Il fine? Ancora una volta è quello di fare pulizia migliorando la qualità dei contenuti visualizzati. I segnali sono universali, quindi riguardano tutte le tipologie di contenuti.

Questo aggiornamento algoritmico se vogliamo è leggermente più performante rispetto agli altri perché avrà un’azione real-time e parte da una pre-classificazione delle pagine in base al contenuto postato collegato al numero di utenti che stanno interagendo con un post o discutendo di un determinato topic.

Facebook, infatti, per questo update ha operato seguendo un procedimento preciso. Si è partiti con una categorizzazione che ha avuto lo scopo di identificare alcune pagine, nella rete di Facebook, che fanno uso di modelli inflazionati di richiamo all’interazione.

Alcuni esempi di contenuto presi di mira sono stati quelli del tipo “metti mi piace se ti piace questo, commenta se ti piace questo, condividi per quest’altro”, o pagine che utilizzano i post per richiedere la condivisione per una “preghiera” o ancora quelli in cui per partecipare ad un contest (il più delle volte fasullo) si richiede lo share.

Questa analisi sui post ha portato alla costruzione di un pattern, la cui fisionomia, permetterà di identificare universalmente, da qui in futuro, tutti i post che potrebbero esser ritenuti spammosi e quindi penalizzarli.

Questo, insieme all’intervento degli utenti per mezzo di azioni come contenuti nascosti o indesiderati, segnalazioni di “visualizza meno contenuti provenienti da X pagina”, permetteranno di fare pulizia nei contenuti e migliorare la leggibilità dello streaming.

Se da un lato l’introduzione di questi nuovi segnali complessivamente penalizzano, dall’altro migliorano il ranking di quelle pagine che, mostrandosi virtuose, portano al top quei contenuti che per affinità con gli utenti vengono letti, likati, commentati – soprattutto in tempo reale – , quindi autentici, occupando posizioni più rilevanti rispetto al passato.
Una scelta molto democratica ed assolutamente in linea con quello che il canale dovrebbe garantire. Ancora non si vede nulla di forte per quanto riguarda le pagine che diffondono informazioni bufala, eppure se ne parla da tempo, ma questo è un piccolo grande passo per migliorare l’informazione proveniente dal canale.

Quali cambiamenti si avranno nelle pagine?

Come al solito, le pagine che hanno operato in modo corretto non noteranno grossissimi cambiamenti. Facebook fa sapere che si potrebbero registrare dei leggeri miglioramenti in termini di visualizzazioni ed interazioni. Per le pagine spam, beh, i tempi stanno diventando sempre più duri, meglio correre ai ripari e rimediare al più presto. Facebook si sta aggiornando!

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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